vandalismo, altro che antifascismo

Nella giornata di ieri ho eliminato dai miei amici di Facebook una persona che si vantava degli incidenti di Cremona in nome dell'antifascismo militante e che, di fronte all'invito a visionare i filmati con interviste alla popolazione terrorizzata trasmessi da RaiNews, replicava vantandosi di essere stato presente, che c'era stato un solo episodio di luddismo e che, nella sostanza, io ero un cagasotto. Aggiungeva anche che nei confronti del risorgente fascismo (ma quale?) occorrono forme di lotta attiva anche violenta e citava la debolezza del 1922 come controesempio.

Scrive oggi la Repubblica on line:


In via Dante, a Cremona, non vi è una sola banca che abbia le vetrine intatte. Così come il comando della polizia locale, preso d'assalto da un gruppo di giovani black-bloc staccatosi dal corteo antifascista che doveva dare una risposta al ferimento del militante del centro sociale Dordoni, Emilio Visigalli, preso a sprangate e ridotto in coma dai neofascisti di Casa Pound. Un gruppo composto da gente venuta soprattutto da fuori che ha scatenato il caos con pietre, bottiglie, bombe carta scagliate contro le forze dell'ordine. Che hanno reagito sparando lacrimogeni, indietreggiando o avanzando per proteggersi e contenere la devastazione, ma senza mai venire a contatto con i violenti. E a gettare ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche arriva un post dei 99 Posse sulla loro pagina Facebook: "Onore a chi lotta. Più bastoni, meno tastiere". La band, non nuova alle polemiche, dovrebbe esibirsi nella città lombarda giovedì 29 gennaio, proprio nel centro sociale, per raccogliere fondi per le cure di Visigalli..


Mi chiedo: ma cosa è questa roba? Cosa avrebbe detto Pertini? Arrivano con i pullman e con i treni a Cremona, sfogano la loro rabbia sulla città, distruggono, poi se ne vanno e hanno il coraggio di chiamarlo antifascismo. L'oggetto del contendere era la impossibilità di arrivare alla sede vuota di casa Pound per devastarla e l'impossibilità di accedere al centro di Cremona.

Dicono i 99 posse più bastoni e meno tastiere. Hanno ragione: meglio ancora i tubi Innocenti, ma non per sfasciare le vetrine: lavoro gratuito coatto e obbligatorio per montare le strutture necessarie al ripristino e se qualcuno di questi dovesse chiedere un'altra manifestazione mandiamoli a manifestare nelle golene lungo il Po che lì c'è tanto spazio e di danni non se ne fanno. Si proceda rapidamente ad identificare i responsabili di violenze e devastazioni per metterli in galera; nella attesa si eviti che i 99 posse vengano a Cremona a tenere un concerto nella sede e con gli organizzatori della violenza terroristica.

Questa gente non va nè compresa, ne agevolata, nè blandita. Va combattuta a viso aperto perché non fa avanzare di un mm la coscienza antifascista tra la gente e in compenso porta ad identificare l'antifascismo con la violenza gratuita e con il rifiuto della legalità.

 

 

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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