attesa – di Bruno Petrucci

E’ una sensazione di malessere che si accompagna da giorni, forse settimane e che non ha un filo diretto col Covid, quanto con le sue conseguenze.

Una sensazione che fa a pugni con l’aver ripreso ad andare in piscina, con le gite in montagna, col vedere che i negozi qui attorno, i bar, i ristoranti, hanno ripreso quasi tutti con un ritmo discreto. Insomma dovrei essere contento nel vedere una ripresa.

Poi vedo Positano e Venezia vuote e non so come conciliarle con Vimercate e Iesolo. Domenica a Pian dei Resinelli, in Valsassina, vicino Lecco, c’era una quantità di gente impressionante, tutti con aria spavalda di alpinisti o amanti della montagna in maglietta e pantaloncini e scarponcini fighi e occhiali e bastoncini e ini, ini, ini. E a scender giù con l’auto code a non finire. E come si concilia con i vetrai di Murano e i gondolieri e gli alberghi e le calli deserte?

Sì, certo, sono smarrito dalla mia inattività forzata, dal riempire le giornate con vado dal barbiere o dal dentista o dall’oculista o, ovviamente, in piscina a nuotare? Attesa, ecco, c’è un senso di attesa indefinita che aleggia su tutto, mentre la farmaceutica dove lavora Enrica produce anestetici a ritmi serrati.

L’ombra di settembre aleggia, tutti in TV dicono che non riescono a percepire cassa integrazione, bonus, finanziamenti, Conte le spara sempre più grosse mentre invece cerca a fatica di trovare mediazioni e non si capisce mai se ci sta prendendo, per il “naso” e se si prepara una partenza a palla delle grandi opere.

L’opposizione dice tutta fuffa, Berlusconi si riscopre vergine e perseguitato ed europeista convinto. I 5s non li sopporto nelle loro interviste volanti in cui mi appaiono come robot con discorso registrato, tutti privi di dubbi e incertezze. La grande semplificazione, la modifica del codice degli appalti, che se la leggete attentamente si vede che per “semplificare” hanno fatto 5-6 classi di appalti in base all’importo, in cui si semplificano seriamente solo quelle sotto i 150.000 euro.

Si riduce il possibile blocco da studi di impatto ambientale (VIA), ma non si dice come. E poi perché il PD fa resistenza su questa modifica degli appalti? Qui ci stiamo caricando di un debito che comunque lo si paghi, con gli interessi aggiuntivi, ci castrerà qualunque futura legge di bilancio e noi ci preoccupiamo del fatto che ci possano essere infiltrazioni della malavita?

Come ho già detto, potremmo aumentare i controlli dopo e fare le cose più semplici prima. L’autunno incombe, si prevede un crollo del PIL del 12 e rotti percento e noi ci preoccupiamo in primo luogo dell’infiltrazione della ndrangheta? Ma per l’amor di Dio, lo so che il nostro paese è sotto questa enorme spada di Damocle, ma nei telegiornali di oggi ho sentito di almeno 4 azioni di polizia contro la malavita organizzata. E’ come col Virus, imparare a vivere sapendo che c’è.

Poi ci sono quelli che dicono che il virus è una bufala, che si il virus si è spento, mentre Dio manifesta la sua presenza colpendo Bolsonaro dopo Boris Johnson (perché Trump no?). Sento solo interviste ad idioti che non scaricano l’app IMMUNI, perché sono preoccupati per la loro privacy o perché il virus non c’è più o perché lo dicono Salvini e Meloni?

Oppure sento che la gente si rifiuta di partecipare alla campagna di test immunologici e qui non si sa nemmeno il perché. E poi finalmente siamo tornati a denunciare i medici, quelli che abbiamo chiamato eroi, per fare un po’ di soldi con l’aiuto di avvucatucoli di bassa lega. E qui sotto sparano mortaretti per la vittoria 4-2 del Milan sulla Juve, no, tranquilli, non sono juventino, lo show, il circo del calcio mi fa pena da sempre e proprio mi sfugge il meccanismo di identificazione con squadre che cambiano allenatore ogni 3 mesi e giocatori che vengono da tutto il mondo e sono solo dei mercenari.

Dov’è la nuova Italia che doveva nascere sulle ceneri del Covid? Non sarà mica che il Covid rinascerà sulle ceneri della vecchia Italia di sempre? E quali sono le acquisizioni degli Stati Generali dell’Economia, e dove è finito il rapporto Colao che pareva dovesse riformare tutti i settori del paese? Chiacchiere, chiacchiere “sei solo chiacchiere e distintivo”.

In sintesi, come sempre dubbi, poi dubbi e poi ancora dubbi che si accavallano nella mia mente, perché io credo che nessuno sappia come uscire dal pantano, mentre c’è un grosso pezzo di paese che si sta facendo un ….. così per uscire davvero dalla crisi o comunque per sopravvivere ed il sentire i partiti di governo, così come quelli di opposizione che sanno tutto, hanno capito tutto, che non hanno dubbi mi dà la poco piacevole sensazione di essere preso per il ….

Ma deve rimanere solo un sogno un presidente del consiglio che si presenti alle telecamere e invece che parlare di bazooka e manovre storiche, e non lasceremo nessuno indietro e abbiamo risolto tutti i problemi ci dica con umiltà “scusate, la situazione è difficilissima, non ci sono soluzioni sicure e univoche, stiamo facendo il meglio che possiamo ma nel governo ci sono idee diverse su tanti punti ed è difficile e richiede tempo costruire mediazioni. Dovremo fare grande sacrifici e ci stiamo caricando di debiti che comunque dovranno pagare i nostri figli in futuro almeno per una decina di anni e però non possiamo non fare debiti. Nel frattempo stringiamoci insieme e invece di scannarci cooperiamo”.

A proposito, il dialogo con le opposizioni? Già lo so che mi direte che sono un illuso, ma è l’unica alternativa che ho rispetto alla soluzione dello Zio Vincenzo dei “Topi”: che paese di m….!

 

Info su Bruno Petrucci

Geologo professionista, nato a Salerno 1946 e laureato a Milano nel 1975. Attività di pianificazione sismica, tramite studi di micro-zonazione nel post-terremoto dell’Irpinia (1980) e successivamente tra il 1986 ed il 2009 nel territorio Lombardo ove ha operato parallelamente nell’ambito della pianificazione territoriale alla luce del rischio idrogeologico. Nello stesso periodo si è occupato di studi di fattibilità grandi opere (strade e dighe) e ricerche idriche in Italia, Asia, Sud America ed Africa. Attualmente impegnato in indagini idrogeologiche e ricerche di acque sotterranee in paesi in via di sviluppo, particolarmente in Somalia, Kenya, Tanzania e Libano. Attività di insegnamento nell’ambito del Master “Le risorse Idriche nei Paesi in Via di Sviluppo” presso l’Università di Milano Bicocca dal 2004 ad oggi. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Geologi dal 1984.
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