Lo stop alla legge “Unioni Civili”

Stamattina ho ascoltato la discussione dal Senato. Teoricamente avrebbero dovuto iniziare le votazioni e invece è di nuovo tornato tutto in alto mare e se ne riparla tra una settimana. Così ha deciso la conferenza dei capigruppo convocata da Grasso su richiesta di Zanda (PD).

Riassumiamo ciò che è successo: ieri la Lega ha ritirato la gran parte dei suoi emendamenti strumentali (qualche migliaio) lasciandone sul tappeto solo 400 e, tra questi, 5 o 6 di tipo preclusivo, in grado cioè di farne saltare senza votazione altri eventualmente in contrasto.

Il furbo Calderoli ha cioè imparato la lezione del canguro e ha detto: se fate il canguro voi lo posso fare anche io e siccome per prassi consolidata (e per sensatezza costituzionale) gli emendamenti preclusivi si votano dando la precedenza a quelli più lontani dalla legge in discussione, non solo i nostri emendamenti preclusivi su singoli punti rimangono in gioco ma, secondo me, dovrebbero essere votati prima di quello del PD che in sostanza ripropone, con un emendamento, l'intero testo originario.

Il ragionamento, al d là della sua strumentalità, non fa una grinza ed è questa la ragione per cui il movimento 5 stelle si è affrettato a dichiarare:

  • noi siamo a favore della legge così come è
  • per rispetto alla istituzione parlamentare voteremo contro al super-canguro del PD se esso viene posto in votazione per primo perché vogliamo che il Parlamento abbia la possibilità di dire la sua.

Si torna al punto di partenza: il PD ha insistito sino alla fine per il supercanguro perché temeva imboscate e d'altra parte la legge è stata pensata solo attraverso mediazioni interne al PD  e dunque è arrivata in Parlamento sulla base di promesse forse date ma non controfirmate da nessuno. Così ha avuto vita facile l'argomento di chi sostiene che il non aver fatto il lavoro di scrematura e approfondimento in commissione (tanto è vero che la legge è approdata al Senato senza un relatore) avrebbe richiesto di lasciare larghi spazi d'aula alle proposte emendative.

Cosa succede in questi sette giorni? La mia opinione è che si debba cercare un accordo politico forte perché il rischio è che in un parlamento a maggioranze variabili potrebbe uscire un testo zeppo di contraddizioni, il che significherebbe non fare la legge o farne una tecnicamente pessima esposta a rischi di contenzioso giurisprudenziale. L'accordo politico forte ha due sole possibilità:

  • accordo con i 5 stelle e accettazione di lacerazioni all'interno del PD e con il nuovo centro destra (inevitabile qualche ripercussione sul governo)
  • accordo con i centristi e stralcio dal provvedimento della intera partita delle adozioni a costo di vedere un po' di estrema sinistra e dei 5 stelle ergersi a paladini dei diritti dei gay.

Io preferisco la seconda ipotesi e se dentro il PD si fosse capito 15 giorni fa che sull'articolo 5 non si poteva pensare di fare il gioco dell'elastico, non saremmo arrivati a questo punto.

 

 

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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