Tempo di vivere: Douglas Sirk

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I romanzi di di Erich Maria Remarque li ho letti in sequenza  qualche anno fa e "Tempo di vivere, tempo di morire" mi aveva colpito perché non era dedicato nè al tema del reducismo dopo la I guerra mondiale (Niente di nuovo sul fronte occidentale; La via del ritorno) e nemmeno alla vita, al trasmigrare e al morire degli ebrei o dei perseguitati dal nazismo (Ama il prossimo tuo, Arco di Trionfo). Il protagonista è il popolo tedesco che vive la fase finale della tragedia nazista.sotto le bombe alleate che distruggono le città o che vive l'esperienza della ritirata del fronte russo nel 1944.

In questo film del 1958 compare anche l'autore del romanzo nella parte di un professore universitario antifascista che vive nascosto tra i ruderi di un museo.

Il film è diviso in tre parti: la vita al fronte, il ritorno a Berlino per una licenza che finisce in un matrimonio, il ritorno al fronte.

Il protagonista è un soldato della Wermacht Ernst Graeber, lacerato tra il senso di umanità e il dovere di soldato e tra i doveri c'è anche l'obbedienza agli odini di fucilare i resistenti. I tedeschi sono tedeschi: ordinati ed ottimisti anche nella tragedia. Si va a piedi, si contano i morti, si riceve la posta; i più anziani ne sanno una più del diavolo per sopravvivere.

Ad un certo punto arriva attesa, ma improvvisa, la licenza, dopo due anni e Graeber con la tradotta rientra a Werden e trova una città ridotta ad un ammasso di rovine. I soldati in licenza hanno l'ordine di non raccontare nè ciò che hanno vissuto nè ciò che vedono in patria. La sua casa non c'è più e tra i ruderi c'è gente che scava e una sorta di bacheca su un muro dove i dispersi lasciano messaggi sperando di reincontrarsi. Nessuno sa nulla dei suoi genitori (probabilmente morti sotto le bombe) e messosi alla ricerca di notizie Ernst incontra la giovane figlia del medico di famiglia Elisabeth Kruse.

Elisabeth ospita forzatamente la signora Lieser fervente nazista ed è alla ricerca di notizie del padre che la Gestapo ha messo in un lager. La scoperta della realtà dei bombardamenti, della durezza del regime incrina pian piano le cretezze di Ernst che nel corso delle ricerche interagisce con alcune figure emblematiche:

  • il commilitone Böttcher che cerca la moglie (una specie di marcantonio sinonimo delle virtù tedesche di forza e di fedeltà)
  • un vecchio compagno di scuola, Alfons Binding, un mediocre che è diventato un esponente delle SS e interpreta perfettamente il ruolo della banalità del male: galleggia, beve mangia e se la spassa frequentando gli aguzzini

Il giorno prima di ripartire, in un clima comunque dominato dalle sirene d'allarme dei bombardamenti, dai rifugi nellecantine, Ernst ed Elsabeth si sposano; una convocazione della Gestapo avverte che il dr. Kruse è morto di polmonite (come si usava nelle ipocrisie del sistema statuale tedesco) e in una scatola da sigari Ernst riceve le ceneri. L'ufficiale della Gestapo è un giovane Klaus Kinski.

La licenza finisce, c'è stato un matrimonio e non è ammesso neanche un giorno in più. Ernst riprende la tradotta e poi si mette alla ricerca del suo reparto. Li trova dopo 15 giorni: sempre di meno, sempre più esausti e con i soliti problemi: c'è chi sente solo un soldato ma c'è anche qualche fanatico nazista. I sovietici li incalzano con le artiglierie e si fugge con ordine. Muore anche l'amico compagno di tante battaglie; salta su una mina mentre solleva con orgoglio un barile di birra estratto dal fango.

Il nazista del gruppo Steinbrenner si presenta con 5 o 6 civili trovati in una cantina e li accusa di essere dei resistenti da fucilare. Il comandante non ci sta: dove sono le armi? Li affida a Ernst che li chiude in un granaio. Ma quando stanno per spostarsi nuovamente Steinbrenner si presenta per fucilarli ed Ernst lo ammazza. Fa fuggire i russi e mentre si appresta a leggere la lettera di Elizabeth l'ultimo del gruppo si avvicina al cadavere di Steinbrenner, gli prende il mitragliatore e lo scarica su Ernst gridandogli "maledetti".

Ci sarà un futuro? Forse. Ovviamente il film ha avuto un po' di vicissitudini ad essere distribuito in Germania.

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
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