le domande che ci facciamo sul Nord

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22-Aprile notte. Guardavo un post di 3-4 giorni fa in cui dicevo che l’andamento della curva, anzi della retta mediana delle variazioni giornaliere dei positivi (d’ora in poi chiamiamoli “malati”) sarebbe arrivata a zero il 22 o il 23 Aprile.

Poi mi ha fregato ed è scesa appena sotto lo zero il 20. Poi per farmi un favore, dato che è solo una mediana, oggi ha fatto risalire il numero quotidiano quasi a zero (-10). Chissà devo aver fatto pena a qualcuno lassù con la depressione di ieri.

Oramai non credo che ci sia molto ancora da dire sulle curve. Quella dei nuovi malati continua il suo zig-zag su quella media lineare e continuerà a scendere come i numero dei ricoveri generici (oggi -330) e quello dei ricoveri in TI (-87). Continuerà a salire il numero dei guariti (oggi quasi a 3.000, valore massimo da inizio contagio). Continuerà a diminuire la media giornaliera dei morti (oggi +437, ma la media dell’ultima settimana, per la prima volta è scesa sotto i 500/giorno) ma sarà sempre troppo lenta.

Per cui smetterò di dare un bollettino quotidiano, perché l’inversione è arrivata e continuerà. Se ci saranno variazioni importanti, spero solo in senso positivo, magari le commenterò. Da ora ci sarà da attendere con pazienza che le cose continuino a migliorare, sperare che non si facciano mosse avventate e che non si accenda un nuovo focolaio da qualche parte.

Un consiglio agli amici del centro-sud, poiché lì le cose migliorano con più chiarezza e si potrebbe credere che si possano allentare le briglie, ma c’è un importante fattore negativo. Mentre al nord, il numero dei contagiati è stato enorme e ancora a Milano e Torino cresce in modo terribile, però ci sarà anche una maggiore “immunità di gregge”, al centro sud sarete meno resistenti al contagio proprio perché l’epidemia ha toccato o sfiorato un numero molto minore di persone (rapporto tra 1 a 5 e 1 a 10).

Quindi occhio, nel dubbio state un passo indietro. Resta invece la pena del nord dove si continua a soffrire ed a morire molto. Sarebbe davvero bello che qualcuno tentasse una spiegazione di questo ancora forte aumento di contagi. Le morti preoccupano meno (si fa per dire) perché sono la conseguenza di ciò che accadeva due settimane fa, i contagi no.

Sicuramento c’è l’effetto tamponi, più ne fai più asintomatici trovi, ma non mi risulta che siano iniziate grandi campagne di tamponi o test sierologici, quindi in gran parte i tamponi sono fatti a chi arriva in ospedale con sintomi, ma non ne sono sicuro. Vorrei che qualche giornalista facesse questa domanda a Borrelli o a Fontana: da dove provengono i nuovi malati?

Sappiamo che il massimo di contagio si verifica soprattutto nell’area urbana milanese. Vengono dalle RSA? Vengono da case dove gli asintomatici contagiano il resto della famiglia? Se ne trovano di più perché finalmente c’è una maggiore attività di tamponi da parte dei medici di famiglia? Perché ci sono squadre che si muovono con questo scopo e comunque dove li trovano? Trovo strano che da parte delle autorità politiche o sanitarie non ci si ponga la domanda o non si analizzino i dati.

Analizzare per intervenire e risolvere, dovrebbe essere la linea guida, soprattutto ora che negli ospedali si respira un po’ di più.

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Info su Bruno Petrucci

Geologo professionista, nato a Salerno 1946 e laureato a Milano nel 1975. Attività di pianificazione sismica, tramite studi di micro-zonazione nel post-terremoto dell’Irpinia (1980) e successivamente tra il 1986 ed il 2009 nel territorio Lombardo ove ha operato parallelamente nell’ambito della pianificazione territoriale alla luce del rischio idrogeologico. Nello stesso periodo si è occupato di studi di fattibilità grandi opere (strade e dighe) e ricerche idriche in Italia, Asia, Sud America ed Africa. Attualmente impegnato in indagini idrogeologiche e ricerche di acque sotterranee in paesi in via di sviluppo, particolarmente in Somalia, Kenya, Tanzania e Libano. Attività di insegnamento nell’ambito del Master “Le risorse Idriche nei Paesi in Via di Sviluppo” presso l’Università di Milano Bicocca dal 2004 ad oggi. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Geologi dal 1984.
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