Il 27 gennaio e il senso della misura

giornaleOggi il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti ha pensato bene di ricordare il giorno della memoria in questo modo: forma provocatoria, linguaggio in cui si parla di razza tedesca: noi saremo pizza e mandolino e inaffidabili, ma voi siete i nazisti.
Intanto sui giornali infuria la polemica legata alla condanna di Peppino Caldarola a 25'000 euro di risarcimento nei confronti del vignettista Vauro.

Vauro ha querelato Caldarola perché questi aveva svillaneggiato la sua vignetta. Un giudice ha deciso che averlo accusato di aver dato implicitamente della sporca ebrea alla Nirenstein era roba da diffamazione (di Caldarola verso Vauro, non di Vauro verso la Nirestein).

Come vedete siamo in piena perdita dell'equilibrio. E non aggiungo altro.
Vi rimando a quanto ho già avuto modo di scrivere sulla Giornata della memoria e sulla figura di Primo Levi (La memoriaPazienza ebraicaSe questo è un uomo) e mi onoro invece di pubblicare l'articolo che Fiamma Nirestein ha pubblicato proprio oggi su Il Giornale. L'articolo viene illustrato con un accostamento: la faccia della Nirestein cui sembra essersi ispirato Vauro e la vignetta.

Trovo noiose le discussioni del tipo difendiamo la satira, esiste o non esiste un antisemitismo di sinistra, ma perché il giudice non ha capito che Caldarola ha esagerato ma lo ha fatto esercitando il suo diritto alla satira, … Ci troviamo, secondo me, di fronte ad una verità lapalissiano e che si esercita nei distinguo tenta solo di ingarbugliare le carte. Su Vauro dico solo che sarà un grande vignettista satirico; io trovo che sia volgare. Forse non so valutare la satira. Amen.


Il giorno della memoria – ecco l'antisemita di oggi

di Fiamma Nirenstein


Qualsiasi cosa si scrivfoto r vignettaa e si dica oggi nel Giorno della Memoria non servirà a porre fine all’antisemitismo. È difficile ormai credere nel potere della memoria. Questo giorno varrà come un tranquillante; potrà funzionare per blandire per alcuni minuti la coscienza europea che mal sopporta il crimine della Shoah.

Servirà a unificare momentaneamente politici e intellettuali di varie appartenenze che avranno la sensazione di lavorare per opporsi all’antisemitismo, motore di ogni persecuzione. Eppure anche coloro che si riuniranno per ricordare i propri morti nella Shoah, e con loro chi li sostiene, sanno ormai che, come dice lo scrittore yidish L. Shapiro, l’antisemitismo è eterno come è eterno Dio.

Robert Wistrich, il maggiore studioso di antisemitismo afferma che «probabilmente sta peggiorando»: lo dimostrano i dati del mondo intero, oltre al fatto che su Internet esso è moneta corrente non sanzionata. Nel mondo arabo è obbligatorio. Risparmio al lettore l’elenco di dati europei molto noti, fra cui quelli della commissione parlamentare sull’antisemitismo che ci dice che circa il 44 per cento degli italiani non ha simpatia per gli ebrei. I numeri sono facilmente reperibili.

Lasciatemi dire, in questo giorno, che è pesante essere oggetto di antisemitismo, chi non ne ha esperienza non lo sa: ti costringe a misurare sul tuo naso, sul tuo corpo, la permanenza della storia.
Una caricatura antisemita che mi rappresenta è stata accusata di essere tale dal bravo giornalista Giuseppe Caldarola, e per questo egli, oggi, così ha stabilito il giudice, dovrà versare a Vauro, il caricaturista, 25mila euro. Per aver detto la verità, basta guardare l’orribile disegnino pubblicato durante la campagna elettorale dal Manifesto. Vauro, disegnatore di sinistra, non può essere antisemita, e va addirittura ricompensato.

Il fatto che qualcuno abbia giustificato (su Libero) la sentenza contro Caldarola perché io difendo Israele, è un errore: quando il Parlamento intero ha votato contro la conferenza antisemita di Durban, il suo onore è stato innalzato. L’antisemita, poiché sopravviverà a lungo, deve avere almeno la forza di riconoscersi tale, deve pagare il fio culturale del suo odio per gli ebrei nella loro espressione più evidente, lo Stato degli Ebrei, Israele.

Ci siamo illusi: il sionismo nasce come uno dei tanti movimenti nazionali dell’800 con la speranza della normalizzazione. Una volta nella loro terra, gli antisemiti non avrebbero avuto più ragione di perseguitare gli ebrei. È accaduto il contrario: la Lega Araba e le Nazioni Unite hanno fatto qualsiasi cosa per rendere la nazione ebraica una continua anomalia. Qui nasce l’antisemitismo politico-ideologico. Esso segue nei secoli a quello religioso e poi a quello scientifico dell’illuminismo, e poi a quello razziale dei nazisti. Ma il minuto dopo la «partizione» dell’ONU i Paesi arabi attaccavano Israele, e l’ONU nemmeno sospirò per la violazione della sua stessa risoluzione: gli ebrei erano di nuovo nella posizione di accusati.

Il doppio standard oggi è la cartina al tornasole dell’antisemitismo. Vauro mi ha ritratto in forma di orrido mostro giudaico, naso adunco, stella di David, fascio. La causa: la candidatura nelle file del PDL. Non mi risulta che niente del genere sia accaduto a nessun altro candidato. Solo a me, perché sono ebrea.

Nel 1982 al tempo di Sabra e Chatila, quando 800 palestinesi furono sciaguratamente uccisi dai cristiani maroniti nella zona si trovava l’IDF che non li difese. Israele fu accusata dell’eccidio con toni definitivi. Nello stesso anno Hafez Assad di Siria non subì nessuna critica per avere ucciso a Hama decine di migliaia di suoi compatrioti. Il doppio standard e la demonizzazione sono due metri indispensabili per capire l’antisemitismo, e Giuseppe Caldarola, avendolo denunciato è stato condannato a pagare a Vauro, autore della caricatura un indennizzo di 25mila euro.

Leggere fra i commenti al suo blog permetterà al lettore di informarsi dettagliatamente sulla forma del mio naso.
Il cristianesimo che si ritenne Verus Israel consentiva la conversione, l’illuminismo promette tutto al cittadino e niente al popolo ebraico, i fascisti, i nazisti ti uccidevano in ogni caso, il comunismo ti perseguitava per il tuo cosmopolitismo. E anche chi ti nascondeva. Oggi, se dici la verità su Israele, se lo ami, hai il naso adunco e la stella di David cucita sul petto

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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