pensare positivo

Quando ieri sera ho sentito che le dichiarazioni di giornata di Bersani erano tutte all'insegna delle polemiche mi ha preso un po' di tristezza e ho scelto di dormirci sopra per non farmi, a mia volta, dominare dalla reattività in una giornata positiva per il PD nella quale, al di là delle aspettative di ciascuno di noi, hanno certamento vinto le istanze di cambiamento: persone nuove e affermazione del principio secondo cui gli elettori hanno il diritto sacrosanto di esprimersi (un ricambio generazionale fatto dicendo agli elettori fate la vostra parte).

Le affermazioni di Bersani che non mi hanno convinto sono due (oltre alla polemica un po' stupida su Bondi cui ha già replicato Casini rendendo pan per focaccia): «Pongo a Monti delle domande politiche: vuol mettersi in Europa nello stesso posto dove è Berlusconi o dove altro? Monti e il centro pensano che il bipolarismo non vada bene, vogliono smontarlo? E se non vogliono smontarlo da che parte si mettono?»

  1. Dove si mette Monti in Europa? Dove c'è Berlusconi? Come non ricordare quanto sia stata travagliata la adesione del PD alla famiglia del socalismo europeo? Dove si mette il PD, si diceva. Ci furono tentennamenti e gradualismi che erano figli del problema degli ex democristiani che mal digerivano il "sentirsi socialisti" ma anche di residuati legati alla storia dell'Europa ed alla storia del PCI. Se c'è una cosa sicura è che quello poco affine al PPE è Berlusconi e non a caso il ciellino Mauro (vicepresidente del PPE) se ne sta andando insieme alle componenti del PDL più decisamente europeiste (Frattini e Albertini). Ma c'è anche un'altra domanda: siamo sicuri che il primo problema dell'Europa sia quella sulle famiglie o non sia invece quella di rilanciare l'idea di Europa (un parlamento vero? la cessione di sovranità non solo sulle politiche di bilancio? una politica estera efficace?)
  2. Dove si mette Monti? Monti ha già risposto: ha rotto in maniera pesante con Berlusconi e ha detto che non ci sta a fare "l'indipendente di sinistra". A me sembra una posizione più che legittima che potrebbe portare alla costruzione di due schieramenti principali (conservatore e progressista) con due alucce contestative sia a destra sia a sinistra. La domanda che si fanno in molti e che ha buttato lì lo stesso Monti è, se e quanto, la distinzione passi attraverso le vecchie sigle. Susanna Camusso è progressista? La Fiom di Landini sta difendendo i lavoratori? Chi sono i nuovi poveri? Che differenza c'è tra creare lavoro e creare posti di lavoro? Come tutelare la generazione dei quarantenni? Cosa faranno da grandi i ventenni? -  Nel PD ci sono persone, e io sono tra questi, che pensano che quelle domande siano legittime, che pensano al PD come ad un grande progetto di rinovamento della società italiana, che pensano che il PD debba saper parlare a tutti gli Italiani. Non spetta a me dire a Monti cosa dovrà fare e non spetta neanche a Bersani. Semmai il compito di Bersani è dare risposte politiche a quella parte di elettorato PD che rischia di passare dall'altra parte se non ci saranno proposte politiche e scelte organizzative coerenti con le domande di cui sopra.

Per finire qualche citazione di Rita Levi Montalcini che ha a che fare con il mondo che amo e con i problemi di cui si discute:

  • Il messaggio che invio, e credo anche più importante di quello scientifico, è di affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona, e con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda, sia quello inanimato che quello dei viventi. Questo, ritengo, è stato il mio unico merito.
  • Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona.
  • Quello che molti ignorano è che il nostro cervello è fatto di due cervelli. Un cervello arcaico, limbico, localizzato nell'ippocampo, che non si è praticamente evoluto da tre milioni di anni a oggi, e non differisce molto tra l'homo sapiens e i mammiferi inferiori. Un cervello piccolo, ma che possiede una forza straordinaria. Controlla tutte quelle che sono le emozioni. Ha salvato l'australopiteco quando è sceso dagli alberi, permettendogli di fare fronte alla ferocia dell'ambiente e degli aggressori. L'altro cervello è quello cognitivo, molto più giovane. E' nato con il linguaggio e in 150mila anni ha vissuto uno sviluppo straordinario, specialmente grazie alla cultura.
  • Purtroppo buona parte del nostro comportamento è ancora guidata dal cervello arcaico. Tutte le grandi tragedie, la Shoah, le guerre, il nazismo, il razzismo – sono dovute alla prevalenza della componente emotiva su quella cognitiva. E il cervello arcaico è così abile da indurci a pensare che tutto questo sia controllato dal nostro pensiero, quando non è così.
  • I giovani di oggi si illudono di essere pensanti. Il linguaggio e la comunicazione danno loro l'illusione di stare ragionando. Ma il cervello arcaico, maligno, è anche molto astuto e maschera la propria azione dietro il linguaggio, mimando quella del cervello cognitivo. Bisognerebbe spiegarglielo.
  • C'è una difficoltà nel rendersi conto che il nostro comportamento è molto complesso, che il cervello è fatto di tante componenti. E c'è una difficoltà nel vedere in ogni catastrofe la possibilità di un rovesciamento. Forse io sono una innata ottimista ma penso che ci sia sempre qualcosa che ci salva.
  • A cento anni ho perso un po' la vista, molto l'udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.
  • Il male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori. Non ha importanza che siano religiosi oppure laici. I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perché questi rimangono anche dopo la nostra morte.
  • Da adolescente sognavo di emulare Albert Schweitzer a curare i lebbrosi. Adesso nell'ultima tappa della mia vita ho potuto finalmente aiutare le popolazioni sfruttate per secoli.
  • Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente.

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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