Faccio fatica ad interpretare

Faccio fatica ad interpretare i comportamenti del PDL: si tira la corda e poi la si allenta in un gioco di logoramento già attuato ai tempi del governo Monti. Poi all'improvviso arriva il comunicato con cui si toglie la fiducia.

I burattini fingono anche di vergare lettere di dimissioni e fingono di non sapere che l'iter delle dimissioni ha le sue regole e che quando un deputato di dimette ne subentra un altro.

Mal gliene incolse: hanno detto che facevano sul serio ed Enrico Letta, rientrando da New York ha già detto: verifica immediata.

Napolitano si è dapprima scusato di non poter partecipare al convegno su De Gasperi e Adenauer a causa delle novità emerse dal quadro politico e poi ha messo sul sito del Quirinale un comunicato che non lascia spazio ad ambiguità.


L'orientamento assunto ieri sera dall'Assemblea dei gruppi parlamentari del PdL non è stato formalizzato in un documento conclusivo reso pubblico e portato a conoscenza dei Presidenti delle Camere e del Presidente della Repubblica.

Ma non posso egualmente che definire inquietante l'annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento – ovvero di dimissioni individuali, le sole presentabili – di tutti gli eletti nel PdL. Ciò configurerebbe infatti l'intento, o produrrebbe l'effetto, di colpire alla radice la funzionalità delle Camere.

Non meno inquietante sarebbe il proposito di compiere tale gesto al fine di esercitare un'estrema pressione sul Capo dello Stato per il più ravvicinato scioglimento delle Camere. C'è ancora tempo, e mi auguro se ne faccia buon uso, per trovare il modo di esprimere – se è questa la volontà dei parlamentari del PdL – la loro vicinanza politica e umana al Presidente del PdL, senza mettere in causa il pieno svolgimento delle funzioni dei due rami del Parlamento.

Non occorre poi neppure rilevare la gravità e assurdità dell'evocare un "colpo di Stato" o una "operazione eversiva" in atto contro il leader del PdL. L'applicazione di una sentenza di condanna definitiva, inflitta secondo le norme del nostro ordinamento giuridico per fatti specifici di violazione della legge, è dato costitutivo di qualsiasi Stato di diritto in Europa, così come lo è la non interferenza del Capo dello Stato o del Primo Ministro in decisioni indipendenti dell'autorità giudiziaria.


Il gioco dell'alzare il livello dello scontro per non pagare il dazio non ha funzionato.

Dimissioni annunciate, ma nessun documento che le formalizzi.

Giocarono con l'accendino e si scottarono le dita. Se il PDL pensa di far cadere il governo in questo momento e in questo modo se ne assumerà tutte le responsabilità finanziarie, economiche e sociali.

COMMENTI

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
Questa voce è stata pubblicata in Istituzioni, Politica interna e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


− due = 7

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>