Milano 1968: la gestione della prima occupazione di Scienze

Presa la decisione di occupare l'area didattica dei diversi istituti di matematica, fisica, biologia, scienze naturali e geologia (assemblea del 28 febbraio e documento di inquadramento) la assemblea si struttura in commissioni che si occupano di sbocchi professionali, diritto allo studio, tematiche dell'insegnamento, scuola e società, la selezione, didattica di massa, ricerca di massa; un lavoro particolarmente importante riguarda la realizzazione di gruppi di studio che lavorano su Lettera ad una professoressa di don Milani. Ne vengono ciclostilate oltre un migliaio di copie e i lavori di commissione si alternano a quelli di discussione sui temi posti dalla lettura della lettera.

Il comitato di agitazione mantiene aperto il canale di trattativa con le autorità accademiche e se ne ha il riscontro dalla lettura delle quattro mozioni di assemblea (una alla settimana) che si concludono con quella finale che pone termine alla occupazione.


Nella prima assemblea sembra incardinarsi una trattativa in ordine ad una completa ristrutturazione della didattica frontale in cui trovino spazio il controllo dei ritmi di insegnamento e il decentramento della didattica. Nella mozione si fa riferimento al documento sulla didattica (allegato) che dovrebbe fare da asse all'azione rivendicativa, ma allo stato non ne siamo venuti in possesso. Chi ne avesse copia si faccia avanti.

5 marzo 1968

L' Assemblea degi studenti di matematica, fisica, biologia, scienze naturali e geologiche

PRESA VISIONE

delle mozioni e dei documenti dei docenti di matematica, fisica, biologia, scienze naturali e geologiche

PRENDE ATTO

dell'atteggiamento costruttivo che hanno assunto i suddetti professori alla unanimità.

Considera condizioni preliminari per iniziare un costruttivo lavoro di riorganizzazione della didattica, i seguenti:

  1. Dichiarazione in cui si assumono come modello di partenza le linee contenute nel documento sulla didattica allegato.
  2. Dichiarazione sull'impiego a pieno tempo di docenti ed assistenti ed elenco di quelli in tali condizioni con competenze rispettive

Come proposte operative richiede la costituzione di commissioni cui partecipino, studentim, assistentio, docenti, secondo le seguentri norme:

  1. Si assume come nparametro di base non la attuale divisione di insegnamenti (esempio analisi, algebra, fisica, …) ma il tempo di lavoro setrtimanale di studenti e di studenti lavoratori per ogni asnno di corso (in seguito semestre).

  2. Ogni commissione deve proporre la suddivisione del tempo di lavoro settimanale:
a) in gruppi di studio attinenti agli attuali insegnamenti
b) in lezioni introduttive degli argomenti di studio
c) in seminari proposti liberamente dagli studenti, anche su argomenti diversi daglki attuali inbsegnamenti
d) in altri strumenti che verranno ritenuti validi per la formazione degli studenti
e) in gruppi di studio in tempi e modi adatti per gli studenti lavoratori
  1. le proposte di commissione per anno di corso devonoi essere coordinate da una commissione di coordinamento che deve stendere un piano di lavoro per gli interi corsi di laurea.

I risultati di queste commissioni devono essere discussi e approvati dall'Assemblea degli studenti e dai competenti organi dei dovcenti (in particolare dal Consiglio di Facoltà).


Il Rettore e il Senato accademico vanno verso la rottura e la assemblea propone una richiesta minimale per giungere ad uno sblocco

16 marzo 1968

L'assemblea degli studenti di matematica, fisica, biologia, Scienze Naturali

RILEVA

che risposta le proposte costruttive presentate dall'Assemblea stessa è pervenuto da parte del Rettore del Senato accademico un documento che, formulato in termini intimidatori, mira a chiudere la possibilità di serie e proficue trattative.

Ciononostante l'assemblea

DECIDE

in accordo alle mozioni approvate, di chiedere ancora una volta Agli organi competenti dell'università, una risposta scritta, entro il 20 marzo 1968, sui seguenti punti:

1) riconoscimento dell'assemblea degli studenti

2) pubblicazione degli organici e dei bilanci

L'assemblea considera Inoltre la risposta scritta i punti succitati condizione preliminare indispensabile per ogni inizio di trattativa, che si svolgeranno secondo le linee delle mozioni approvate.

PROPONE

la costituzione di una commissione di collegamento con tutte le facoltà occupate che organizzi al più presto un'assemblea generale degli studenti dell'Università degli Studi di Milano, per elaborare una strategia comune della lotta contro le autorità accademiche.

approvata con 186 sì, 107 no, 27 astenuti


Il 15 marzo, e dunque il giorno precedente la mozione precedente, il Consiglio di Facoltà si era riunito rispondendo per iscritto alle richieste del movimento. Si tiene pertanto una nuova assemblea di valutazione delle proposte delle autorità accademiche. Si è ormai entrati in una fase di trattativa e la mozione lascia intendere che ci si avvii ad una conclusione.

Gli obiettivi vengono distinti tra quelli per l'anno in corso e quelli per il successivo prevedendo i semestri, la revisione dei piani di studio e la generalizzazione della metodologia dei gruppi di studio.

21 marzo 1968

L'assemblea degli studenti di matematica, fisica, biologia e scienze naturali, rileva nella mozione approvata dal consiglio di Facoltà il 15 marzo 1968 alcuni spunti per un possibile dialogo.

CONSIDERA

tuttavia con grave perplessità il fatto che nella mozione suddetta manchi qualunque riferimento a precise scadenze per l'attuazione dei gruppi di studio e manchino precise garanzie circa il mutamento dei criteri d'esame e circa l'inserimento nell'ambito Universitario di temi a carattere sociale e politico.

DECIDE

pertanto di:

  1. Iniziare le trattative con il corpo docente, nello stato di occupazione, per avere sufficienti garanzie per il raggiungimento degli obiettivi del movimento studentesco.
  2. Allegare la regolamentazione dell'assemblea, come richiesto nella mozione del consiglio di Facoltà del 15 marzo 1968
  3. Istituire delle commissioni miste secondo quanto previsto dal documento approvato il 14 marzo 68 in questa assemblea (forse c'è un errore di data,oppure c'è stata una assemblea anche il 14 di cui manca la mozione, ndr)
  4. Precisare alcuni punti che ritiene irrinunciabili e le scadenze entro cui si devono articolare le trattative

A) Per l'anno accademico in corso 1967-1968

  • Immediata attuazione dei gruppi di studio, a carattere libero e sperimentale, in tutti i corsi oggi esistenti. Tali gruppi avranno carattere sostitutivo, rispetto alle lezioni tradizionali, per coloro che li frequentano. Attuazione di gruppi in orario adeguato per gli studenti lavoratori.
  • Valutazione dello studente partecipante ai gruppi secondo le linee del documento sulla didattica
  • Anche gli esami finali dei corsi tradizionali dovranno concludersi con una discussione pubblica e una motivazione scritta del giudizio
  • Inserimento nel orario settimanale dello spazio necessario per i seminari su temi sociali e politici, proposti dal Movimento studentesco
  • Apposizione anticipata delle firme di frequenza
  • Partecipazione di studenti, come osservatori, a tutti gli organismi universitari (Consiglio di facoltà, Consigli di istituto, Consiglio di amministrazione, Senato accademico).

B) Per il futuro anno accademico 1968 1969

  • Divisione del medesimo in semestri
  • Costituzione dei gruppi di studio obbligatori e sostitutivi dei corsi tradizionali
  • Applicazione delle proposte contenute nei documenti sulla didattica
  • Discussione ristrutturazione dei piani di studio dei singoli corsi di laurea

C) Le commissioni decisa dall'Assemblea si riuniranno oggi pomeriggio 21 marzo e prenderanno contatti con i docenti per stabilire l'inizio delle contrattazioni

L'assemblea degli studenti sottolinea che le trattative con il Corpo Docente rappresentano un momento iniziale per la realizzazione degli obiettivi del movimento studentesco. L'Assemblea Tuttavia ribadisce che il movimento studentesco è fortemente intenzionato a continuare la contestazione dell'attuale struttura autoritaria e classista della università.


Il 25 marzo a Milano ci sono gli scontri di Largo Gemelli, davanti alla Università Cattolica. Gli attivisti del Movimento di Scienze sono presenti e come molti studenti milanesi subiscono le cariche da parte della polizia che esce dalla caserma S. Ambrogio in largo Gemelli.

Il giorno 27 alla assemblea che deciderà la fine della occupazione si farà anche un resoconto di quegli incidenti che, per molti di noi rappresentarono la prima manifestazione con cariche poliziesche. Si osservi che, per la prima volta il movimento fa riferimento al contesto esterno alla Università e inizia a riflettere sul suo rapporto con la politica generale e con lo stato.

27 marzo 1968

L'assemblea di scienze fisiche, matematiche, biologiche e naturali, dopo 30 giorni di occupazione

RILEVA

che da parte del Corpo Docente vi è stato, in linea di principio un riconoscimento delle istanze avanzate dal Movimento studentesco.

LAMENTA

però che questo riconoscimento non si è tradotto in fattiva collaborazione di tutti i collegi dei tre corsi di laurea.

Tuttavia l'assemblea

DECIDE

per iniziare le necessarie sperimentazione della nuova didattica e per non creare le premesse di un disagio nei riguardi degli studenti, di togliere lo stato di occupazione.

L'assemblea

AFFERMA

altresì che il movimento studentesco non rinuncia alle proprie rivendicazioni, ma continua la lotta nell'ambito delle strutture da esso proposte.

Il movimento studentesco quindi, pur accettando la ripresa delle attività didattiche, si riconosce il diritto di assicurarsi lo spazio e il tempo necessario per la propria attività (assemblea, commissioni, seminari…) e sostiene la stretta necessità di uno stretto collegamento con i movimenti studenteschi cittadini.

I recenti fatti chiaramente dimostrano che la contestazione studentesca delle strutture universitarie (discorso del diritto allo studio e sulla università critica) è in realtà una contestazione dell'attuale struttura sociale e politica. Per questo le giuste rivendicazioni studentesche hanno come controparte non solamente le autorità accademiche, ma soprattutto il potere costituito, che perciò si avvale della Brutale repressione poliziesca.

Il movimento studentesco deve continuare la sua azione con gli altri movimenti studenteschi cittadini e con tutte le forze che li vorranno appoggiare, fino alla restituzione degli atenei milanesi agli studenti.

L'azione deve risultare più incisiva possibile Per sensibilizzare l'opinione pubblica che è falsamente informata dalla stampa borghese.

Approvata con 295 si 210 no e 31 astenuti


Disoccupata l'Università inizia la sperimentazione di quanto ottenuto. Allora frequentavo il III anno di Fisica e vado a memoria. C'erano da superare 5 esami: elettronica con il professor Degli Antoni, laboratorio di elettronica con la professoressa Zetta, Metodi Matematici per la Fisica con il professor Cirelli, Istituzioni di Fisica Teorica con il professor Prosperi e Struttura della Materia (che nessuno frequentava per via della noia) con il professor Tagliaferri.

Ero fortunato perché Metodi e Teorica erano i due scogli per diventare un fisico e durante la occupazione avevamo fatto un grosso lavoro con ricercatori e assistenti nella applicazione della metodica dei gruppi di studio (30 e lode in metodi, la prima lode, e 30 in Teorica).

Per elettronica il rapporto con il professor Degli Antoni andò consolidandosi anche perché l'interazione, che era già molto forte, aumentò (ricordo una discussione contro il principio di autorità a proposito di un meccanismo di funzionamento dei semiconduttori). Degli Antoni ripetè la spiegazione e di fronte alla mia obiezione, secondo cui la cosa non era convincente, mi disse che si trattava della spiegazione di Enrico Fermi, al che replicai che sarà stata anche di Fermi ma continuava ad apparirmi non convincente. Fu così che diventammo amici e mi fece poi da relatore per la tesi. La mia tesi (sulla logica a infiniti valori con le corrispondent5i applicazioni alla intelligenza artificiale) me la richiese nei primi anni 90 per usarla in qualche corso che teneva a Crema; gliel'ho mandata volentieri e ora che è morto immagino che non la rivedrò più.

Per laboratorio di elettronica misi a frutto il mio passato di perito elettronico e arrivò un'altro 30. Non avevo mai dato così tanti esami nella sessione estiva e in autunno (dopo aver dato struttura con 27) mi dedicai anima e corpo al movimento e poi alla costruzione della cellula di Avanguardia Operaia. Incominciai anche a lavorare a metà tempo (come perito) presso il gruppo di fisica dello spazio e così, tra politica e lavoro, il quarto anno non diedi esami sino in autunno.

 

COMMENTI

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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