Dal Vietnam a Cuba – (9) la sicurezza – di Roberto Ceriani

Mi interessa sempre capire come un Paese gestisce le questioni relative alla sicurezza. Le scelte in questo ambito sono un indicatore di come vengono gestite le dinamiche sociali collaborative e quelle conflittuali. Anche a Cuba spesso mi è caduto l’occhio su alcuni aspetti di questa questione. Un maniaco della sicurezza come me non può mancare di osservare le abitudini di prevenzione (…non invidio quel Direttore di supermercato che mi ha sentito protestare per una cassa di bottiglie dimenticata davanti all’uscita di emergenza!).

Sono abituato a guardare la sicurezza da quattro punti di vista: 1) Sicurezza da incidenti 2) Sicurezza da persone 3) Sicurezza da malattie 4) Sicurezza del futuro

Gli americani hanno parole diverse per ognuno di questi concetti: Safety, Security, Assurance, Warranty. Invece la più bella lingua del mondo, la nostra ovviamente, fa una gran confusione e permette a un rozzo troglodita di fare un’intera campagna elettorale sull’ambiguità della parola Sicurezza!

Sicurezza da incidenti.

Da quel poco che ho potuto vedere a Cuba mi sembra che la sicurezza da incidenti sia piuttosto scarsa. La maggior parte delle auto (meravigliose Chevrolet, Buick e Cadillac americane degli anni ’50, ristrutturate con una fantasia invidiabile) non sono dotate di cinture sicurezza.

Chi guida le poche auto moderne, con cinture di serie, neanche immagina a cosa servano quelle strane cinghie nere. Tuttavia guidano con discreta prudenza e non ho visto incidenti.

Sui balconi si vedono spesso vasi di fiori che fanno bella mostra di sé sui davanzali, senza alcuna protezione da caduta. In un paese devastato dagli uragani immagino volare tegole e vasi di fiori più che in un cartone animato. Lo spettacolo sarà pure divertente, ma è meglio vederlo alla TV.

Sicurezza da persone.

A prima vista la gente sembra piuttosto tranquilla e non pericolosa. Gli assalti ai turisti di solito sono motivati da una grande curiosità per chiederti come vivi e per mostrarti con orgoglio come vivono loro. Più raramente ti soffocano per venderti merci più disparate, ma sono rari i tentativi di truffa. Meglio essere attenti durante i cambi di valuta o nel ricevere il resto di un acquisto, ma siamo sempre entro margini accettabili (almeno per chi conosce i taxisti romani).

E’ invece impressionante il numero di inferriate alle finestre di ogni casa. Tutte le finestre sono protette da intrusione. Anche le porte di ingresso sono precedute da una inferriata di ferro robusto e persino balconi e terrazzi sono letteralmente avvolti in inferriate laterali e sovrastanti.

Avevo visitato il carcere di San Vittore e le case cubane mi sono sembrate una fotocopia. Non so quanto queste inferriate garantiscano da intrusioni indesiderate, ma immagino a fatica il pericolo che possano creare ai cubani chiusi all’interno in caso di incendio (evento altamente prevedibile osservando gli impianti elettrici non esattamente a norma).

Sicurezza da malattie.

Sulla Sanità a Cuba c’è poco da dire: funziona bene. Nonostante le enormi difficoltà economiche, e nonostante qualche rara sbandata antiscientifica, il servizio sanitario cubano è eccellente, gratuito e per tutti (come lo sono scuole e Università). Gli ospedali sono diffusi e i medici preparati.

Per la morsicatura di una zecca uno di noi aveva bisogno di un’antitetanica; il servizio, gratuito per i cubani, in una piccola città era disponibile per gli stranieri a soli 5 euro. Gli ottimi medici cubani sono noti in tutto il Sud America. Migliaia di loro sono stati mandati dal governo cubano ad assistere i malati in Venezuela, Panama, Nicaragua e Guatemala, dove hanno operato un milione di cataratte per ridare la vista agli anziani di quei Paesi.

Possiamo criticare tutto del socialismo cubano, ma sulla sanità prima di parlare dobbiamo inchinarci.

Sicurezza del futuro.

Sulle garanzie per il futuro la sicurezza a Cuba sembra molto incerta. La pensione statale di 10 euro al mese è insignificante anche per i prezzi locali. La sicurezza di un lavoro stabile è sempre più fragile, man mano che nell’isola entrano elementi di Capitalismo (tanto per parafrasare Berlinguer). Questo però è un problema generalizzato in questo curioso mondo globale e su questo punto non sono certo che i nostri figli possano vantare condizioni migliori.

Un voto alla sicurezza di Cuba? Incidenti 5+. Persone 6+. Malattie 8+. Futuro 6-.

 

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Info su Roberto Ceriani

Roberto Ceriani, classe 1950, laureato in Fisica, dopo molti anni di insegnamento ha vinto il 1° concorso per Dirigente Scolastico e quindi, dopo aver fatto questo nuovo lavoro per alcuni anni, è andato in pensione per raggiunti limiti di età. Interviene spesso su Facebook su problematiche riguardanti il mondo della scuola. “Autore di libri di Fisica per Licei e di numerosi testi di divulgazione informatica. Formatore di insegnanti in Lombardia e nelle regioni del Sud. Ha lavorato 9 anni all’IRRSAE-IRRE Lombardia dove si è occupato di Progetti Europei di formazione docenti e di analisi statistiche di dati internazionali sugli apprendimenti (Progetto OCSE-PISA). Attualmente, per conto dell’Invalsi, si occupa di valutazione delle scuole italiane e, per conto dell’USR Lombardia, è impegnato nelle attività di valutazione dei Dirigenti Scolastici”
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