le oche di Mentana

Uno degli obiettivi primari del terrorismo, come dice la parola, è quello di terrorizzare, spaventare, creare il panico e i terroristi dell'ISIS lo fanno attraverso la scelta di colpire nel mucchio: si deve sviluppare la psicosi del potrebbe accadere anche a me.

Allo stato è acclarato che non solo i terroristi non arrivano da fuori, ma sono cittadini europei; ma neanche gli esplosivi arrivano da chissa quale mercato clandestino delle armi; si tratta di perossido di acetone (TAPT) fabbricato in proprio usando acetone, acqua ossigenata e come catalizzatore acido cloridrico o acido solforico, tutti prodotti facilmente reperibili e non soggetti ad alcuna restrizione.

Le valige piene di questo esplosivo artigianale erano cinque; tre sono state utilizzate e due sono rimaste nell'appartamento perché la compagnia di taxy, invece di mandare un mezzo multiplo come richiesto, ha mandato una berlina e di valige ce ne stavano solo tre.

L'appartamento è stato individuato perché si è presentato alla polizia il tassista che li ha accompagnati in aeroporto e ha raccontato delle tre valige maneggiate con grande cura. Qualcosa di analogo ha permesso, qualche giorno prima, la cattura di Salah Abdeslam.

I terroristi assassini e suicidi fanno il loro mestiere ma non è obbligatorio che giornalisti/e cretini/e gli diano una mano attraverso la diffusione di ipotesi e interpretazioni di fantasia. Dieci minuti fa su TG Cronache della 7 (conduttrice Caterina Bizzarri) ne ho sentiti due esempi:

La centrale nucleare: in uno dei computer sequestrati nell'appartamento da cui si sono mossi gli assassini ci sarebbe un dossier su un dirigente di una centrale nucleare. Interpretazione della 7: l'obiettivo della metropolitana e quello dell'aeroporto sono stati un ripiego. Progettavano un attentato ad una centrale nucleare e pensate con tutto quell'esplosivo cosa sarebbe potuto accadere…

Con le cinque valige non sarebbe accaduto nulla di rilevante visto gli impianti delle centrali nucleari hanno pareti in cemento armato che nei punti critici hanno spessori di qualche metro. Ma l'attentato nucleare fa figo; in compenso è ntizia di queste ore il numero elevatissimo di feriti anche gravi, oltre ai morti, grazie alle bombe artigianali in ambiente chiuso.

La possibilità e la probabilità: si riunisce il comitato per l'ordine e la sicurezza italiano e fonti ben informate riferiscono che non ci sono segnali che consentano di affermare che per quanto riguarda l'Italia si possa passare dalla possibilità di attentati alla probabilità di attentati. Un ragazzino di prima superiore sa che possibile e probabile sono sinonimi. Ciò che è impossibile ha probabilità zero, ciò che è certo ha probabilità uno; tutto il resto è possibile e ha una probabiltà di accadere descritta da un numero compreso tra 0 e 1.

Purtroppo temo che ne sentiremo ancora nei prossimi giorni. D'altra parte provate a riflettere sul fatto che ieri ci hanno raccontato che la mano guantata di nero serviva a nascondere il detonatore; in effetti se invece di un solo guanto ne avessero indossati due, avrebbero potuto dare nell'occhio…

Fuori dagli scherzi:

  1. meno chiacchiere sulla necessità di coordinare; coordiniamo davvero dando a qualcuno il potere e la responsabilità di farlo. Se ci sono problemi a coordinarsi in 28 lo si faccia in 5, ma lo si faccia: Germania, Regno Unito, Francia, Spagna e Italia. Magari, come suggerisce Claudio Cerasa nell'editoriale di oggi sul Foglio, coinvolgendo Israele, l'unico paese occidentale che ha saputo dimostrare di sapersi opporre in maniera efficace al terrorismo islamista garantendo comunque, al suo interno, il rispetto delle regole e dei valori democratici
  2. meno chiacchiere sul fatto che non ci faranno cambiare. Dovremo certamente rinunciare a qualcosa perché la lotta seria al terrorismo richiede strumenti, regole e legislazioni speciali e dunque qualche rinuncia dichiarata ad alcune forme di privacy e alla mancanza di controlli ci dovrà essere.
  3. acclarato che i terroristi non vanno e vengono con i barconi, ma girano in aereo e usano documenti falsi, si opti per qualche controllo in più nell'intescambio Europa – Medio Oriente inclusi gli interscambi indiretti.
  4. non so se ci si possa consolare o ci si debba preoccupare ma la potenza organizzativa messa in atto sino ad ora dai terroristi di Parigi e Bruxelles in termini di tipologia di armi, di numero di persone e di organizzazione è nettamente inferiore a quanti fu messo in campo dal terrorismo italiano ed europeo degli anni 80. Oggi fa più effetto perché le BR ammazzavano un obiettivo alla volta mentre questi usano l'esplosivo nei luoghi affollati. Se sono pochi, male armati e abbastanza disorganizzati dovrebbe essere più semplice fare il vuoto intorno a loro (coperture e complicità)
  5. ma contemporaneamente bisogna accettare anche l'idea di combattere con tutti i mezzi e in maniera coesa l'ISIS nella sua versione parastatuale: basta complicità, basta distinguo ogni volta che Putin si muove dicendo che lo fa solo perché difendere Assad gli fa comodo invece noi siamo per la quadratura del cerchio. Magari se tenessimo presente che una delle ragioni per cui l'ISIS si è scatenata contro l'Occidente cristiano è legata al fatto che ad un certo punto l'Occidente cristiano ha rinunciato a rovesciare manu militari Assad perché si è reso conto che così facendo avrebbe aperto la strada al Califfato e ha scelto il male minore incominceremo a costruire quel sistema di alleanze (non solo occidentali) necessario per garantire un minimo di stabilità.

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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