La “Carta della laicità” nelle scuole francesi

Al loro rientro a scuola gli studenti e il personale delle scuole statali francesi troveranno affissa la carta della laicità resa pubblica il 9 settembre dal ministro dell'Educazione nazionale Vincent Peillon. Per il 2015 è già stata prevista la introduzione dell' "ora di morale laica".

Mentre in Francia si dichiarano favorevoli 9 cittadini su 10 e le principali ostilità provengono dagli islamici (divieto del velo e dei contrassegni sugli abiti) in Italia dove, come è noto, c'è stata la ControRiforma senza la Riforma c'è chi ne sottolinea il carattere antiliberale.

La scuola francese (come lo stato) ha una struttura centralistica di tipo napoleonico e, come si evince dal testo della carta, certi problemi non vengono affrontati con la parola magica "libertà di insegnamento" associata a "libertà di coscienza" e si fissano princìpi che devono valere per tutti.

Per i lettori ho tradotto in italiano la carta. Stenderò un commento, con le mie opinioni se dovesse crearsi un po' di dibattito non tanto sulle questioni del crecefisso, quanto sul rapporto tra contenuto dell'insegnamento ed educazione allo spirito critico.


La Repubblica è laica. La Nazione assegna alla Scuola il compito di far condividere agli alunni i valori della Repubblica.

1) La Francia è una Repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale. Essa assicura, sull'intero territorio, l'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Essa rispetta tutti i credi

2) La Repubblica laica organizza la separazione tra le religioni e lo Stato. Lo Stato è neutrale rispetto alle convinzioni religiose o spirituali. Non esiste una religione di stato

3) La laicità garantisce a tutti libertà di coscienza. Ciascuno è libero di credere o di non credere. Essa permette la libera espressione delle proprie convinzioni nel rispetto di quelle altrui e nei limiti posti dall'ordine pubblico.

4) La laicità permette l'esercizio della cittadinanza conciliando la libertà di ciascuno con l'uguaglanza e la fraternità di tutti attraverso la cura dell'interesse generale.

5) La Repubblica assicura in tutte le scuole il rispetto di questi princìpi

6) La laicità della scuola offre agli alunni le condizioni per forgiare la propria personalità, esercitare il libero arbitrio e fare un apprendistato di cittadinanza. Essa li protegge da ogni forma di proselitismo e da ogni pressione che impedisca loro di fare le proprie scelte.

7) La laicità assicura agli alunni l'accesso ad una cultura comune e condivisa.

8) La laicità permette l'esercizio della libertà di espressione degli alunni entro i limiti di un buon funzionamento della scuola, così come del rispetto dei valori repubblicani e del pluralismo delle convinzioni.

9) La laicità implica il rigetto di ogni foma di violenza e di tutte le discriminazioni, garantisce l'uguaglianza tra ragazze e ragazzi e si fonda sulla cultura del rispetto e della comprensione dell'altro.

10) E' dovere di tutto il personale trasmettere agli alunni il senso ed il valore della laicità, così come dei princìpi fondamentali della Repubblica. Esso provvede alla loro applicazione nel contesto scolastico. Inoltre è loro compito portare a conoscenza delle famiglie degli alunni la presente carta.

11) Il personale scolastico ha un dovere di stretta neutralità: non deve mai manifestare le proprie convinzioni politiche o religiose nell'esercizio delle proprie funzioni.

12) Gli insegnamenti sono laici. Per garantire agli alunni la più ampia apertura possibile alle diverse visioni del mondo così come all'ampiezza e alla precisione dei saperi, nessun soggetto è escluso a priori dal dibattito scientifico e pedagogico. Nessun allievo può invocare una convinzione religiosa o politica per contestare ad un insegnante il diritto di trattare una questione facente parte dei programmi.

13) Nulla riguardante le proprie convinzioni religiose può essere accmpato per rifiutare l'adeguamento alle regole che si applicano nelle scuole della Repubblica.

14) Nelle scuole della Repubblica le regole d'uso degli spazi, precisate nei regolamenti interni, rispettano il principio di laicità. E' vietato portare distintivi o abiti attraverso i quali gli alunni ostentino una appartenenza religiosa.

15) Attraverso le proprie riflessioni e il proprio agire gli alunni contribuiscono a far vivere la laicità nella propria scuola.

 

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
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