Bianco e nero: Cristina Comencini

Bianco e Nero (2007) è il primo film di Cristina Comencini che ho visto. Me lo sono guardato nella notte tra il 31 e l'1. Mi è piaciuto sul piano del puro divertimento. Quando il giorno dopo sono andato a vedere in rete le recensioni ho trovato una quantità enorme di critiche e molte stroncature.

Così ho deciso di lasciar sedimentare le mie impressioni e di riguardarmelo. Confermo di essermi divertito per la leggerezza e l'ironia oltre che per l'interpretazione (non solo dei tre principali protagonisti). Brava anche Katia Ricciarelli nella parte della madre (popolana) di Fabio Volo.

Elena (Ambra Angiolini) è figlia di una famiglia borghese, decisamente ricca e un po' razzista con quel razzismo sottile che si esplicita più nel modo di essere che in particolari comportamenti. Ha un padre puttaniere che vive nel rimpianto di una avventura africana di gioventù (e non perde occasione per parlarne); la madre è molto per bene e in.

Lavora in una OnLus come mediatrice culturale e si occupa di integrazione razziale e di rapporti con l'Africa. Molto bella la scena iniziale in cui Elena accoglie una coppia di futuri sposi vogliosi di fare un po' di beneficenza e che equivocano sulla lista nozze.

Il marito di Elena Carlo (Fabio Volo) ha un negozio di vendita e riparazione di apparecchiature informatiche ed è oppresso, anche dentro casa, dallo spirito missionario della moglie. La figlia Giovanna vive tra le prediche materne sulla integrazione e il mondo luccicante dei nonni (le feste, l'animazione, le Barbie, …).

Accanto ad Elena lavora Bertrand un intellettuale senegalese che, dopo una parentesi a Bruxelles, si occupa attivamente di integrazione con conferenze ed interventi nelle scuole. La scena in cui Elena scopre di essere stata cornificata avviene proprio a lato di una assemblea studentesca (in stile Amici) in cui Bertrand cerca di appianare una lite tra uno studente africano e un bianco (con occhio nero) a causa di una ragazza che ha mollato il bianco per il "negro".

Nero, negro, di colore: è uno dei temi tabù su cui si ironizza nel film. Il bravo bianco deve dire nero, almeno finché non è la nera a dire "negro". Si può dire che le negre hanno un bel culo a mandolino?

Al centro del film c'è l'attrazione di pelle, che si trasforma in passione e poi in amore tra Carlo e la moglie di Bertrand Nadine (una bellissima e bravissima Aïssa Maïga) che lavora all'ambasciata del Senegal.

Tutti e due finiscono (trascinati dai rispettivi partner) ad una conferenza di Bertrand e, annoiati dal politicamente corretto, si incontrano sulla terrazza della sala per una sigaretta. Nadine è ironica, sottile e inattesa. Si scambiano opinioni sul mondo della Onlus e lo fanno in libertà perché non sanno chi sia l'altro. Solo a fine serata si conosceranno ufficialmente e Carlo propone e a Nadine di portare i suoi due bambini alla festa di compleanno di Giovanna nella casa dei nonni.

Alla festa succede di tutto: Nadine scambiata per cameriera, Nadine insidiata dal padre di Elena, la figlia di Nadine Félicité che ruba Barbie sposa a Giovanna per realizzare il sogno impossibile di avere una bambola bianca, i contrasti tra Elena e sua madre in tema di educazione, i luoghi comuni sugli africani, la festa con una animatrice che fa la Sirenetta, la cameriera nera in grembiule bianco, …

La scintilla scocca quando Carlo riporta a a casa di Nadine il PC che gli era stato affidato. Ci va di persona perché è affascinato da Nadine e ha carpito nel PC alcuni dei suoi pensieri segreti. Ho trovato tecnicamente molto ben fatta la scena con gli imbarazzi reciproci, il saluto formale e poi Carlo che ritorna. I due fanno all'amore, ma mentre Nadine racconta al marito che Carlo le ha riportato il PC riparato, Carlo che non ha mai riconsegnato nulla a domicilio se ne guarda bene dal farlo con Elena. La dinamica con cui Elena, senza bisogni di confessioni, capisce e costruisce un piccolo tranello di conferma è tipicamente femminile e dopo di esso Elena si trasforma nel suo opposto e diventa una belva.

Sia Carlo, sia Nadine vengono buttati fuori di casa e si passa così alla seconda parte del film in cui l'amore passione tra il maschio-bianco e la donna-nera sono rifiutati da entrambe le comunità.

Il rapporto sembra non resistere al richiamo degli affetti e della famiglia-sicura ma c'è un finale inatteso.


Il mio voto: 8

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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