toc toc, chi è? E’ la procura della repubblica

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Dopo la lettura del quotidiano mi rendo conto che c'era una conseguenza del voto referendario che non avevo previsto. E la conseguenza è che si è creato un vuoto di potere, che viene parzialmente riempito dal nuovo governo, ma che non ha autorevolezza sufficiente per manifestare il proprio potere effettivo.

Questo ha una conseguenza: il vuoto in politica, come in natura, non esiste. E in questi due giorni è stato immediatamente riempito dalla magistratura inquirente. La cosa è di particolare evidenza nel caso Milano.

Se ricordiamo il conflitto tra Bruti Liberati e Robledo riguardava proprio l'inchiesta sulla piastra tecnologica. Alla fine vinse Bruti Liberati e Robledo fu spostato, credo a Torino. Oggi Robledo dichiara che finalmente la giustizia si è ripresa il suo spazio e persegue i reati. Ecco: esattamente quello che ho detto sopra.

Ora pensate un poco a questa vicenda. C'era una scadenza precisa per l'apertura dell'Expo. Le scelte manageriali di Sala hanno permesso di rispettarla. Alla fine Expo è stata un successo ormai riconosciuto da tutti. Alla inaugurazione (leggevo stamani sul giornale) Renzi ringraziò la Procura Generale per la delicatezza con cui aveva gestito il rapporto con il management dell'EXPO.

Sempre oggi Bassetti dichiara che la differenza fondamentale tra l'azione della magistratura e l'azione di governo risiede nel fatto che la seconda si svolge entro termini e scadenze temporali precise, mentre la prima no. La magistratura si può permettere di trascinare (magari con l'aiuto degli avvocati di parte) per anni una inchiesta e un processo, il governo deve approvare una legge di bilancio entro una scadenza certa.

In un mondo scandito dai ritmi delle tecniche informatiche aspettare 6 mesi per sapere se una indagine proseguirà o verrà archiviata è allucinante. Sempre in questo mondo immaginare che il potere venga sottoposto a un ricatto continuo che si manifesta con il blocco totale dell'azione di governo (a qualunque livello) è allucinante.

La sconfitta del referendum ha quindi avuto questa conseguenza: indebolimento del potere politico (e vale anche per le vicende di Roma), rilancio dell'azione dei magistrati inquirenti che considerano un dovere assoluto perseguire le disonestà amministrative. E soprattutto totale irresponsabilità di questi magistrati nei confronti dell'intero Paese.

Si potrebbe obiettare che affrontare questi problemi vul dire affrontare la questione della separazione dei tre poteri. Non necessariamente. Basterebbe imporre tempi certi all'azione della magistratura nei confronti di soggetti incaricati di responsabilità di governo. E imporre una più accorta vigilanza del CSM sul rispetto di questi tempi.

Non è possibile che dopo tre anni di indagini ancora un magistrato si prenda altri 6 mesi?. Ma convochi Sala lunedì per un colloquio con o senza gli avvocati, si prenda una settimana con termine certo per prendere una decisione. Non mi si venga a dire che non è possibile perché ci sono troppe carte da analizzare. Se ci sono troppo carte vuol dire che l'indagine si è persa nel nulla.

E aggiungo che il magistrato che si prende sei mesi è appena arrivato a Milano, quindi prende in mano una inchiesta che è già stata sviscerata dalla procura milanese che aveva appunto proposto l'archiviazione. In base a quale ratio il nuovo procuratore può riprendere in mano inchieste giunte ormai al passaggio finale?

Somiglia a quel che forse farà Trump sulla riapertura degli scambi commerciali con l'Iran o sulla cancellazione degli obblighi di protezione ambientale. Non è possibile che ogni nuova amministrazione cancelli quel che ha fatto la precedente. non è così che si va avanti. Così si sta fermi.

 

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Info su Daniele Marini

Laureato in fisica nel 1972 si è sempre dedicato a ricerca e insegnamento di informatica all'Università di Milano. Inizialmente interessato ai fondamenti logici dell'informatica in seguito si è dedicato a ricerche in eidomatica (grafica e immagini digitali). Negli ultimi 15 anni ha avuto interesse in modelli computazionali della percezione visiva di cui si interessa tutt'ora nel campo delle fotografie astronomiche. Ha dedicato 10 anni al Consiglio Universitario Nazionale e al Senato Accademico contribuendo alla attuazione dei cicli didattici (in parte pentendosene). Ora in pensione, dedica i suoi interessi a studi di fluidodinamica computazionale, alla astrofotografia e astrofisica e alle innovazioni tecnologiche e ai loro effetti sui sistemi sociali.
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