ci vuole pazienza, ma ci si arriva

Sono negativamente impressionato dal fatto che l'evoluzione dl processo di elezione del Presidente della Repubblca venga valutata in base alla % di rottura del patto del Nazzareno in essa contenuta.

Ho appena sentito D'Attorre (pasdaran della sinistra pd) sottolineare gioioso l'importanza della scelta perché essa avviene in rottura con il patto (nient'altro se non la filosofia del "Muoia Sansone con tutti i filistei". Le stesse che sostiene il genio della narrazione con l'orecchino. Il contributo di Civati è lì da vedere e non merita commenti.

Sento molti di FI sottolineare che di Mattarella non gliene frega niente ma loro eccepiscono sul metodo. Chiarito che Amato non era gradito alla maggioranza del PD cosa volevano? Tirare per le lunghe? Come è noto "tirare per le lunghe" non fa parte dello stile renziano (meno male).

Invece ho sentito una osservazione intelligente del professor Pasquino: sarebbe stato utile che Renzi avesse giocato in simultanea la carta della disponibilità alla modifica costituzionale sulla elezione diretta del Presidente della Repubblica. E' un argomento tanto popolare tra la gente quanto impopolare tra le remore della "Costituzione più bella del mondo" (remore nel senso del mollusco che si aggrappa alla chiglia della nave e serve solo a rallentarne il movimento). Ma così non è stato. Prima o poi il tema andrà posto insieme ad una ridefinizione dei rapporti tra governo e Parlamento che erano al centro della riforma costituzionale del centro-destra.

  1. Su Mattarella presidente non mi esprimo perché, essendo uno cauto, dovremo aspettare le sue mosse. MI piacerebbe che proseguisse la strada intrapresa da Napolitano (anche lui molto cauto nella prima parte della sua vita, ma poi molto attento alle istanze del cambiamento istituzionale e al ruola e alla dignità dell'Italia nel mondo).

  2. Mi piacerebbe che il quorum venisse ampiamente superato grazie a: voto compatto del PD, voto favorevole di qualche esponente del centro destra, apporto significativo di esponenti interni o in libera uscita del movimento 5 stelle. L'optimum sarebbe una consultazione favorevole da parte della rete nello stile di quanto ipotizzato da Di Maio che riporti il movimento dentro le istituzioni assegnandogli una funzione di opposizione intelligente. Un segno è già venuto con i risultati di Prodi e di Bersani alle quirinarie.

  3. Auspico che il cammino delle due riforme in dirittura d'arrivo (Senato e legge elettorale) si concluda rapidamente e che il centro destra confermi che non intende mischiare la disponibilità alle riforme con la votazione del Presidente. Sono curioso di vedere se la sinistra PD incomincerà a ragionare seriamente di legge elettorale o cercherà pretesti anche nella fase finale.

  4. Rinnovo la mia fiducia a Renzi e al senso di responsabilità del centro destra. Mantengo tutte le mie perplessità sulla "sinistra acefala" interna al pd che spero riesca a trovare una leadership coerente (spero ma non vedo e alla fine mi pare che alcuni vecchio leader siano molto meglio dei marmocchi in circolazione).

  5. Se il governo tira sino alla fine della legislatura e riesce a consegnare un bel pacco di riforme approvate (e non solo incardinate) è probabile che, alla fine del percorso, ci sia una ricomposizione significativa delle forze politiche: travasi di elettorato, nascita di una forza di sinistra-sinistra con un consenso dell'ordine del 15%  e che si collochi alla opposizione (per trasformazione o per assorbimento dei 5 stelle) con un PD che riesca a tenere il risultato delle europee e abbia una fisionomia più definita (io non ho paura delle parole e se bisogna dire "partito della nazione" diciamolo).

  6. Il centro destra sarà da rifondare e la leadership più probabile mi pare quella salviniana alla Le Pen ma il PD dovrà essere capace non solo di acquistare elettori liberal ma anche di catturare il meglio della cultura imprenditoriale, liberal-socialista e laica che aveva scelto Forza Italia.

.Post Scriptum: io comunque avrei votato per Emma Bonino (donna, radicale, tosta) sino alla III, ma forse anche dalla IV e avrei dedicato quel voto ad una mia cara amica che sta lottando e non si sente handicappata.  Ma si sa io non capisco nulla di politica

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
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