la vecchia Europa e il nord-Africa

Mi ricordavo di aver letto recentemente un po' di cose interessanti e così sono andato a ripassare:

1878: l'Austria Occupa la Bosnia e gli irredentisti italiani premono per il Trentino; l'Inghilterra occupa Cipro e gli Italiani vanno da Bismarck che propone loro la Tunisia, che ha già promesso ai Francesi

1880: il console italiano a Tunisi fa in modo che armatori ed imprenditori italiani consolidino la loro presenza in Tunisia e la Francia reagisce occupando il paese con truppe provenienti dalla Algeria

1881: l'Italia aderisce alla duplice alleanza e si forma la triplice (Germania, Austria e Italia) in funzione antifrancese; l'Italia accarezza l'idea di prendersi la Libia in cambio della espansione francese in Marocco; preme su Bismarck e si sente rispondere che l'Italia nel Mediterraneo non aveva interessi, pensava di averne.

L'Italia inizia a muoversi verso il mar Rosso e seguiranno le legnate di Dogali, l'Abissinia e la sconfitta di Adua.

Più tardi verrà, in piena età Giolittiana, l'occupazione della Cirenaica e della Tripolitania (1911-1912). Allora non si parlava di petrolio e il problema era quello del posto al sole.


L'Italia ha fatto la parte dell'agnello rispetto alle politiche inglesi, francese e tedesche (Marocco) in quel settore. Non poteva essere che così per l'ultima arrivata tra le potenze europee.

Il ricordino mi è servito per ricordare che nè i Tedeschi, nè i Francesi, nè gli Inglesi, sul piano storico, hanno diritto di chiamarsi fuori. Abbiamo visto quanto sia stato naturale che i tunisini, per ragioni geografiche, si dirigessero verso l'Italia ma chiediamoci anche come mai parlano francese e come mai vogliano andare in Francia.

Per le stesse ragioni l'Inghilterra non può chiamarsi fuori dalla questione egiziana e dalle problematiche del conflitto israelo-palestinese.

Continuo a pensare che Maroni stia cercando di fare il possibile (anche perché è il ministro degli interni) e non quello degl esteri. A proposito ma Frattini cosa fa? E Berlusconi quanto ci metterà a capire  che non si sta parlando di narcisismo e che serve un capo del governo?

Per inciso, al di là della questione dei barconi, serviranno presto decisioni unitarie e condivise per decidere cosa fare in Libia sul piano militare e su quello politico. Non vorrei che dell'Italia si tornasse a dire 130 anni dopo Bismarck l'Italia nel Mediterraneo non aveva interessi, pensava di averne.


ore 17

Sono stato troppo ottimista: Napolitano si appella all'Europa, Maroni è preoccupato e invece il nostro mattacchione appena arrivato a Lampedusa dichiara: "Avete visto siamo stati di parola. Tra una settimana inizieranno gli spot per far vedere i fondali di Lampedusa". Per fortuna non ha raccontato una barzelletta sui migranti che annegano.

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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