buonafede e malafede

Quello qui a fianco è un volantino di tal Maurizio Attivista De Tomasi che sul suo profilo FB si definisce attivista del Movimento 5 stelle. Il volantino è stato pubblicato acriticamente da un mio ex alunno che lo ha condiviso (ricordarsi che condividere rimanda ad avere in comune).

Sono intervenuto e ho pubblicato sulla sua bacheca il vecchio testo dell'articolo 117 e quello nuovo (in realtà si tratta solo del comma 1 perché il 117 è quello che ridefinisce i reciproci ambiti di potestà legislativa di stato e regioni): eccoli qui


Vecchio testo: La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

Nuovo testo: La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali.


 

Come si vede la modifica sta nel sostituire "ordinamento comunitario" con "ordinamento dell'Unione europea"; è una precisazione lessicale che serve solo a precisare meglio e, nella riforma, ce ne sono altre; ad esempio all'articolo 75 "valore di legge" è sostituito da "forza di legge"; in altri casi è stato corretto il riferimento ad entrambe le camere a quella che diviene competente e si tratta del trascinamento nell'articolato degli effetti del superamento del bicameralismo paritario.

Dunque sono fuori luogo sia lo spirito sia il dettaglio degli allarmi per chi ama l'Italia. Voi pensate che il falsario abbia ritirato il falso? Neanche per idea, al massimo quello che lo aveva condiviso e a cui avevo spiegato le cose ha chiesto. "ma allora perchè hanno cambiato?" e io aggiungo come in Via col vento, tanto domani è un altro giorno, o forse la calunnia è un venticello.

Qualche giorno fa sono incappato in un allarme dedicato nientemeno che alla guerra. In questo caso si paventava il golpe istituzionale, poi uno va a vedere l'articolo 78 e scopre che l'unica novità è che la deliberazione dello stato di guerra, in precedenza non specificata, dovrà avvenire a maggioranza assoluta e dunque, per un evento altamente improbabile, è stata semplicemente introdotto un rafforzamento delle salvaguardie.

Il mantra è sempre lo stesso: condividi, fai girare, difendi l'Italia e non c'è verso, almeno una volta, di vedere l'autore che si scusa; faccio degli esempi:

  • ad una che interviene ogni giorno con denunce ed allarmi ho dovuto spiegare che i referendum e le leggi di iniziativa popolare sono due cose diverse
  • ho letto che la normativa sui referendum viene peggiorata perché ora serviranno 800 mila firme; e ci si dimentica di dire che: 1) il corpo elettorale rispetto al 47 è quasi raddoppiato 2) nell'era del Web organizzare una campagna è divenuto più semplice 3) le 500 mila firme bastano ancora ma se uno ne raccoglie 800 mila scatta il quorum dinamico e basta il 50% di chi ha votato l'ultima volta e dunque il quorum scende tra il 30 e il 35% consentendo la validità di quasi tutti gli ultimi referendum falliti. Come dicono i radicali (ed è un problema di legge ordinaria) cosa ci vuole a poter firmare con la posta e la firma certificata?
  • ho letto che le leggi di inziativa popolare diventano impossibili perchè si passa da 50 mila a 150 mila firme … e ci si dimentica di dire che il problema non è quello della raccolta ma che, dopo il deposito della proposta, le leggi non vengono mai discusse, mentre con la riforma la cosa diventa obbligatoria
  • ho sentito le cifre più bizzarre per sostenere che il problema del ping pong tra le due camere non esiste perché il problema è di volontà politica e quando c'è la volontà politica le cose si fanno in un attimo (e dunque la costituzione non serve, aggiungo io); oppure il problema non esiste perché il tempo medio di conversione è di 150 giorni e ci si dimentica che quel valore medio è ottenuto mettendo insieme i decreti legge (che sono tanti e vanno obbligatoriamente convertiti entro 60 giorni) con le leggi di iniziativa parlamentare che impiegano tra i 400 e i 500 giorni (quando vanno in porto perché, invece, la maggioranza di esse decade con lo scioglimento della legislatura e quelle non entrano nella statistica)

Mi è già capitato di osservare che opporsi è più semplice che cambiare perché nell'opporsi si possono coalizzare posizioni e opinioni diverse (anche tra loro contrapposte) e dunque lo schieramento del NO parte potenzialmente in vantaggio. Per esempio si può dire NO perché si vuol mantenere l'attuale Senato e dire NO perché si vuole la abolizione pura e semplice del Senato in nome di un monocameralismo assoluto. Due posizioni diametralmente opposte si uniscono e fanno massa critica.

Il termine accozzaglia già comparso sul web è stato utilizzato anche da Renzi che, secondo me, ha fatto male. E' vero che dal punto di vista etimologico significa solo Insieme disordinato o disparato di persone o di cose (ed è il caso dello schieramento del no), ma accanto al significato etimologico, esiste anche la pragmatica della comunicazione per la quale significa turba confusa di persone spregevoli. Come ho cercato di scrivere e argomentare si incontrano sul web persone spregevoli che propagandano il NO con argomenti falsi, illogici e anche spregevoli, ma questo non ci autorizza a considerare spregevole l'insieme dei nostri competitor.

Mi piacerebbero due cose:

  • che si evitasse la demonizzazione dell'avversario
  • che ci si abituasse a riconoscere l'errore quando esso è palese ed acclarato e la si smettesse di diffonderlo

Il mondo dei social media ha dato a tutti il potere di intervenire in tempo reale e senza grande attenzione a ciò che si commenta. Si schiaccia Like, o si scrive io voto NO nononononono…. sìsìsìsìsìsìsì…. senza leggere e senza pensare. Ho sperimentato la inopportunità di essere ironici nelle prime righe di un articolo, quelle che compaiono nel link; il fucilatore del web non legge, non capisce e ti prende subito per un nemico del popolo. P.S. : un'ora dopo la prima pubblicazione è avvenuto anche per questo articolo. Bisognerà mettere una filigrana sulle immagini con scritto in grande questo non è il mio pensiero in modo di fermare in tempo il fucilatore del web.

Poi ci sono quelli che si rammaricano del c'eravamo tanto amati ma ora siam l'un contro l'altro armati. Invece che affermarlo, entriamo nel merito, argomentiamo e poi … che questo clima incivile finisca al più presto; vada come vada. Io comunque non cambio il mio logo identificativo su FB dove Claudio Cereda impugna un bel porcino e non ci scrivo sopra nè SI', nè NO, perché io sono io.

 

COMMENTI

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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