faceva l’operaia ed era RSU

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La sceneggiata in parlamento della falsa operaia leghista

Conosco l'on Munerato, leghista da Lendinara, paese diecimila anime in provincia di Rovigo, luogo in cui ho vissuto e dove ho trovato moglie. La signora si è resa oggi protagonista di una sceneggiata "napoletana" durante la votazione per la fiducia alla manovra del governo Monti, spacciandosi per operaia con tanto di bandana e di camice da maestranza di basso rango. L'onorevole padana ha narrato con toni accorati la triste sorte dell'operaio fordista, ormai chiuso in una riserva, ignorato e calpestato dalla politica classista dei tecnici al servizio dei padroni.

La signora Munerato, precisava pure di non portare le usuali scarpe antinfortunistiche per ovvie ragioni (forse non voleva rovinare il parquet del parlamento) e i tappi contro il rumore previsti dall 626: "ma noi operaie quando li portiamo è per non diventare sorde e non perché il marito russa", ci ha tenuto ad aggiungere.
Peccato che la signora in questione non sia affatto un'operaia sfruttata e povera in canna, bensì una commerciante di vini discretamente agiata. Vino padano di scarsa qualità per giunta.
Cari leghisti, lasciate perdere le sceneggiate che sono una cosa seria e appartengono ad una cultura che non siete in grado di comprendere, voi siete solo dei volgari imbroglioni.


Naturalmente c'è stato un rimbalzare di commenti della serie sono dei cialtroni e un po' di gente di sinistra si è sentita tranqullizzata dalla scoperta del falso.

Ora chi mi conosce sa che non sono per niente tenero verso la Lega e sa anche che mi piace scavare nel dettaglio delle cose. Possibile che nella grandes stampa nessuno avesse controllato? Ci ho messo un'oretta di lavoro e alla fine ce l'ho fatta.

Questa è una intervista del 22 aprile 2008 dal Resto del Carlino. La Munerato ha fatto l'operaia, era RSU ed è stata eletta in una lista della CGIL. Ho anche dato un'occhiata all'attività parlamentare; interventi sui temi della donna, della famiglia, della maternità e delle pensioni.


La neo deputata 'operaia' della Lega nord, Emanuela Munerato, ha l'orgoglio 'padano' (Sono nella Lega da sempre e non ha mai pensato di candidarmi con altri partiti), ma anche quello operaio, in un senso pero' ben diverso da quello solitamente proposto dalla sinistra.

Contenta", anzi "orgogliosa di essere operaia", perche' "noi e gli imprenditori siamo li' per lo stesso scopo anche se con compiti diversi "Noi per lo meno- e' il suo ragionamento- finito il lavoro possiamo occuparci di altro, mentre gli imprenditori hanno sempre dei pensieri…"

Insomma, e' la sintesi della 42enne Rsu della Cgil alla Contifil di Lendinara (Rovigo), "non e' detto che gli imprenditori stiano meglio". E infatti, nella sua fabbrica tessile di 60 dipendenti: "non ci sono conflitti, c'e' un dialogo con i capi, le difficolta' se nascono le risolviamo insieme, l'unico problema sono i turni pesanti, anche la notte".

Ma se le chiedi quale sia il problema piu' sentito tra le colleghe, lei dice: la sicurezza, oltre alla difficolta' ad arrivare alla fine del mese. E poi "tutti questi extracomunitari che hanno la casa mentre noi facciamo fatica ad averle".

"Non mi chieda le ricette per risolvere questi problemi- si schermisce Munerato- che io non ho mai fatto politica", ma la convinzione e' che "la Lega si', puo' essere il partito che rappresenta il mondo del lavoro, perche' e' l'unica in grado di capire i problemi della gente" e lo puo' fare perche' "i suoi stanno in mezzo alla gente".

E cita il primo cittadino di Verona, Flavio Tosi, mentre con i dirigenti nazionali come "Maroni e Calderoli, io non ci ho mai parlato".

La sua esperienza sindacale nasce un po' per caso come pure quella da parlamentare: "Di fare la Rsu me l'hanno chiesto le colleghe e poi mi sono proposta nella lista della Cgil ma senza prendere la tessera; io sono aperta a tutti i sindacati".

E di candidarsi per le politiche, "me l'hanno chiesto perche' servivano nominativi di donne, io avrei preferito partire dal basso, fare, che so, il consigliere comunale o magari l'assessore".

Ma dalla prossima settimana sara' nella Capitale: "Me ne sono resa conto l'altra sera a Treviso, durante una festa, quando i miei mi hanno detto: 'mi raccomando, a Roma non ci tradire'". E infatti: "Quando saro' a Roma- promette- terro' i rapporti con il territorio". Di piu', "ho proposto al sindacato di invitarmi alle assemblee anche nelle altre imprese, per informare tutti di quello che accade a Roma".

COMMENTI

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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