la buona scuola e gli amici della pessima scuola

se ti è piaciuto metti un like

Io aspetto la emanazione dei decreti perché di dibattiti tra anime belle in relazione alla scuola ne ho visti tanti, troppi. E dunque, come vedrete, su alcune delle questioni poste da UNICOBAS, quelle da tecnicismo ministeriale, non mi esprimo in attesa delle norme.

Ci sono però diverse "denunce" che mi hanno fatto sussultare di gioia e spero che la "buona scuola" le persegua con determinazione togliendo spazi a tutti quelli che nella scuola ci stanno solo perché non hanno trovato meglio da fare nella vita.

Quello che segue è un post di Stefano D'Errico di UNICOBAS ripreso da Facebook. Lo commento punto per punto scusandomi per la semplificazione e la unilateralità.


1. Gli unici ‘beneficiari' delle assunzioni promesse sarebbero i precari delle GAE (anche quelli che, fra loro, rifiutano incarichi da anni): tutti gli altri (magari con più anni di servizio), dovrebbero cambiare lavoro. In realtà i soldi stanziati sono calcolati al 'lordo stato' (come le inesatte tabelle stipendiali dei docenti italiani pubblicate nel testo de 'La buona scuola') e non bastano per coprire le assunzioni dichiarate. Inoltre, per poter assumere, il Governo deve disapplicare le norme di legge sulla costituzione degli organici, ed il tempo necessario per farlo non è in linea con i tempi di approvazione dichiarati. La sentenza del 26.11.2014 (in ottemperanza di quanto stabilito dalla Suprema Corte di Strasburgo) chiarisce che vanno assunti anche i precari ATA (mentre invece i loro posti vengono tagliati) ed i docenti che rientrano nella tipologia contemplata dalla sentenza pur non essendo nelle GAE.

Si scopre che non entreranno tutti e che ci saranno dei criteri di precedenza. Cosa c'è che non va?


2. Nei piani di Renzi, gli assunti sarebbero infine molti di meno anche rispetto alle GAE, avrebbero una retrodatazione giuridica ma non l’assunzione a Settembre 2015 (e verrebbero ‘regolarizzati’ successivamente solo con contratto ‘a tutele crescenti’, sempre licenziabili senza l’articolo 18). Fatti due conti, il Governo deciderà infatti di far “sparire” i posti vacanti, assumendo solo in parte i precari (con un semplice turn-over dei pensionati), in parte obbligando gli stessi ad un’orario maggiorato nell’ambito del cd. ‘Organico funzionale’; infine obbligando il personale di ruolo a sostituire gli assenti a costo zero (calcolo a debito dei giorni di chiusura delle scuole e ‘banca delle ore’). L’ ‘organico funzionale’ non sarà aggiuntivo (non ci saranno più posti rispetto alle cattedre da coprire): perciò non ci sarà nessun ‘arricchimento dell’offerta formativa’, perché sarà volto soprattutto alle supplenze (che dovranno fare anche i docenti di ruolo).

Ma che bello; la scuola cessa di esere un buco nero in cui si viene assunti in maniera indipendente dalle necessità. A parte i precari della scuola c'è qualche italiano che si oppone? Per quanto riguarda l'organico funzionale attendo di vedere cosa arriva. Il fatto che non venga inteso come un grimaldello per far entrare di tutto di più, come avvenne a cavallo tra la fine anni 90 e inizio duemila, mi sembra una cosa buona e giusta. Attendo di vedere il provvedimento.


3. I giorni di chiusura delle scuole agli alunni e di sospensione didattica entreranno nelle “banche ore”: cioè ogni docente dovrà restituirli integralmente lavorando in più (prevalentemente supplenze gratuite) in periodi decisi dal Dirigente oppure, se serve, anche durante le vacanze natalizie, pasquali ed estive, con mansioni diverse da quelle didattiche (La buona scuola, pp. 51 ss.).

Questa non mi pare una grande novità; certo ci sono indecorose consuetudini date in cambio dei bassi stipendi, ma cosa c'è di strano nel cercare di regolamentare i giorni di servizio. Vi pare normale che i docenti (a differenza di ATA e DS) facciano le vacanze di Natale e Pasqua o il periodo tra il 1 e il 31 luglio come "ferie aggiuntive non contabilizzate". Io sono per la trasparenza: lavoratori come gli altri e con i risparmi che si fanno si intervenga sugli stipendi.


4. Tutti i docenti perderanno la titolarità sulla proprio istituto: con l’ ‘organico funzionale’ ognuno diventerà titolare “su una rete di scuole”, ed i dirigenti di questi istituti decideranno in quale lavorerà e con che mansioni. Se necessario, il Dirigente potrà obbligare il docente a sostituire gli assenti anche in scuole diverse (La buona scuola, pp. 14 ss.).

Se si vuole ragionare di organico funzionale la dimensione della rete di scuole mi pare quella giusta. Mi auguro che la innovazione non si scontri poi con il baillame delle classi di concorso e si operi contestualmente cercando di allagare il numero di cose che si possono insegnare con una data abilitazione. Ricordo ancora, quando, negli anni 80, andai per dei lavori di storia della fisica al Deutsche Museum, la visita al Gymnasium Maria Theresa di Monaco. Fummo ricevuto dal docente di Lingue mediterraneee che insegnava francese, spagnolo, greco antico, latino e ci accolse parlando un ottimo inglese. Naturalmente c'era una progressione di carriera per cui al passare degli anni diminuiva il numero di ore di lezione e aumentavano il tutoraggio vero (dei docenti giovani) e l'impegno nella gestione della istituzione scolastica. Ovviamente esisteva la valutazione.


5. Si potrà essere spostati in province diverse, oppure su materie diverse (purché “affini”!) (La buona scuola, pp. 27 ss.).

Vedi sopra. Nel privato si andrebbe in cassa integrazione o ti propoirrebbero di andare a lavorare in un'altra filiale


6. Un gruppo di “esperti” del Governo definirà (in tre mesi – sic!) le “competenze dei docenti” (La buona scuola, pp. 45 ss.), rivedendone completamente lo stato giuridico (trasformando la docenza da lavoro non subordinato a prestazione subordinata).

Per stabilire che occorrono competenze relazionali, una decente competenza in Inglese e Nuove Tecnologie, dsponibilità a praticare la ricerca didattica e tutto ciò che il contratto vigente prevede in ordine alla professionalità, ma che poi non viene applicato, bastano meno di tre mesi (SIC). Sulla questione del subordinato o non subordinato il docente è un esperto che lavora dentro una organizzazione e dunque la sua prestazione si attua entro l'organizzazione in cui opera. L'alternativa è il lavoro libero professionale


7. Passeremo la vita a raccogliere ‘crediti.’ Ci saranno ‘CREDITI DIDATTICI, FORMATIVI E PROFESSIONALI’, che confluiranno nel PORTFOLIO del docente, “vagliato” discrezionalmente dal ‘Nucleo di Valutazione’ di ogni scuola, che potrà operare in modo diverso dai ‘nuclei’ delle altre (La buona scuola, pp. 51 ss.).

Il punto nodale è mantenere il processo di valutazione il più possibile vicino al punto di erogazione della prestazione e fare in modo che la valutazione del lavoro docente si basi il meno possibile sui certificati, che pure ci vogliono.


8. Aboliti tutti gli scatti di anzianità, rimarrà solo lo stipendio-base. Ogni tre anni, se saremo graditi ai ‘superiori’, avremo (se ci saranno fondi) una mancia di “circa” € 60 (meno per Medie e Primaria). Altrimenti, nemmeno quella. Infatti, solo due docenti su tre ne avranno diritto. Verrà quindi stilata una classifica pubblicata on-line. (La buona scuola, pp. 51 ss.).

Sarei più drastico. Il vero problema è avere dei DS realmente responsabili della gestione delle risorse umane con più potere e più responsabilità personale. Una cosa ho imparato facendo il DS: se mi avessero dato dei poteri veri nella gestione delle risorse sarei riuscito, a costo zero, ad allargare l'offerta formativa e diminuire il numero di ore di presenza a scuola degli studenti. Naturalmente qualcuno che insegnava cose del tutto inutili avrebbe fatto altro o sarebbe rimasto a casa,


9. Per premiare i “meritevoli”, comunque, non viene stanziato un euro, nonostante lo scippo degli scatti automatici. Infatti, il primo scatto di ‘merito’ arriverà solo nel 2018 (La buona scuola, pp. 55 ss.).

Vedi sopra


10. Il dirigente avrà fidati esecutori e controllori, chiamati ‘mentor’, scelti solo fra chi sarà risultato ‘meritevole’ per 3 volte consecutive (ottenendo la ‘elargizione’ dei 60 € per 9 anni). I ‘mentor’ saranno al massimo il 10% della categoria, e guadagneranno una “indennità di posizione” oltre agli scatti di merito e allo stipendio base (La buona scuola, pp. 57 ss.).

Attendo il decreto ma penso che la strada della carriera dei docenti debba essere perseguita con coraggio e prevederei anche una carriera, oltre che sul versante didattico, su quello della organizzazione


11. Il dirigente avrà mano totalmente libera nello scegliere fra docenti ed ata le persone di sua fiducia, premiandole o penalizzandole come meglio crede.

Già previsto; se lo si rafforza è solo un bene


12. Le scuole private, in molte delle quali non si controlla neppure la frequenza degli alunni e che, come dimostrato nel nostro dettagliato ‘Libro nero’ (inviato a Ministro senza tangibili risultati), spesso non pagano gli insegnanti offrendo loro il punteggio per superare in graduatoria nelle scuole pubbliche i precari onesti, dovranno avere più soldi e con più facilità, mentre gli insegnanti delle scuole pubbliche verranno valutati anche da un 'pagellino' redatto dagli alunni.

Immagino che le "private" siano le "paritarie" facenti parte del sistema pubblico. Se la scuola pubblica (tutta) fosse davvero autonoma, a partire dai finanziamenti e dalla gestione del personale ci avvicineremmo al modello scandinavo. Il primo passo sarebbe la assunzione del personale affidata alla istituzione scolastica e non alle graduatorie sulla base di albi territoriali. Sul pagellino redatto dagli alunni faccio presente che in molte scuole che hanno adottato il Sistema Qualità, qualcosa del genere esiste già, anche s in forme diversificate.


13. Le Scuole Statali riceveranno soldi da “Enti Locali, famiglie e privati”, che ne determineranno la linea educativa.

Ma certo, e i DS andranno una volta la settimana in Curia, dal Sindaco e alla sede di Confindustria a prendere la linea. Sono le fantasie sul "piano del Capitale" di cui si innamorano l'estrema sinistra e un pezzo di mondo cattolico.


14. Ogni insegnante sarà schedato nel “Registro Nazionale dei docenti della scuola”, con le informazioni del fascicolo personale accessibili a tutti, perché visibili on line.

Meglio tenere segreti gli elementi del curriculum! In ogni fasciclo esistono parti riservate e tali rimangono


15. Il dirigente chiamerà nella propria scuola i docenti che vuole, scegliendoli dal Registro dell' 'Organico funzionale' delle scuole in rete, senza vincolo alcuno di graduatoria o di diritti acquisiti (CHIAMATA DIRETTA).

Finalmente


16. Il direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA, ex Segretario) sarà, per docenti ed ata, “braccio esecutivo” e “sentinella” del Dirigente (La buona scuola, p. 69).

E' già così, anche se ai sostenitori dei soviet la cosa sembra strana


17. I Decreti Delegati verranno aboliti. Il Collegio dei Docenti diverrà un ‘Consiglio’ meramente consultivo, con l’unica funzione di decidere della programmazione didattica. Tutto il potere andrà al dirigente e al “Consiglio dell’Istituzione scolastica”, al quale parteciperanno con diritto di voto i privati finanziatori. Determinante, per tenere sotto scacco i Docenti, saranno il “Nucleo di Valutazione” (La buona scuola, p. 71). Insomma, tutto quanto era già previsto dal disegno di legge Aprea-Ghizzoni, al quale va aggiunta l’ultima ‘trovata’ del questionario-pagella redatto annualmente dagli studenti sugli insegnanti.

C'è ancora qualcuno, oltre al Soviet Unicobas, che pensa che i CDI abbiano un senso? Serve un'altra cosa con un maggiore peso degli stake-holders (portatori degli interessi diffusi). Detto per inciso, una delle ragioni della crisi degli ottimi ITIS che avevamo in Italia (e che mi onoro di avere frequentato) fu la abolizione dei Consigli di Amministrazione che si occupavano di investimenti e di politiche del personale.


18. Le scuole dovranno aprire fino alla sera, con il lavoro dei Docenti (spontaneo o coatto?), nonché del volontariato studentesco e del “territorio”. Questa è l’idea relativa ai cd. ‘Centri di aggregazione sociale’ (La buona scuola, pp. 64 ss.).

E' un vecchio sogno della sinistra che si scontra con la coperta corta delle risorse,. Di certo è assurdo che una serie di strutture (che sono costate in termini di investimento su edificio e beni strumentali) restino inutilizzate dopo le 14. Servono convenzioni con l'associazionismo e il settore non-profit.


Concludo con una osservazione generale: io penso che la vera risposta a tutti questi problemi sia in una autonomia spinta con la scuola espressione del territorio. Questo richiederebbe di abolire la scuola di stato e perseguire i modelli praticati nei paesi scandinavi. So che in Italia non lo si farà mai e dunque mi accontento di azioni e modifiche che vadano nella direzione di uno svecchiamento di una istituzione (unica in Italia) che dal punto di vista degli spazi, delle regole, della strumentazione didattica è nei secoli fedele molto più dell'arma dei carabinieri. Per il governo Renzi è una bella sfida perché si troverà molti nemici interni e dovrà saper parlare al paese che non aspetta altro.

 

 

se ti è piaciuto metti un like

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
Questa voce è stata pubblicata in Istituzioni, Scuola e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


8 × sei =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>