Ti ricordi di Dolly Bell? – di Emir Kusturica

Ti ricordi di Dolly Bell (1981) è il primo lungometraggio di Emir Kusturica ed ha vinto il Leone d'Oro a Venezia come Opera Prima. E' stato girato in bosniaco a Sarajevo ed è ambientato negli anni 60 ai tempi in cui iniziavano le aperture della Jugoslavia all'Occidente e in particolare all'Italia che in questo film è molto presente, a partire dal titolo. Dolly Bell è una spogliarellista presente in Europa di notte  di Blasetti, film che viene proiettato in una delle seate alla casa del popolo ed è anche il soprannome della protagonista femminile. Inoltre 24 mila baci di Celentano è il tormentone del film.

Chi abbia militato in qualche sezione di periferia di un partito comunista dell'occidente avrà prima o poi ascoltato un discorso di questo genere fatto da un vecchio compagno: Compagni… La situazione oggi… è molto complicata. Negli ultimi tempi è aumentato sempre di più il numero dei delinquenti, minorenni e adulti, nella nostra piccola comunità. Perciò abbiamo deciso di accelerare il processo per la formazione del complesso orchestrale della casa del popolo.
Ecco, guardate bene. Una cellula politico-sociale della nostra comunità ha un'orchestra… e un'altra non ce l'ha. Ma così non va, compagni. Io ho gia pensato di parlarne al direttivo, cioè in questo senso… Voi tutti sapete quanti diversi problemi stiamo affrontando nella nostra società in questo momento del suo sviluppo… Perché noi dovremmo essere peggiori delle altre case del popolo? Questo io vi chiedo. Se ci sforzassimo di più potremmo… potremmo essere sicuri che la nostra Sarajevo diventerà presto uno dei centri più importanti della musica leggera… e popolare. Ho finito, compagni. Grazie.

Magari non si sarà parlato di una orchestra ma di qualcos'altro in grado di attrarre i giovani. Ci saranno invece stati, sicuramente, il confronto con le altre case del popolo e il richiamo al direttivo.

Il film, ambientato nella periferia di Sarajevo, è interessante su diversi piani ma non si può dire che sia stato un capolavoro. E' proprio un'opera prima.

Il protagonista si chiama Dino (Ziolja), ha 16 anni, vive tutte le pulsioni dell'età adolescenziale sia sul piano sentimentale, sia su quello culturale. Non si ritrova dentro le problematiche del socialismo reale, di cui parla con il padre, e non si ritrova nemmeno nel gruppo di coetanei drop-out. Così si rifugia (invano) nello studio delle tecniche di ipnosi ("Ogni giorno sotto ogni riguardo, progredisco sempre di più." è uno degli esercizi di autoipnosi ripetuto sino alla noia).

Ecco come Ziolja cerca di spiegare a Dolly Bell le ragioni della sua passione per l'ipnosi.

Che cos'è l'ipnosi?

  • È la forza della suggestione con la quale possiamo dominare gli altri e noi stessi…nell'interesse del progresso comune e del superamento degli istinti animali dell'uomo e della razza umana in generale.  Questo dovrà cambiare tutto il mondo. Mio padre però non ci crede.Lui pensa che anche senza l'ipnosi si può raggiungere il comunismo.

E dove abita questo comunismo? (Fantastico!)

  • Ma il comunismo… è una condizione umana. Vedi…Il comunismo trionferà quando tutti avranno quello di cui hanno bisogno.

Il padre è nato nel 1920 e dunque è di quelli che hanno fatto la guerra di liberazione, fa il custode alla mensa degli operai, ed è un marxista di quelli duri e puri che trasporta in famiglia le cose che ha in mente per la società. In casa si parla come in sezione e il figlio minore è costretto a tenere il verbale di quello che si dice. Lui presiede, dà la parola e su ogni questione c'è il dibattito, dalla istruzione, all'acquisto della bicicletta, sino al testamento il giorno in cui dalle lastre si evidenzia un tumore.

Per la prima volta ho avuto l'occasione di vedere all'opera (nelle piccole cose) la generazione dei costruttori della società socialista con il contrasto tra la povertà e la durezza del presente e la fede nel futuro. L'interpretazione di Slobodan Aligrudic  è magistrale. Questo padre che cita il Manifesto e L'Ideologia Tedesca e si arrabbia moltissimo se qualcuno pretende di saperne più di lui sul marxismo teme solo che nel comunismo gli tolgano l'alcol. Quando le lastre evidenziano un tumore ai polmoni non smette di fumare e continua sino alla morte a dialogare con Ziolja di ipnosi ma anche dell'intero mondo. Quando Dino lo va a trovare all'ospedale, per avvertirlo dell'arrivo fischietta alcune note dell'Internazionale e il papà scende in giardino.

  • Lo sanno anche i pastori.

Cosa? L'ipnosi? L'autosuggestione?

  • Quando i pastori tosano le pecore, anche quella è l'ipnosi. Lo dicono sulle montagne. Ogni essere vivente ha sulla pelle certe zone, che se le tocchi provocano nel cervello delle secrezioni, che bloccano del tutto alcune parti del corpo e quelle si immobilizzano. Tutto qua. Non esiste niente nel mondo al di fuori della materia. Il mondo è chimica, chimica è fisica, fisica è biologia. Capisci? II resto è dialettica.

In mezzo a queste discussioni con il padre e a quelle con i compagni di gioco scopre l'amore, proprio l'amore, non quello raccontato dagli amici nelle tipiche sparate adolescenziali:

  • Che razza di troia che è la Ljubica, da non crederci. Aveva appena smesso di piovere, che ci nascondiamo sotto quella quercia, …al buio. Io faccio per toglierle le mutande. Porco Giuda, le mutande non le aveva. E allora la prendo da dietro a chiappe nude e subito passo a darmi da fare. Staka ti dò un cazzotto se mi interrompi mentre parlo!

Non ti interrompo. Sto solo suonando.

  • Suonati il cazzo, va. Ti farebbe meglio ascoltare.

Che cosa devo ascoltare, un mare di balle?

  • Pensa a farcela in piedi come me. Me la lavoro ben bene… Le gambe mi tremano, quando dall'alto da una foglia casca una goccia, toc qui sul collo, proprio come un colpo di frusta. Il pisello si smoscia di colpo e va giù come un tronco morto.

Dolly Bell è una ragazzina nelle mani di un giovane losco (Brazo) appena scappato di galera e che la sta portando sulla strada della prostituzione (al partito si dice che ha un traffico con Milano). La parcheggia da Dino che la ospita nella piccionaia di fianco a casa. I due parlano, lei gli insegna a baciare (come si mette il naso, come si mette la lingua) ma sul più bello arriva Brazo che la fa violentare a turno dagli amici di Dino. E' il passaggio decisivo; Dolly Bell finisce in una sorta di Night con annesso casino ed è lì che Dino la ritrova. Si veste della festa, vende il suo coniglio prediletto e poi va (ristorante, spettacolino di spogliarello e poi … Dolly). 

Questa volta fanno all'amore furiosamente (la prima volta di Dino) sino all'arrivo di Brazo che è giunto ad incassare: scazzottata che finisce male per Dino, ma lui la racconta diversamente al padre orgoglioso di questo figlio.

Dino è diventato grande e si occupa dell'orchestra della casa del popolo e del padre, della diagnosi, della degenza in ospedale e della agonia con questo strano padre che muore facendosi leggere da Dino la notizia dell'imminente raddrizzamento dell'asse di rotazione terrestre con tutte le positive conseguenze che si avranno per l'umanità


Il mio voto, tenuto conto che è un'opera prima, 8.5 mentre dò 10 ai dialoghi

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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