Italiani, brava gente: Giuseppe De Santis

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Italiani, brava gente (1965) è una coproduzione italo-sovietica con regia di Giuseppe De Santis, uno dei padri del neorealismo italiano.

In TV avrete avuto occasione di vederedue suoi film molto famosi Riso Amaro (1949) e Non c'è pace tra gli ulivi (1950) che con una certa frequenza vengono riproposti. Il film è' visibile in integrale su YouTube e racconta la storia di un reggimento italiano durante la campagna di Russia dal luglio 1941 al gennaio 1943 attraverso le vicende di alcuni personaggi rappresentativi del costume italico.

Doveva essere interpretato da Celentano che poi rinunciò (meno male, visto il penoso provino che ha messo su Youtube) e così il protagonista Libero Gabrielli (uno stagnaro romano) è Raffaele Pisu, l'attore comico alle prese con un ruolo assolutamente drammatico. Accanto a lui ci sono:

  • Andrea Checchi nella parte del colonnello Sermonti, il comandante del reggimento, umano anche se ligio alle regole militari che durante la ritirata si ferma con alcuni uomini per far sganciare il grosso del reparto e finisce prigioniero.

Sermonti accetta di prestare il tenente medico ai partigiani rossi per un intervento chirurgico di emergenza ma, quando l'ufficiale medico non ritorna nei tempi previsti, fa impiccare il partigiano che si era proposto come ostaggio. "Questa gente è nostra nemica, ma quel partigiano ha una faccia leale e senza un po' di fiducia non si vive, tenente, nè in pace nè in guerra" dice per spiegare perché ha accettato di mandare l'ufficiale medico. Il partigiano, che parla un misto di italo-spagnolo che ha appreso durante la guerra di Spagna spiega che la scelta di rivolgersi agli italiani deriva dal fatto che "Italiano, brava gente" e il film nella edizione inglese e russa ha il titolo con Italiano al singolare.

  • Peter Falk (sì proprio il tenente Colombo) che interpreta il tenente medico Mario Salvioni di Napoli, appena arrivato al reggimento con un lettera di raccomandazione del papà: ricco, tombeur de fammes, con un linguaggio forbito e intriso di dialetto napoletano, si commuove e, dopo un iniziale rifiuto, decide di andare al campo dei partigiani; durante il viaggio su un calesse c'è una delle battute fulminanti del film "tu non credi in dio? E allora quando bestemmi con chi te la prendi?".

Passano il fiume, arrivano all'accampamento partigiano e Salvioni sistema la faccenda, ma sulla strada del ritorno, il calesse incontra una pattuglia tedesca e nel conflitto a fuoco muore: la guerra del tenente medico il cui padre si era tanto raccomandato dura solo tre giorni. Visto che non è tornato all'alba, viene impiccato il partigiano con cui i protagonisti del film avevano fraternizzato durante la lunga notte della attesa (grappa contro Vodka e persino il russo che canta "quel mazzolin di fiori" appresa a Guadalajara.

  • Loris Bazzocchi contadino di Persiceto è scadalizzato da tutto quel grano lasciato nei campi. Ha l'apertura mentale e la schiettezza emiliana ed, ovviamente, finisce per fraternizzare con una giovane russa che gli Italiani hanno salvato due volte. La segue in un grande campo di girasoli (la donna, il sole, la campagna) sono un richiamo cui non riesce a resistere e finisce falciato da proiettili vaganti.  A proposito di fraternizzazione, in una delle prime scene, in un contesto di campi di grano e di girasole che non vengono raccolti perchè, dice un vecchio contadino, se raccogliamo il grano poi i tedeschi ce lo confiscano, c'è la scena dell'Internazionale. Un sottufficiale tedesco obbliga Libero Gabrielli ad intonare una canzone perchè "voi italiani siete buoni per la musica, non per la guerra". I Tedeschi stanno deportando verso i campi di lavoro uomini e donne e Libero intona, con l'armonica a bocca, l'Internazionale che ha da poco appreso a suonare dal commilitone Giuseppe Sanna, muratore di Manfredonia e antifascista (Riccardo Cucciolla).

Il sergente tedesco riconosce l'Internazionale, la butta sul ridere e vorrebbe obblgare armi in pugno tutti i russi a cantare. La gente si rifiuta o non capisce finché si alza il futuro partigiano, di cui si è già detto, che la intona con voce baritonale. La sequenza dura almeno tre minuti: la gente si alza e canta con un canto sempre più poderoso e toccante finché i tedeschi, a fatica e a colpi di sventagliate di mitra riescono a farli smettere.

  • Giuseppe Sanna, insieme a Libero Gabrielli è l'altro protagonista del film. Pacato, generoso, tiene duro sino alla fine ma, nella fase finale della ritirata cede e insieme ad un disertore tedesco si butta incontro ai russi rimanendo falciato. Libero rimane da solo e prosegue nella tormenta e nel freddo sino a morire di stenti. Nell'ultina scena, ormai a terra scava con la mano nella neve, mntre mormora è finita.
  • Nel film c'è anche un personaggio negativo il maggiore Ferro Maria Ferri che arriva organizzando un reparto di arditi fascisti; è un imboscato finto mutilato di guerra. Ha un mano rigida guantata di nero che si rivelerà essere un trucco. Gli arditi fascisti si distinguono per le angherie e razzie nei villaggi oltre che per la capacità di imboscarsi e si arriva, per questo, ad uno scontro duro tra il maggiore ed il colonnello. Il maggiore Ferri finirà linciato dagli stessi italiani durante la ritirata.

Il film, grazie alla collaborazione sovietica, è stato girato sui luoghi esatti della campagna di Russia fino alla ritirata del Don. A suo tempo è stato attaccato da destra e difeso da sinistra. Erano anni in cui era ancora aperta la partita del rientro delle spoglie dei soldati italiani ma non era ancora iniziato il dibattito sugli "Italiani buoni" e che prese poi lo slogan dal titolo di questo film: i russi sono buoni e amici degli italiani, gli italiani sono buoni e amici della popolazione, i tedeschi sono cattivi e crudeli, i fascisti sono crudeli codardi e imboscati.

Oggi sappiamo che la verità è più complessa ma il buono di questo film non è tanto nei messaggi ideologici quanto nella capacità di descrivere i tipi regionali dei nostri soldati, nelle scene di massa, nel descrivere per immagini il disincanto e la presa di coscienza.


Il mio voto: 8.5

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
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Una risposta a Italiani, brava gente: Giuseppe De Santis

  1. Lodovico Martellosio scrive:

    Complimenti … anche solo per aver parlato di un film che ad esempio, sulla Rai, credo sia stato trasmesso addirittura ben 2 volte negli ultimi 17- 18 anni. Se posso permettermi di abusare ulteriormente di questo spazio, fascisti italiani "cordardi, crudeli e imboscati" è lasciare che se la cavino con poco. I fascisti italiani sono: intolleranti, insicuri,conformisti, sottomessi ai capi e prepotenti con i sottomessi. Ovviamente in Italia godranno sempre di "buona stampa".Saluti

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