a proposito di senso del limite

Non sono io, non sono impazzito, questo è Di Pietro


Mi spiace constatare che, di fronte ad uno sfregio così evidente alla democrazia, serpeggiano l'ipocrisia e il falso perbenismo di coloro che sostengono che la colpa sia solo di chi ha commesso questo fatto grave lasciando fuori le responsabilità di chi doveva fare il controllore.
A me pare che sia una coperta troppo corta per giustificare il comportamento del presidente della RepubblicaInsisto nel sostenere che il comportamento del capo dello Stato nell'avallare questo decreto golpista è stato inutile e dannoso. La strada principale per mandare a casa questi golpisti è il voto e credo che gli elettori si siano già resi conto che siamo di fronte ad un governo e una maggioranza che usano le istituzioni per farsi gli affari propri e per modificare le regole del gioco durante la partita: è stato superato il senso del limite.


Adesso però il PD deve decidersi. Non ci si può alleare con persone con questo senso del limite. Il problema non è se si può criticare o no il capo dello stato; il problema è se si tifa per il tanto peggio tanto meglio; se, come ha detto oggi Scalfaro, il mancato diritto di voto a un pezzo consistente di Lazio e Lombardia sia una cosa di cui la politica e le istituzioni si debbano preoccupare o no.

La soluzione trovata non la condivido e l'ho già detto in tutte le salse; ho anche scritto in un brutto finale di partita che ritengo il governo responsabile di non aver fatto le mosse nella direzione di una soluzione condivisa, una soluzione da prendere con una legge su cui convergessero le forze responsabili di questo paese e il cui primo passo spettava a chi aveva sbagliato. Ma ora non penso che la risposta debba consistere nelle grida di Di Pietro e  nell'ostruzionismo in Parlamento.

Gli Italiani non sono cretini; qualcuno ha sbagliato e ha deciso di trarsi di impaccio in modo autoritario. Si tratta di un atto che nelle urne qualcuno pagherà se l'opposizione saprà dimostrare di saper guardare avanti e non cadrà nella trappola del dibattito su chi voleva impedire il voto.

ore 19.35

Ho sentito un po' di TG.

  • orribile Formigoni, talebano dall'altra parte; ora aggredisce e vuole le scuse dalla magistratura. Si vergogni; tanta arroganza meriterebbe una decadenza, visto che è al 4° mandato e sta tentando con cavilli di aggirare la legge che vieta più di 2 mandati
  • Di Pietro conferma tutto
  • il PD cerca l'abbraccio mortale per sabato e pone come discriminante il non attaccare Napolitano. Discutere di politica, di linea politica, no?

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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