più di una domanda – di Antonio J. Mariani

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La prima domanda è questa: come può essere che un professionista conosciuto e richiesto in tutto il mondo trovi il tempo e la voglia di partecipare ad un evento organizzato da un soggetto che, ogni volta che apre bocca, altro non fa che dimostrare, con atteggiamento vagamente dannunziano (a partire dall’ondularsi la chioma), di essere uno dei più noti narcisisti borderline esistenti in Italia?

La seconda è questa: come ci si può dimenticare di essere comparso in un video – 9 marzo 2020 – per dire la sua, a proposito dell’emergenza in corso: “Carissimi amici, eccomi qua a casa con tutta la mia famiglia fortunatamente, tutti insieme e a casa resto per senso civico, per dare una mano ai tanti amici che sono impegnati sul fronte della sanità, che mi mandano messaggi veramente allarmanti e allarmati. Io credo che la situazione sia molto seria ma che presa seriamente, senza panico, senza disperazione, possa essere vinta anche in tempi relativamente brevi. Per il momento e' fondamentale attenersi alle regole che ci danno gli operatori del settore e fare tutto il possibile per combattere questa battaglia tutti assieme e alla fine ce la faremo".

Terza domanda: perché Il 12 aprile, nel giorno di Pasqua, ha cantato in piazza Duomo a Milano accompagnato da immagini delle città deserte per via delle restrizioni? e perché sette giorni dopo era lì tra i cantanti che hanno partecipato a distanza al grande concerto “One World: Together At Home“, organizzato per raccogliere fondi contro il coronavirus?

Quarta domanda: perché nello scorso maggio ha raccontato di essere stato contagiato e di aver deciso di donare il plasma aderendo alla sperimentazione allora in corso nel reparto di malattie infettive di Pisa?

La quinta, più che domanda è una considerazione: se, per valutare una situazione, dovessimo prendere buono un parametro fondato su quel che soggettivamente ci capita – “Io conosco un sacco di gente e grazie a Dio non conoscevo nessuno che fosse finito neanche in terapia intensiva, nessuno” – potrebbe anche risultare che la mafia non esista perché nel giro dei conoscenti non c’è nessun affiliato ad essa o che da essa non abbia subito angherie.

Come si fa ad esprimere opinioni di così diverso “tenore”? Mica abbiamo dimenticato quel che la fondazione che porta il suo nome ha cercato di concorrere nel recuperare fin da subito quel che serviva. Una cosa, per quanto mi riguarda, è certa: se prima la simpatia aveva il sopravvento sull’indifferenza nei confronti di Andrea Bocelli, ora, il suo ridicolo e pericoloso straparlare mi fa sentire “umiliato e offeso”, a nome di 246.488 casi di persone contagiate e le 35.123 persone morte (per limitarci all’Italia).

 

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Info su Antonio Mariani

Sono nato nel 1945. Finora (esagerando un po’), più o meno 7 vite: 1) dal 1960 al ’67 (quindi, dai 15 ai 22 anni): segretario di reparto in una nota azienda elettrodomestica; 2) ’67 e ’68 anni anni sabbatici (in giro in autostop) e leader movimento beat; 3) dal ’68 al ’73: esperienza “sessantottina” e pittorica; 4) dal ’73 al ’79: attività artistica e operatore culturale; 5) dal ’79 al '82: responsabile tv locale a Monza + direzione di due riviste cinematografiche; 6) dal 1982 al 2012 responsabile Banca Dati Tv-Cinema per Fininvest/Mediaset; 7) dal 2012, in pensione (dedicando l’attenzione non all’andamento nei cantieri, ma ai lavori in corso dell’esistenza).
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