Presente e futuro

Presente e futuro, guardàti dal passato, come non può non essere alla mia età, guadagnano, unico guadagno, in prospettiva e distanza/neutralità analitica.
Ci furono anni, tra i settanta e gli ottanta, che, nel nostro Paese, i morti e feriti da terrorismo erano quasi quotidiani… sia in stragi collettive che in agguati singoli.

Certo, naturalmente nulla di paragonabile, per riferimenti, cause, interpreti, ragioni e sragioni, con quanto oggi determina tutta l’insicurezza drammatica che si insinua nella nostra vita quotidiana. Ma, se guardiamo ai riflessi psicologici diffusi o alla percezione del ”nemico”  si ritrovano tratti già visti. Tra i primi l’essere costretti a convivere con tale incertezza, fino a depotenziarla in “abitudine” come condizione per sopravvivere, per la percezione del nemico: una “ideologia”, alimentata altrove, che fornisce “ragioni” a un piccolo esercito di soggetti problematici, paranoici, disadattati.

Ci sono profili paranoici in tutti i personaggi, più o meno rilevanti soggettivamente, che pensano (e qualcuno lo fa credere loro..) che un “loro” gesto o scelta soggettiva cambierà la Storia… Alcuni li veneriamo addirittura come eroi (vedi qualche piazza intitolata a nostri terroristi “risorgimentali”).

E' così anche per i nostri terroristi di sinistra degli anni settanta e ottanta, ciascuno con la sua storia e i perché: guardate le biografie, rese note ex post, insieme ai “pentimenti”.

Nella diversità degli eventi, ad un vecchio osservatore e partecipe della dimensione politica, pare di re incontrare categorie e costrutti e tipologie di reazione e comportamenti già frequentati. Soprattutto in tante “scoperte” che molti facitori di opinione sembrano rielaborare e proporre come “nuove” nella mediazione dei significati proposta alla costruzione della conformità della opinione pubblica.

Per esempio in quegli anni veniva a gran voce richiesto ai “comunisti” di prender le distanze dai terroristi (oggi lo si fa con i fedeli islamici moderati: ma si può credere in dio moderatamente?. Ai fascisti non si faceva analoga richiesta perché la inesistenza di una costruzione ideologica-ideale determinata rendeva palesemente inappropriata e falsa la domanda stessa…

Avrebbe forzatamente ricondotto il pensiero a domandarsi quale clinico avesse in cura quella paranoia. In compenso fu tutto un parallelo fiorire di “dossier” sulle congiure e sugli intrighi internazionali… come se questi sollevassero dalle responsabilità soggettive, e le “socializzassero”.

Con tutte le distinzioni: già visto e sentito

Sia chiaro, mi riferisco alla gestione della informazione pubblica che, per quanto siamo approfonditi e analitici, ha un ruolo determinante nel condizionare la nostra vita quotidiana. Insomma si fa una enorme fatica a capire ciò che accade e perché, e occorre affiancare un’altra fatica altrettanto gravosa per capire ciò che ci viene raccontato e perché.

Sicchè non voglio cimentarmi con l’impresa analitica. Propongo un “gioco di razionalizzazione” delle nostre reazioni, rispetto a ciò che accade e ci viene raccontato, a come guardare alla nostra vita quotidiana, alle aspettative, speranze e preoccupazioni la cui dinamica rischia di essere determinata dalle narrazioni che ci provengono dai mezzi di informazione.

Propongo di cimentarsi nella costruzione di una matrice che porti

  • nelle due righe due variabili: “tempo futuro” e “tempo presente”;
  • nelle due colonne “noia” e “tetraggine”.
  • Come si vede ho considerato che non ci si debba solo guardare dalle “disgrazie” (conflitti, disastri, stragi) che minacciano di guastar la nostra vita; ma anche dalla “noia” di questa che scorra sempre uguale a se stessa.
gioco di razionalizzazione noia tetraggine
tempo futuro    
tempo presente    

Nelle celle della matrice dovrebbero trovare posto le diverse combinazioni di valore delle variabili correlate. Per esempio il tempo futuro potrebbe presentarsi come meno tetro e meno noioso del presente: sarebbe il massimo della prospettiva di speranza.

Ma tra un futuro meno tetro e più noioso del presente, ed un futuro più tetro ma alieno dalla noia, cosa preferiremmo, e perché?

Naturalmente le risposte sono assolutamente personali: la matrice proposta serve solo a dare ordine e razionalità al nostro ragionare… non vi pare?

Lascio naturalmente al lettore recuperare i riferimenti che ho modestamente utilizzato per formulare lo strumento di correlazione tra le diverse variabili… Posso solo aggiungere che, personalmente, nel caso della combinazione più problematica di un futuro più noioso e tetro del presente dovrei per prima cosa pentirmi (di ciò che sono stato e sono) e spesso, ma sconsolato, volgermi indietro…


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Info su Franco De Anna

Franco De Anna, classe 1946, ora in pensione, è stato uno degli animatori del primo movimento di Scienze a Milano nel 1968 (era a Scienze Naturali). Dal 1999 sino agli anni più recenti ha fatto l'ispettore scolastico nella Regione Marche occupandosi tra le altre cose, sul piano nazionale, delle tematiche della autonomia e rendicontazione sociale della scuola. E' stato segretario milanese, regionale lombardo e poi nazionale della Cgil Scuola. Ha diretto il centro studi della Camera del Lavoro di Milano, l'IRRSAR e l'IRRE. E' autore di numerose pubblicazioni (libri e saggi su riviste specializzate).
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