una rapina finita male

La rapina del sedicenne napoletano nei confronti di un carabiniere in borghese ci ha fatto uscire dalla grande bolla del coronavirus e riportato ad alcune realtà del bel paese.

Ne ho parlato subito su Facebook non perché ci sia scappato il morto, non perché il morto sia un minorenne, non perché il fatto sia avvenuto a Napoli, ma per quello che è successo dopo e che in parte continua.

  • Il pronto soccorso dell'Ospedale dove era stato portato il giovane rapinatore è stato assaltato e vandalizzato da una folla inferocita di amici, parenti e complici, …
  • La caserma dei carabinieri in cui era in corso l'interrogatorio del giovane complice (quello che guidava lo scooter) è stata fatta oggetto di colpi d'arma da fuoco..
  • Il padre del giovane rapinatore è comparso in video, inquadrato dal torace all'ombelico, giusto per farci capire chi sia e, in napoletano stretto, ha insistito sulla linea del me l'hanno ammazzato. Non una parola sulla normalità di un figlio poco più che adolescente (di cui volutamente non pubblico la foto) che va a fare le rapine e sui messaggi di legalità che gli ha trasmesso in questi anni. Sulla stessa linea si sono mosse le zie e la nonna.

Come capita in queste occasioni ho sentito di tutto:

  • il carabiniere è addestrato e doveva mantenere il sangue freddo, ma perché il carabiniere era armato?, come fa un carabiniere ad avere il rolex ?, il carabiniere doveva capire che sotto il casco integrale e lo scaldacollo c'era un ragazzino, il carabiniere doveva capire che si trattava di una pistola giocattolo anche se da essa erano stati eliminati i tratti distintivi, a chi era diretto il terzo colpo esploso dall'arma del carabiniere?, non è vero che il carabiniere si è qualificato, il problema è di tipo sociale, …
  • ci vuole la pena di morte, bisogna dare l'esempio e la cosa migliore è un colpo in frontre, certe cose succedono solo a Napoli, forse non era una semplice rapina ma la prova generale per l'affiliazione alla camorra e questo spiega l'uso di un'arma giocattolo e il successivo assalto al PS, si è trattato di un normale incidente sul lavoro, ma perché i magistrati aprono il fascicolo per eccesso colposo in legittima difesa e non arrestano quelli che hanno devastato il PS?

La mia opinione è la seguente:

  • non si è trattato di padroncino che per difendere la roba ha sparato alle spalle di un ladro in fuga, ma di una rapina a mano armata finita nel sangue
  • la giovane eta del rapinatore ci fa soffrire ma essa non era acclarabile e una rapina a mano armata rimane tale qualunque sia l'eta di chi la compie
  • cosa accada in quelle frazioni di secondo è l'effetto di tante cose (la difesa dei propri beni, il fatto di avere un'arma, il fatto di essere addestrato e che dopo tutti i warning si salva chi spara per primo, la presenza della fidanzata, il maledetto Rolex simbolo di status, …). Di sicuro non si è trattato di una riunione di autocoscienza.
  • i carabinieri sono una forza armata dello stato democratico che grazie ad una presenza capillare sul territorio svolge una importante funzione di pubblica sicurezza. C'è chi li chiama sbirri e pensa di vivere ai tempi di Gaetano Bresci, non è i mio caso. Nei miei ultini anni di insegnamento e poi da Dirigente Scolastico ho collaborato con loro in numerosi progetti di educazione alla legalità. Ho scoperto persone colte, equilibrate, attente ai problemi della condizione giovanile, in molti casi più tolleranti dei professori stressati da certi comportamenti border line.
  • c'è una questione di malavita napoletana che non è corretto trattare come un elemento di folklore (da pacco, contropacco e contropaccotto) e che non va giustificata perché frutto di malessere sociale
  • credo che le indagini sui fatti del PS e sulla sparatoria alla caserma oltre che quelle del tribunale de minori nei confronti della famiglia della vittima siano altrettanto importanti quanto quelle sulla dinamica del fatto

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
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