esame di maturità … o conclusivo … o scrutinio

L'ordinanza sugli Esami di Stato nella Secondaria Superiore è stata resa disponibile in bozza e le principali novità sono le seguenti:

a) Il punteggio di 100 è ripartito in 60 punti di credito (18,20,22 nei tre anni) e 40 punti per il colloquio
b) L'esame consiste in un solo colloquio, della durata indicativa di un'ora, articolato in 5 fasi e che si svolge in presenza (cioè a scuola)
c) la valutazione del colloquio si svolge a fine giornata sulla base di un modello di valutazione facenter parte della ordinanza
d) la commissione è composta da 6 membri interni e un presidente esterno che ne presiede due.

A proposito della composizione della commissione, visto che si tratta di colleghi che hanno già lavorato insieme per uno o più anni, sarebbe opportuno che in ogni commissione fosse presente il coordinatore del Consiglio di Classe e che egli svolga la funzione di interlocutore/facilitatore del lavoro del Presidente esterno.

Questo in sintesi; vediamo ora alcune osservazioni o criticità con un occhio particolare a due tipologie di scuola che ho conosciuto abbastanza bene prima di andare in pensione: il liceo scientifico e l'istruzione tecnica.

In premessa svolgo una considerazione di ordine generale. Gli esami o si fanno o non si fanno. Le nostre norme generali prevedono che ci siano e, per abolirli seppur temporaneamente data la condizione di emergenza, sarebbe stato necessario un provvedimento di rango legislativo. Avrei preferito questa strada perché, per ragioni di necessità, quello che affronteranno gli studenti non sarà un esame (mancanza di uno scritto, composizione interna della commissione) ma una mezza sceneggiata che faccia da premessa allo scrutinio che si sarebbe potuto svolgere anche senza la sceneggiata. Questo, in sintesi, è quello che penso e, piché il dado è tratto, passo ad esaminarne le diverse fasi e criticità.

il credito

Nel 2018 era di 25 punti, è passato a 40 nel 2019 e passa ora a 60 con una rinormalizzazione ai nuovi massimi dei crediti degli anni precedenti. I cento punti sono così divisi in Sessanta al credito e Quaranta all'esame (colloquio). Quella del credito così alto a causa della anomalia del corrente anno che si è svolto con regolarità solo sino a febbraio, mi pare una fiche pesante a favore della tesi secondo cui questo non è un esame conclusivo, ma piuttosto uno scrutinio finale relativo ai 5 anni di studio.

La rinormalizzazione dei punteggi di III e IV riferiti alle nuove fasce e l'assegnazione del credito di V avverranno in sede di scrutinio finale.

il colloquio e la sua articolazione

L'ordinanza prevede 5 fasi che avranno necessariamente peso e durate diverse:

1) "discussione di un elaborato concernente le discipline di indirizzo individuate come oggetto della seconda prova scritta … L’argomento è assegnato a ciascun candidato su indicazione dei docenti delle discipline di indirizzo medesime entro il 1° di giugno. L’elaborato è trasmesso dal candidato ai docenti componenti la sottocommissione per posta elettronica entro il 13 giugno."

Si tratta, in sostanza, della vecchia fase di apertura del colloquio riveduta e corretta nel senso di disporre di un lavoro di ricerca su tematiche di indirizzo ma che sia stato pre-vagliato dai docenti con riferimento all'argomento (assegnato e non scelto dallo studente). Se posso dare un  consiglio sia ai vecchi colleghi, sia ai candidati: fare in modo che la scelta consenta agli studenti migliori di evidenziare un eventuale lavoro di riceerca e di passione genuina (con tanto di apparato bibliografico) e lasciar perdere il volevamo stupirvi con effetti speciali.

Mi piacerebbe una scuola in cui l'ultimo anno sia di coronamento e orientamento e dunque ben vengano gli approfondimenti. Ci sarà naturalmente chi si farà eteroprodurre l'elaborato ma la cosa, per altro, diventerà evidente dopo la prima domanda che prende spunto da qualcosa che è stato presentato e su cui si chiedono dei chiarimenti.

2) "discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno e ricompreso nel documento del consiglio di classe" - un po' di analisi testuale in mano al docente di lettere in un contesto in cui (ahimè) non potremo mai vedere la capacità di scrittura.

Il documento del CdC contenente storia, esperienze, contenuti,… viene spostato, per quanto riguarda la sua pubblicazione, dal 15 al 30 maggio e poiché viene solitamente steso materialmente dal Coordinatore, per questa ragione è bene che egli sia in commissione.

3) "analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione". In proposito all'articolo precedente della O.M. si precisa "La sottocommissione provvede alla predisposizione dei materiali … prima di ogni giornata di colloquio, per i relativi candidati. Il materiale è costituito da un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema ed è finalizzato a favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline e del loro rapporto interdisciplinare".

E' sicuramente la parte più spinosa (e più importante) del colloquio perché si tratta di far lavorare collegialmente la commissione sia nella scelta dell'argomento sia nella trattazione-interazione con il candidato. Inoltre, per ragioni di riservatezza, la scelta del materiale da proporre viene prevista ad un indefinito prima di ogni giornata di colloquio. Chi scrive le ordinanze è da sempre maestro di ambiguità. Prima quando? Al termine dei collloqui del giormo prima? La mattina prima dell'inizio? Mi vengono in mente le discussioni passate circa la scelta delle materie per la III prova e peggio ancora la scelta dei quesiti tra quelli presentati in numero almeno doppio la mattina stessa della prova.

Inoltre, come è noto, nella scuola superiore l'insegnamento è largamente caratterizzato da monadi che non comunicano e, improvvisamente saremo costretti a farle comunicare. Per questa ragione ho suggerito in premessa la importanza del ruolo del Coordinatore del CdC. Rispetto alla trattazione durante il colloquio dò un consiglio d'amico agli studenti: evitate per favore le frasi del tipo … e qui mi collego anche se qualcuno vi avrà detto che dovete toccare tutte le discipline rappresentate in commissione perché senno la professoressa tal dei tali poi si offende. La capacità di effettuare collegamenti sensati npn consiste nell'interrompere una argomentazione per passare ad altro. In quel caso, più che collegarsi ci si scollega.

4) "esposizione da parte del candidato, mediante una breve relazione ovvero un elaborato multimediale, dell’esperienza di PCTO svolta nel corso del percorso di studi".

Per i non addetti PCTO = Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento (sigh! Povera Alternanza Scuola-Lavoro). Mi sa che nella maggioranza dei casi si prenderà atto cercando di sbrigarsela prima possibile.

5) "accertamento delle conoscenze e delle competenze maturate dal candidato nell’ambito delle attività relative a Cittadinanza e Costituzione".

Come sopra con qualche eccezione per i politicamente impegnati e per quelli impegnati nel volontariato.

Il colloquio e la sua valutazione

La esposizione e discussione dovrebbe durare un'oretta ma è probabile che prenda più tempo; al termine bisognerà fare la verbalizzazione (sintetica ma esaustiva) e poi probabilmente, prima che entri il candidato successivo la commissione cercherà di capire con quale punteggio valutarlo perché a fine giornata potrebbero sfuggire elementi che è bene prendere in esame subito.

L'Ordinanza contiene un allegato con la griglia di valutazione (immagione a fine articolo) che è di tipo unico (una stessa per tutte le fasi) e che vede la presenza di 5 indicatori con i relativi descrittori che riguardano 1) la acquisizione dei contenuti (1÷10), 2) le capacità di utilizzare e collegare le conoscenze (1÷10), 3) la capacità di argomentare e rielaborare (1÷10), 4) la padronanza linguistica tecnica e generale (1÷5), 5) la capacità di analisi e comprensione della realtà (1÷5).

Sarà opportuno che la Commissione nello stendere i criteri di conduzione ne verbalizzi i tempi di massima e i pesi relativi in modo di riuscire agevolmente a costruire la griglia di valutazione unitaria.

La questione del come valutare, del distinguere tra misurare e valutare, del valore prodromico alla valutazione di una misurazione che faccia da zoccolo duro, del rapporto tra analisi e sintesi nell'esporre e nel valutare … ci entreranno alla grande e certamente ogni consiglio di classe, nella forma più ristretta di commissione d'esame, farà a modo suo, con diversità nell'ambito di una medesima istituzione scolastica, di una stessa città, regione …

Per anni, tra gli addetti ai lavori e tra i docenti appassionati, si è discusso di queste faccende perché ciò che caratterizza la valutazione in sede di esame nazionale dovrebbe essere una sorta di uniformità di item e di uniformità di giudizio. L'Invalsi si è occupato di queste faccende tra spinte al rinnovamento e frenate neocorporative. Non ci sarà standardizzazione delle valutazioni e tra le altre cose, per evitare che i candidati vengano penalizzati, invece di assegnare un punteggio ai diversi indicatori (con il che si finisce sempre in basso) si partirà probabilmente dal totale. Gli diamo 34 e se deve venire 34 facciamo 8+8+8+5+4; no forse è meglio 9+9+7+5+4 … con un occhio al punteggio del credito.

In tanti anni, da Commissario prima e da Presidente poi, ho notato la difficoltà delle commissioni a soddisfare un requisito importante di ogni esame ribadito anche nella ordinanza di quest'anno: "La verbalizzazione descrive le attività della sottocommissione in maniera sintetica e fedele, chiarendo le ragioni per le quali si perviene a determinate decisioni, in modo che il lavoro di ciascuna commissione risulti trasparente in tutte le sue fasi e che le deliberazioni adottate siano congruamente motivate". Rispettate le norme e non abbiate paura di raccontare come è andata: va bene essere sintetici ma non laconici. Il giudizio di una commissione d'esame non è mai sindacabile nel merito, ma può esserlo per difetto di motivazione e per illogicità. Buon lavoro alle commissioni e ai candidati

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione
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