contrordine compagni

Giovanni Guareschi, negli anni 50, pubblicò una serie numerosa di vignette che irridevano al tema della obbedienza cieca e assoluta in vigore nel PCI. Oggi mi sono venute in mente a proposito del gioco dei 4 cantoni tra Maroni, Berlusconi, Formigoni e Albertini. Nel gioco dei 4 cantoni quando uno si sposta rimane sempre una cosa fuori posto.

  • 12 dicembre: Roberto Formigoni «In questo momento momento Albertini è pienamente in corsa, anzi sta incentivando la campagna elettorale e la mia preferenza per una candidatura di Albertini rimane tale, perché è un uomo che ha già dimostrato di saper ben amministrare e saper raccogliere un largo consenso anche all’esterno dei partiti provenienti dalla società civile».
  • 28 dicembre: Silvio Berlusconi in giornata aveva attaccato Albertini. “Aiuta la sinistra e rovinare l'alleanza col Carroccio. Questo signore che con i voti nostri e della Lega è stato sindaco per 10 anni a Milano è stato colto da improvvisa ambizione personale”. In serata dà per certo che ormai Formigoni ha deciso di mollare Albertini. Intanto Maroni da Bergamo marca le distanze con il PDL (se ci voteranno in Lombardia accetteremo quei voti ma non intendiamo fare una operazione di scambio con il quadro nazionale).
  • 29 dicembre tarda mattinata: il Giornale (unico quotidiano a farlo) mette on line un pezzo in cui si dichiara che Formigoni, dopo la defezione di Mauro (passato con Monti) si appresta a mollare Albertini e sta lavorando a tenere CL nel PDL (si citano defezioni possibili da parte di dirigenti locali e consiglieri regionali ciellini). Berlusconi dichiara: «Formigoni, con cui mi sto recando a pranzo proprio in questo momento mi ha dato la sua parola che se troveremo l'accordo con la Lega voteremo lealmente la Lega e Maroni alla presidenza della Regione Lombardia». Per dare spazio all'ottimismo il signor B torna da Roma con la fidanzata e prende il Freccia Rossa (perché deve stare in mezzo al popolo).
  • 29 dicembre pomeriggio: all'incontro decisivo tra Lega e PDL ci sono Berlusconi, Alfano e Formigoni; Maroni non si presenta e manda al suo posto Calderoli a ribadire che non appoggeranno mai una candidatura Berlusconi. E' la rottura. Dopo due ore di incontro Alfano twitta: "Discussione con Lega ancora in corso. Alcune importanti questioni, però, non ci convincono e potrebbero indurci a separare nostro percorso". E' la comunicazione ufficiale. Formigoni può finalmente ridire la sua e twitta: "La Lega si conferma: nulla da' e tutto pretende. Viva Albertini Presidente!" . Berlusconi dichiara: "«Dobbiamo pensarci perché ci sono delle cose che non ci convincono. In questo momento è ancora tutto aperto. Non possiamo accettare le cose a scatola chiusa. Spero che l'alleanza si possa fare, però non è una cosa obbligatoria».

Riassumiamo: Formigoni dopo giorni di silenzio (democristiano) si ridichiara per Albertini, l'alleanza PDL Lega non si fa ma, nel frattempo, Berlusconi ha svillaneggiato ripetutamente Albertini e dunque un appoggio del PDL ad Albertini appare in ogni caso problematico.

Oggi Albertini gli aveva mandato una seconda lettera molto ferma. L'ex centro destra si presenta dunque in Lombardia o con due liste (Maroni, Albertini) o addirittura con tre liste (con candidato PDL di bandiera); ma in ogni caso il PDl è spaccato a metà. Naturalmente si minacciano sfracelli nelle altre regioni del nord, ma fino alle elezioni non accadrà nulla e le prospettive di Ambrosoli si fanno decisamente alte e non solo perché il candidato appare all'altezza. Il sistema di potere formigoniano si è sbriciolato e non si è avuta l'accortezza di costruire un ricambio. Il tutto è accaduto mentre il sistema berlusconiano andava in pezzi.

Maroni da solo non ce la può fare e tanto meno può farcela Albertini, con le sole forze del centro montiano e un po' di CL, ma con la ambiguità nel PDL e con la credibilità della vecchia gestione formigoniana molto in basso.  Per quanto l'imene di Berlusconi sia molto elastico (le donne mi perdoneranno il riferimento ginecologico), per quanto in nome del potere sia disponibile a vendere anche sua madre, non riesco a vedere cosa si potrebbe inventare questa volta. Forse potrebbe riflettere su quello che gli ha detto Albertini e su quello che gli ha detto anche Bagnasco.

E come si sa il risultato della Lombardia è molto, molto importante per il risultato al Senato.

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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