Ricky Feynman avrebbe 100 anni – di Roberto Ceriani

"Grande suonatore di bongo. Seduttore a tempo pieno. Premio Nobel per la Fisica": nel 1988 uno scienziato italiano tuo amico ti dava l’ultimo saluto con questo necrologio; questa piccola dichiarazione d’amore mi fece ingelosire. Oggi sarebbe il tuo centesimo compleanno. Auguri Prof. Richard Feynman!

Nel 1969, studente di Fisica appena uscito dall’ITIS, non ero capace di chiedere “a cup of tea” in un bar di Londra, ma i tuoi libri erano chiarissimi anche in inglese! Quegli impagabili disegni dei campi elettromagnetici sembravano uscire dalla carta per mostrare in 3D quello che passava dalla tua fertile mente alla mia giovane immaginazione spaziale.

Che meraviglia quei testi che avevi scritto in California fra una conquista e l’altra. Non erano ancora stati tradotti in italiano, erano contestati dalla tua Università, ma accidenti quanto erano chiari! Quei campi vettoriali e quegli integrali di linea sembravano più l’immagine mentale di un mondo materiale che la rappresentazione figurata di complicate tecniche matematiche.

Nel 2000, lavorando al progetto europeo che ha introdotto il CLIL in Italia, pensavo costantemente a te: dicevo ai colleghi increduli che era più facile studiare sui tuoi libri originali che su quelli scritti in italiano. Sulle tue pagine ho imparato la passione per la Fisica e costruito l’amore per insegnarla. Scrivevi e disegnavi con una chiarezza e una semplicità che non ho mai più ritrovato nei libri italiani, strapieni di subordinate e parole più difficili delle tue in inglese.

Il tuo maestro Einstein ti aveva detto che la Fisica deve essere spiegata nel modo più semplice possibile, ma non in modo semplice. Questo l’ho imparato da te, Richard; è stata la mia guida professionale in tutti i corsi di Fisica che poi ho tenuto al Liceo.

Purtroppo non ho più in casa i tuoi bellissimi libri. Dopo aver dato ogni esame li rivendevo a prezzo maggiore di quello di acquisto. Una piccola truffa? Non proprio: li rivendevo corredati con i miei appunti di studio, scritti con la famosa biro a quattro colori: in rosso la traduzione delle parole difficili, in nero le equazioni intermedie con i passaggi matematici mancanti, in blu scrivevo appunti vari in stampatello. Poi c’era il verde, che non ricordo a cosa servisse, ma usavo anche quello.

Riuscivo a rivendere a 10.000 lire un testo usato, acquistato nuovo per 7.000 lire. Un piccolo business necessario per comperare il libro successivo.

I tuoi famosi diagrammi, con cui hai rivoluzionato in tutto il mondo l’insegnamento dell’Elettrodinamica Quantistica, aggiungevano poco alle complicatissime equazioni di campo di questa ostica disciplina, però le rendevano comprensibili. Sembrerà poco, ma quei diagrammi hanno definito un prima e un dopo nell’insegnamento della Fisica.

Eri un fisico scanzonato e impertinente, al pari del tuo collega sovietico Lev Landau, grande teorico come te e grande seduttore come te, che passò un anno in Siberia per avere preso in giro Stalin. I libri di Lev non erano tradotti neanche in inglese e per leggerli avevo studiato russo per due anni. Su una cosa però Landau ti ha battuto: lui morì ben due volte, nel 1962 e nel 1968.

La prima volta fu per un gravissimo incidente stradale. Si mobilitarono i migliori neurochirurghi di tutto il pianeta per salvare quel meraviglioso cervello ferito. Portarono a Mosca intere sale operatorie americane, nonostante il mondo fosse diviso in due blocchi e la Guerra Fredda impedisse ai fisici di scambiarsi pericolosi segreti nucleari.

Lavoravo per pagarmi gli studi e tu e Lev eravate i miei due eroi scientifici; in voi vedevo il mio sottile spiraglio per curiosare oltre i due blocchi che dividevano il pianeta.

Grazie a voi due intravedevo nella scienza un patrimonio mondiale da non disperdere. Insegnare Fisica è stata poi la mia parte per far capire ai giovani il valore di una teoria scientifica, i dubbi e la difficoltà della ricerca. E’ stato il mio piccolo contributo per abituarli all’umiltà di fronte alla natura e ai dati sperimentali.

Forse era un modo semplice per capire che nessuno ha la verità in tasca, ma che tutti possono contribuire a cercarla. Forse era anche un modo per abituarsi ad ascoltare e accettare l’altro.
Forse era anche un modo per fare politica, almeno nel senso migliore della parola.

Grazie Prof. Feynman, anzi grazie Richard. Buon compleanno a te, grande suonatore di bongo…


Claudio Cereda

Se andate sulla funzione di ricerca  in fondo alla pagina e digitate Feynman troverete molti articoli che ne parlano perché questo personaggio è anche uno dei miei padri ispiratori. E se andate a vedere il mio corso di fisica vedrete che il layuot delle pagine imita le lectures con quella colonna bianca sul bordo esterno della pagina dove stanno le immagini, i richiami e dove, sulle lectures annotavo le mie osservazioni.

Era un grande dissacratore e in uno dei suoi libri anedottici racconta di una sua interazione con un gruppo di femministe americane che ad un congresso si erano radunate per contestarlo perché nelle Lectures aveva introdotto la differenza tra velocità media e velocità istantanea con un aneddoto che raccontava di una donna al volante fermata per eccesso di velocità e che spiegava al poliziotto di essere in regola visto che dato lo spazio percorsoe il tempo impegato per arrivare da casa  non poteva aver superato il limite.  Finì tutto bene grazie all'intervento della sorella minore Joan (donna e fisico) che riuscì a calmare le femministe. Osserva Ricky soddisfatto … e meno male che non ho aggiunto che anche il poliziotto (che non ci faceva una gran figura) era una donna.

Oltre alle Lectures on Physics, recentemente riedite in una versione depurata dagli errori redazionali e che potete scovare in rete, vi consiglio alcune letture gradevoli e spesso anedottiche (e mentre ve le cito mi rendo conto con rammarico di non averle mai recensite). Quelle divertenti e alla portata anche di chi non sa nulla e non ha interesse per la fisica sono le due di Zanichelli in cui Ricky racconta della sua infanzia (quando conquistava le casalinghe aggiustando le radio), delle beffe ai tempi di Los Alamos, del come liberarsi dallle formiche senza ucciderle, del come dimostrò coisa era successo nella tragedia dello Shuttle.

  • QED – la strana teoria della luce e della materia – Adelphi
  • Che t'importa di cosa dice la gente – Zanichelli
  • Sta scherzando Mr Feynman – Zanichelli
  • Il senso delle cose – Adelphi
  • La legge Fisica – Boringhieri
  • Il piacere di scoprire – Adelphi
  • Sei pezzi facili – Adelphi

 

COMMENTI

Info su Roberto Ceriani

Roberto Ceriani, classe 1950, laureato in Fisica, dopo molti anni di insegnamento ha vinto il 1° concorso per Dirigente Scolastico e quindi, dopo aver fatto questo nuovo lavoro per alcuni anni, è andato in pensione per raggiunti limiti di età. Interviene spesso su Facebook su problematiche riguardanti il mondo della scuola. “Autore di libri di Fisica per Licei e di numerosi testi di divulgazione informatica. Formatore di insegnanti in Lombardia e nelle regioni del Sud. Ha lavorato 9 anni all’IRRSAE-IRRE Lombardia dove si è occupato di Progetti Europei di formazione docenti e di analisi statistiche di dati internazionali sugli apprendimenti (Progetto OCSE-PISA). Attualmente, per conto dell’Invalsi, si occupa di valutazione delle scuole italiane e, per conto dell’USR Lombardia, è impegnato nelle attività di valutazione dei Dirigenti Scolastici”
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Una risposta a Ricky Feynman avrebbe 100 anni – di Roberto Ceriani

  1. valerio grassi scrive:

    Di Ricky ce n'è stato uno solo ed era Kakà. Feynman era Dick. Lev Landau non era assolutamente chiaro come Feynman. Entrambi erano di origine ebrea. Normalmente si pensa ai tedeschi, a Wagner come antisemiti, ma i Russi sono peggio. Quindi Landau doveva essere proprio un fenomeno se gli hanno lasciato spazio.
    La tesi di Feynman è in rete come pdf, il relatore era Wheeler, che c'entra Einstein?

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