Sbatti il mostro in prima pagina: Marco Bellocchio

Sbatti il mostro in prima pagina (1972) è un film politico in senso stretto e non a caso contiene spezzoni originali delle manifestazioni di allora (un comizio di La Russa con la Maggioranza Silenziosa, immagini di scontri di piazza della sinistra rivoluzionaria, un corteo davanti a San Vittore con il mastodontico striscione dei CUB che Avangurdia Operaia usava in tutte le manifestazioni). L'11 marzo 1972 ci furono a Milano scontri che, partiti in piazza Castello nel primo pomeriggio, coinvolsero gran parte della città sino a tarda sera). Si era alle soglie delle elezioni ed era iniziata la rimonta della destra che seppur effimera si espresse nel risultato delle elezioni politiche.


La storia

Un caporedattore rampante (Bizanti interpretato da Gian Maria Volontè), in accordo con il finanziatore de Il Giornale, decide di usare il potere della stampa per condizionare emotivamente l'opinione pubblica in modo di determinare una svolta a destra.

E' stato ritrovato il cadavere di una ragazzina violentata (Maria Grazia Martini), figlia di un barone universitario e, aggrappandosi ad una lettera al quotidiano, Bizanti riesce a scovare l'autrice della lettera che sembra mettere di mezzo un giovane della sinistra rivoluzionaria. La lettera è stata scritta da una professoressa stagionata (Rita Zagai interpretata da Laura Betti) paranoica e fragile, amante di Mario Boni, giovane esponente della sinistra rivoluzionaria. A casa sua Bizanti trova il diario della ragazzina e ci vuol poco ad incastrare il Boni (arrestato il mattino presto durante un attacchinaggio, come si usava allora).

Bizanti non si muove mai direttamente e fa lavorare un giovane cronista (Roveda) che prima abbocca e costruisce la polpetta avvelenata, ma scoprirà poi che il vero colpevole è un bidello maniaco, innamorato della ragazzina. Come si usava allora la perizia necroscopica (per far piacere al padre) dichiara la illibatezza di Maria Grazia (il dato non è irrilevante, come vedremo).

Boni, dopo la scuola, aveva portato la Martini, con la sua 500 gialla in una squallida brughiera per un chiarimento chiesto dalla ragazza (che aveva deciso di mollarlo).

Boni si incazza e la lascia lì (tra boschetti, canali e rifiuti) sino alla comparsa del bidello che la seguiva di nascosto. Questi tenta di violentarla, la strangola e poi consuma. Roveda trova le prove partendo da una dichiarazione degli amici di Boni e le porta a Bizanti che va di persona dal bidello (altarini con confusione tra la Madonna e la ragazzina), lo fa confessare e, dopo essersi consultato con lo sponsor, decide di insabbiare il tutto, fa licenziare Roveda (reo di non capire) e aspetta l'esito delle elezioni.

Roveda fa la sua controinchiesta quando un paio di amici di Boni affermano che Maria Grazia non era illibata, visto che, prima che con Mario era stata con loro e che il bidello, il primo a dichiarare di aver visto Maria Grazia salire sull'auto di Boni, era un represso notoriamente nnamorato delle ragazzine.


Non è allusiva, ma semmai lungimirante, la scelta del nome del quotidiano coinvolto: Il Giornale, visto che quello di Montanelli nascerà solo due anni dopo. Gian Maria Volontè è molto bravo, ma non ce lo vedo ad interpretare un ruolo da cinico di destra (non ci stanno la faccia, lo sguardo il modo di muoversi). Molto brava Laura Betti perfettamente a suo agio nelle parti con una componente di follia.

Avevamo un po' tutti, allora, questa idea del mondo della stampa e in fondo pochi anni prima Il Corriere aveva sbattuto in prima pagina il mostro Valpreda. E' vero, la manipolazione della informazione c'era stata e c'è stata anche dopo, ma in tema di carta stampata è semmai avvenuto il contrario tanto è vero che Montanelli, se ne andò dal Corriere per protesta contro i condizionamenti di sinistra ("l'eskimo in redazione").

Il condizionamento c'è stato ed è stato applicato scientificamente, ma il media coinvolto è stata la TV e gli strumenti sono stati molto più raffinati di quelli descritti da Bellocchio: la pubblicità, il veliname, le trasmissioni imbecilli tarate su tutte le pieghe del costume e della società, il mondo del calcio. Tutte cose in cui si è mosso con destrezza, di lì a qualche anno un signore che in quegli anni muoveva i primi passi nella compravendita di immobili. Indovinate chi?


Il mio voto: 8

 

COMMENTI

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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