che fare?

Ma come si fa a non ammettere che "è andata male", anzi malissimo. Il tipo con il cappellino è morto presto e non sapremo mai se le cose (con lui) sarebbero andate diversamente in Unione Sovietica. Per questo prendo il titolo (solo il titolo) di una sua opera abbastanza famosa.

I dati rilevanti che vedo sono:

1) L'esistenza di una mobilità nel corpo elettorale che viene tutta intercettata da Grillo; c'è una ulteriore conferma del fatto che gli elettori vogliono ipotesi di rinnovamento e sono disponibili a votare anche le cose indeterminate purché il messaggio di rottura sia evidente. Non mi interessa chi sono i parlamentari, non mi interessa Grillo, ma bisogna dare una bella smossa al baraccone.

2) A favore di Grillo hanno perso sia il PD sia il PDL ma il PD in misura maggiore: una quota significativa di elettorato del PD si è chiesto "cosa devo fare per far capire che Bersani sarà anche rassicurante ma non innova?". Lo stesso hanno fatto alcuni elettori del PDL tra cui quelli che avrebbero votato Giannino se non fosse crollata nelle bugie la "sceneggiata dadaista". Dicono basta Berlusconi ma l'alternativa non sarà mica Bersani?

3) Il premio di maggioranza alla Camera, senza soglia, grida vendetta al cospetto di Dio (ricordiamocene): quando il PDL con l'UDC presentò la proposta della soglia, da parte del PD si gridò al golpe. Poi non venne approvato nulla. Scrissi allora che c'era del vero e sensato nel dire che è indecente che un partito con il 30% porti a casa il 55% e continuo a pensarlo. Il sistema maggioritario è un'altra cosa; questa è "una legge truffa" vera che perdipiù ci consegna la ingovernabilità.

4) impariamo a distinguere tra difesa sociale degli interessi (a cui pensano i sindacati) e progetti politici (a cui pensano i partiti): molte persone che seguono la CGIL poi votano Lega e PDL; adesso votano anche Grillo. Servono forze politiche disponibili ad assumersi la paternità di proposte politiche innovative e che, dopo essersi confrontate con le forze sociali, dicano agli insoddisfatti "questa è la nostra politica"

5) Vendola+Ingroia sono al 5% e non hanno una proposta: domenica mattina ho ascoltato il comizio di venerdì di Ruotolo e di Ingroia da Napoli: una cosa allucinante. Io da quella gente lì sono lontano almeno quanto lo sono da Berlusconi. Stamane ho sentito le dichiarazioni dello spocchioso Vendola tutto felice di "aver portato la sinistra in parlamento". Vendola da solo avrebbe preso meno voti di Ingroia e la parata dei Di Pietro, Diliberto, Ferrero, Bonelli e Vendola bisognerebbe lasciarla alle esibizioni da avanspettacolo

6) Il PD non ha una proposta innovativa in grado di conquistare elettori, anzi li perde: è una verità amara su cui mi aspetto una riflessione da parte di Bersani. La linea di appoggio ai portatori d'acqua che sono fermi nella conservazione ha perso. Il gruppo dirigente non vuole capire che se se si vuole andare al 40% bisognasparigliare e andare a cercar voti nel terreno degli altri. Ma per farlo servono progetti nuovi e facce nuove.

7) E' troppo facile, ma bisogna dirlo: questa volta i nemici di Renzi, i paurosi, i profeti del "con Renzi sarebbe il disastro e con Bersani c'è la sicurezza" la capiranno? Sarebbe segno di coraggio e di rinnovamento del partito e del progetto di governo un passaggio di mano a Renzi. Ma si deve vedere subito. Ci sono dei momenti in politica in cui bisogna avere fretta (in questo il signore con il cappellino era insuperabile)

8) Nuova legge elettorale o con il Collegio a doppio turno o con la proporzionale con soglia di sbarramento al 5% e poi si torni a votare; per favore evitiamo il "deja vu" del 2006. In queste condizioni non si può governare. Certo ci sono scadenze istituzionali (insediamento del Parlamento e Presidenza della Repubblica) e la condizione di Berlusconi per governi di emergenza sarà il ritocco della Costituzione. Lo stesso, in termini meno formali, dirà il 5 stelle, a meno che scelga di stare alla finestra a fare il controllore

9) Voglio vedere quanto Ambrosoli sarà in grado di recuperare sul risultato del Senato in Lombardia: ci spero perché sarebbe una bella zeppa all'alleanza Berlusconi-Maroni e perché sono lombardo e mi chiedo cosa si potrà fare se nemmeno Ambrosoli, borghese, pacato, portatore del nuovo, dovesse non andare bene e prevalesse la continuità.

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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