La riscossa degli ingegneri mancati

Il raddrizzamento è riuscito e possiamo fare il punto sulle cose più belle sentite dalle numerose "telegiornaliste" inviate al Giglio.

- La nave si è già raddrizzata di 3° e non c'è traccia di sversamento delle acque nere. Ma lo sanno quanto è un grado?

- Il punto di non ritorno è quello da cui non si può tornare indietro. Non oso pensare cosa avrebbero detto se avessero dovuto spiegare il "punto morto superiore" nel motore a scoppio

- Indicano i ponti e le cabine che si sono deformati dopo che la nave si è inclinata (si veda la foto) e sottolineano la violenza dell'urto contro gli scogli nel momento dell'incidente e che ora, finalmente, è visibile. Cioè la Costa, in apnea, è andata sotto e si è rovinata il look strisciando

- Si lamentano con Gabrielli perchè da un po' di tempo la nave non si alza più e non capiscono che se sta ruotando devono adottare un altro punto di vista

- Si lamentano perché per un quarto d'ora si è smesso di tirare per controllare lo stato di alcuni dei cavi di sollevamento. Allarme … allarme. Cosa sta succedendo?

- Pongono come problema cruciale prossimo venturo non tanto la sistemazione dei cassoni di galleggiamento quanto la data in cui si potranno finalmente cercare i corpi dei due dispersi (che sono là sotto da un anno e mezzo e si saranno stancati di aspettare).

Io penso che dobbiamo distinguere tra un giusto orgoglio nazionale per la felice conclusione della operazione e la coscienza della miriade di problemi aperti che permangono.

I principali sono due: la navigazione sotto costa delle grandi navi e l'operazione di smantellamento della Costa Concordia. Prendo lo spunto da recenti dichiarazioni del presidente di Regione Toscana Rossi:


"Con il ministero dei trasporti abbiamo allestito un sistema radar che adesso controlla tutta la navigazione nell'Arcipelago toscano vorremmo arrivare, e qui entra in ballo l'Europa, ad un controllo satellitare in modo da controllare anche gli sversamenti. Il ministero dell'ambiente ha fatto, su nostra sollecitazione, il provvedimento per cui le navi devono navigare lontane almeno 2 miglia dalle coste delle aree protette noi vogliamo imparare da questa lezione e la politica deve reagire e stabilire delle regole".


Rossi sogna, i radar, il controllo satellitare, tutto fa business. Mi ricorda il Formigoni della Lombardia con cui andava, non a caso, tanto d'accordo in conferenza Stato-Regioni. L'Italia e il Tirreno sono stati il luogo della Moby Prince che, dopo la tragedia del 1991, con 140 morti, affondò 7 anni dopo, nel porto di Livorno mentre erano ancora in corso gli accertamenti: l'Italia delle leggi aggirate, l'italia della burocrazia e l'italia degli Schettino. Tra le cose belle che ho ascoltato in questi giorni la intervista ad una passeggera tra le ultime a scendere che ha raccontato il disastro organizzativo che ha vissuto, primo fra tutti la mancanza assoluta di informazioni e il ritardo nell'ordine di evacuazione

Sono d'accordo con Rossi su un solo punto quello della politica che deve reagire e stabilire delle regole. Ciò riguarda Letta, il ministro dei trasporti e il ministro dell'ambiente Orlando che oggi alla conferenza stampa sembrava un bambino pronto per la prina Comunione (impacciato e inutile). Vogliamo affrontare la questione delle grandi navi che scorazzano nella laguna di Venezia e passano nel Canal Grande di cui ho trattato nel post In Italia si discute, al più poi, forse, si farà il recupero ?

Letta ha giustamente sottolineato l'orgoglio della tecnologia italiana che ha fatto bene, ma il primo dovere della politica è mettere salvaguardie che impediscano fatti come quello della Costa Concordia. Se c'è l'abitudine all'inchino o se le navi da crociera passano per il Canal Grande non c'è bisogno dei sistemi satellitari per decidere che è ora di finirla. O no?


"Andrò presto in Europa e proporrò Piombino, dove presto cominceranno i lavori", come porto d'elezione per lo smantellamento – corretto – della Costa 'Concordia' e delle altre navi europee da demolire. Lo segnalerò alla Dg europea che si occupa di questi temi, perché credo sia uno dei primi porti che possa candidarsi a smaltire in maniera corretta le navi.  Noi stiamo lavorando per allestire il porto di Piombino anche perché questa nave non può essere portata a spasso per il Mediterraneo".

"Abbiamo noi il coltello dalla parte del manico, perché questo è un rifiuto e saremo noi a dare le autorizzazioni: appena questo rifiuto potrà essere portato in qualche porto sarò felice di liberare l'isola da questo mostro. Se potrà andare a Piombino avremo fatto una cosa in più, se non potrà andare a Piombino, quel porto sarà comunque attrezzato per rottamare le navi".

"Se l'Italia fosse un po' più attenta a ciò che accade in Europa, evitando la canizza sulla 'Concordia, se fosse un Paese serio discuterebbe su come ci si attrezza per rottamare le tante navi che ora invece si smantellano in giro per il mondo in condizioni ambientali e sociali scorrette e da rifiutare, ragionando su come candidarsi a questo, e non su una nave come tante che dal 2015 dovra' essere rottamata correttamente".


Rossi ha odorato l'affare, per regione Toscana. Improvvisamente si pone il problema delle infrastrutture di smantellamento. Blandisce e ricatta (ma non ne ha la forza).

Piombino è in crisi occupazionale e lui pensa di salvarla in questo modo. Io penso che le cose non si inventino e non si improvvisino. Dove smantellare la Concordia deve essere una questione di economicità e di fattibilità. La prima domanda, senza farsi ricattare dal discorso del trasporto (rischio inquinamento), è "in Italia qualcuno è attrezzato per farlo?"

Se la risposta è sì, si va lì (nel posto giusto Piombino, Civitavecchia, Genova o Palermo, quello giusto). Se no si valuta se sia meglio investire in una infrastruttura che non esiste e per la quale non c'è esperienza o non si debba andare all'estero.

Lo so che in Italia non si ragiona così, che c'è gente disposta a difendere il posto di lavoro (ma meglio sarebbe dire il salario) anche in una fabbrica di cinescopi, ma io ho fiducia nel genuino spirito riformatore di Letta. Se ho qualche centinaio di milioni da investire lo faccio in un contesto in cui l'investimento crea occupazione vera.

 

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
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Una risposta a La riscossa degli ingegneri mancati

  1. Matteo Stucchi scrive:

    Per il rigore dell'informazione sappi che le navi da crociera non transitano nel Canal Grande come hai scritto ma nel canale della Giudecca e passano davanti a san Marco. Nel canal Grande non ci passerebbero mai,  anche nel ponte più alto, Rialto, ci transitano a malapena i vaporetti.

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