Francesco – di Antonio J. Mariani

E’ da otto secoli che il poverello di Assisi affascina e conquista.

C’incanta e ci sorprende anche solo a pensarci un attimo. Qualcosa del genere ci accade quando guardiamo l’umore gioioso di un cucciolo (poco importa se d’uomo o di animale), oppure quando, senza rendercene conto, ci s’innamora (poco importa se di un paio di fossette o di un campo di lavanda).

Lui, Francesco, ha a che fare con il pigolio di un passero, con l'infinitamente piccolo, con l’impercettibile, con l’umiltà e la semplicità.

Il denaro, che entra ed esce, niente ha a che fare con lui; il superfluo, men che meno.

Prima di approssimarsi al lebbrosario, ripulisce e ripristina chiese abbandonate, perché valorizzare l’esistente è un imperativo. E lo si trova ai margini, non al centro. Noi diciamo d’amarlo, in realtà, lo amare-ggiamo.

  • Lo amareggiamo ogni volta che a malapena tolleriamo (quindi, non rispettiamo) la presenza dell’altro (quello che non fa porte della schiera dei benvoluti), salvo, poi, opportunisticamente rivolgerci a lui al minimo bisogno;
  • lo amareggiamo ogni volta che diamo prova di serrare dentro tutto ciò, compresi i fili d’erba (contati ad uno, ad uno), che il rogito ha stabilito essere di nostra proprietà (che s’accompagna all’aggettivo “privata”, per ribadire l’intento osceno di “privare”);
  • lo amareggiamo ogni volta che, troppo presi dall’autocompiacimento, non c’impegniamo a comprendere, a togliere le pieghe, a rendere semplice;
  • lo amareggiamo ogni volta che facciamo scempio della parola, che lui ha magnificato attraverso il “Cantico delle creature”, esente di forme metriche, ma ricco di andamento ritmico.
  • Lo amareggiamo, infine, perché diciamo di ammirarlo, ma facciamo gli gnorri davanti al suo messaggio, interpretabile in quel che ebbe a dire Christian Bobin: egli non cerca la povertà. Cerca l’abbondanza che il denaro non può offrire.

Info su Antonio Mariani

Sono nato nel 1945. Finora (esagerando un po’), più o meno 7 vite: 1) dal 1960 al ’67 (quindi, dai 15 ai 22 anni): segretario di reparto in una nota azienda elettrodomestica; 2) ’67 e ’68 anni anni sabbatici (in giro in autostop) e leader movimento beat; 3) dal ’68 al ’73: esperienza “sessantottina” e pittorica; 4) dal ’73 al ’79: attività artistica e operatore culturale; 5) dal ’79 al '82: responsabile tv locale a Monza + direzione di due riviste cinematografiche; 6) dal 1982 al 2012 responsabile Banca Dati Tv-Cinema per Fininvest/Mediaset; 7) dal 2012, in pensione (dedicando l’attenzione non all’andamento nei cantieri, ma ai lavori in corso dell’esistenza).
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