i poteri forti e le solite pappine

Tutte le volte che vedo o sento quei signori di Moody's  o quelli di Standard & Poor's sparare i loro giudizi sul mondo a me vengono in mente le cose che diceva Lenin a proposito dell'imperialismo e dei tagliatori di cedole, di quei signori che campano di profitti di carta e degli Stati che fondano la loro economia sulla carta.

Il libro è del 1916 e lo trovate qui. Consiglio in particolare la lettura del capitolo VIIIL'imperialismo è l'immensa accumulazione in pochi paesi di capitale liquido, che, come vedemmo, raggiunge da 100 a 150 miliardi di franchi di titoli. Da ciò segue, inevitabilmente, l'aumentare della classe o meglio del ceto dei rentiers, cioè di persone che vivono del "taglio di cedole", non partecipano ad alcuna impresa ed hanno per professione l'ozio. L'esportazione di capitale, uno degli essenziali fondamenti economici dell'imperialismo, intensifica questo completo distacco del ceto dei rentiers dalla produzione e dà un'impronta di parassitismo a tutto il paese, che vive dello sfruttamento del lavoro di pochi paesi e colonie d'oltre oceano.

Attenzione non sto facendo un ragionamento da nostalgia del comunismo ma sto auspicando la costruzione di una economia in cui contano quelli che producono e in cui abbiano meno peso questi signori che non si sa in base a cosa esercitino il loro potere sulla economia del mondo. Diamo la parla agli imprenditori veri e facciamo in modo che il tema del lavoro (quello con cui si produce richhezza) sia al primo posto. Sì a Marcegaglia e no ai vari Moody's.

Non serve Moody's per farci sapere che l'Italia ha problemi di natura strutturale e che servono rifome energiche. La classe politica con le manovrine intorno a Tremonti è all'altezza? Non è il caso che il centro destra prenda atto che la stagione è finita e si vada ad elezioni che consentano di impostare un progetto nuovo?

Le solite pappine a sinistra sono due:

  1. Mi sono letto il comunicato con cui Concita De Gregorio e l'Editore dell'Unità spiegano (o meglio non spiegano il cambio di direzione) alla guida del quotidiano che scatterà dal primo luglio. Ditemi voi se ci capite qualche cosa.
  2. Leggo delle polemichine tra Vendola (sempre più antipatico nella sua tracotanza) e Bersani sulle alleanze a sinistra partendo dal rapporto con la Lega. Ditemi voi cosa ci capite.

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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