Il Monti bis

Distinguiamo tra Monti bis e agenda Monti. L'agenda Monti è una cosa seria e dopo la approvazione del fiscal compact non ci sono alternative percorribili alle politiche di risanamento. Lo sanno bene le forze politiche, anche se tutti continuano a fare la loro parte (da Di Pietro e Vendola a Berlusconi).

Lo sanno bene persino gli Italiani che nei sondaggi, mentre dichiarano di votare per questo o per quello, fanno presente di ritenere Monti il leader di governo più affidabile.

Tutti sanno anche e sarà bene iniziare a dirlo che, in caso di vittoria probabile del PD, non ci saranno i numeri per governare, a meno di fare un governo da Vendola a Casini (e a me scappa da ridere).

Per portare a casa un governo di centro sinistra in grado di governare sono necessarie alcune condizioni:

  1. Una riforma della legge elettorale che dia un premio di maggioranza sostanzioso al vincitore. Io continuo a pensare che la legge migliore sia quella basata sui collegi e sul doppio turno. Il Collegio lega il deputato all'elettore e nel tempo costringe le forze politiche a puntare su persone credibili ed affidabili (primarie per tutti). Il doppio turno consente di puntare a politiche di coalizione senza sacrificare del tutto i piccoli e dando loro la possibilità di emergere in determinati collegi. Se non passa la logica di Collegio resta solo un proporzionale con soglia di sbarramento e premio di maggioranza. E' sulla entità del premio che si litiga perché il centro destra, contrario al collegio, non è disposto a mollare troppo in termini percentuali per garantirsi margini di manovra dopo le elezioni e per tenere aperta la instabilità che si produrrebbe se il PD dovesse cercare di mettere insieme la Cisl, la Cgil, Casini e Vendola.
  2. Bisogna che gli elettori interessati a far vincere il centro sinistra garantendogli la possibilità di governare scelgano il voto utile evitando di far confluire su Vendola un eccesso di consenso. Un PD molto forte (nei voti, non per effetto della legge elettorale) è la garanzia che il risanamento si accompagni alle riforme e al rinnovamento.
  3. Bisogna che nel PD si abbia il coraggio di giocare a viso aperto avendo fiducia nel cambiamento, come ha dimostrato di saper fare Renzi ieri sera alla trasmissione di Formigli: meno D'Alema e più Renzi, cioè persone giovani (dentro, non tanto all'anagrafe). Per esempio, il vice rottamatore Civati, secondo me è vecchio.
  4. A questo punto si inserisce il messaggio di Monti, rivolto all'Italia, ma soprattutto agli investitori esteri: se la cosa non dovesse funzionare ci sarà spazio per una soluzione meno schierata ma funzionante nella gestione del risanamento. Non è una prospettiva allettante a meno che si realizzi nel quadro di una ricomposizione molto forte del PDL, con un centro destra molto indebolito, da ricostruire, e con un rafforzamento di Casini.

Tutto questo se non dovesse andare avanti lo sfasciamento del sistema politico che sembra innescarsi sull'istituto regionale. In quel caso, come ho già detto, assemble costituente per ridisegnare lo stato e la repubblica e contemporaneamente governo Monti.

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
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