san Benedetto briatore

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La notizia che lo strabordante briatore sia stato contagiato dal suo stesso billionaire mi ha fatto pensare ad un angelo sterminatore di tipo particolare: nessuna volontà superiore, nessun spirito della storia più o meno hegeliano, niente azione della provvidenza, ma il puro e semplice calcolo delle probabilità. E' lo stesso calcolo delle probabilità che governa il verso spontaneo delle trasformazioni energetiche e il passaggio dal passato al futuro.

Se stai in un ambiente con carica virale elevata, se ti vanti dei tuoi comportamenti a rischio, prima o poi ti ammali, anche se sai riconoscere le donne dei poveri cristi: sono quelle brutte. Come è cambiato il mondo dai tempi della Lollo e della Loren o della Silvana Mangano di Riso Amaro.

Viviamo in un altro mondo rispetto a quello della bersagliera (la Lollo e De Sica) e per confermarlo mi è bastato vedere in TV la pubblicità di Skin Care, la bevanda messa in commercio dalla San Benedetto con l'immancabile acido ialuronico. Già non ne potevo più delle gocce magiche messe nelle cremine dell'Oreal o della Nivea, ma con la bevanda insaporita con lo zinco, il collagene e e l'acido delle belle fighe abbiamo superato i limiti della fantasia.

L'acido ialuronico è uno zucchero complesso scoperto negli anni 70 tra i componenti dell'umor vitreo, la sostanza gelatinosa e trasparente posta tra il cristallino e la retina nel bulbo oculare (e usato in oculistica). A causa delle proprietà polari della sua molecole, tende a formare lunghe catene e si lega bene all'acqua. E' questa la ragione per cui fa da addensante dei tessuti, distende le rughe (seppur temporaneamente) ed è usato anche in ortopedia per i benefici effetti sulle articolazioni. Una sostanza in grado di formare dei gel naturali.

Inizialmente veniva estratto dalle creste di gallo ma da qualche tempo si riesce a produrlo anche da particolari colonie batteriche il che per l'equilibrio psicologico delle signore per bene e per le sorti dei polli è tranquillizzante.

Cosa ci farà in un beverone, associato al collagene e allo zinco, è abbastanza discutibile ma, ci assicura la scienza, l'acido ialuroniico non è tossico e al massimo potrebbe formare delle polpette d'acqua da espellere con le feci. C'è un effetto collaterale e riguarda i profitti della San Benedetto perché per fare il beverone magico servono solo l'acqua del Sile e Cindy Crawford e probabilmente ha un costo di produzione inferiore alla gazzosa.

Sempre per restare sul terreno della pubblicità, nella stessa fascia oraria di Skin Care, ho sentito che anche il caffè Borbone, il caffè napoletano, ha da dire la sua e annuncia che le sue cialde, compatibili Nespresso, sono finalmente compostabili. Se andate su Internet trovate l'offerta per 100 capule da 7.2 g  (cioè 700 grammi di caffè) a 17 euro. Sono 0.17 euro a caffè, un bel risparmio, visto che il caffè al bar costa almeno 1 euro.

Peccato che il caffè Borbone in grani te lo puoi comprare a meno di 7 euro al chilo (che è circa un quinto del prezzo di quello in capsule). Ma vuoi mettere la comodità? Ma vuoi mettere il risparmio? Le capsule nespresso originali vanno tra i 0.60 e i 0.70 a caffè (tra tre o quattro volte il costo di quelle della Borbone).

Siamo alle solite, sono le multinazionali che guadagnano molto di più del dovuto… Ma anche in questo caso c'è una ragione, e anche questo l'ho appreso dalla pubblicità. Le capsule della Nestlè, non solo sono compostabili … c'è di più, la Nestlè in giro per l'Europa sta facendo una serie di accordi per invogliare gli allevatori zootecnici a conferire i liquami degli allevamenti che, mischiati agli scarti di produzione del caffè, procono biogas, energia elettrica e, a valle, un residuo solido che si trasforma in fertilizzante.

Insomma se bevi Nespresso dai una mano all'ambiente e naturalmente ci fanno la pubblicità in TV. Mi vengono in mente le dichiarazioni di quelle organizzazioni sindacali che, di fronte a fabbriche decotte, fuori mercato e che bruciano in cattiva economia miliardi di euro, si giustificano dicendo che in questo modo si dà lavoro a migliaia di famiglie. Uno fa due conti e scopre che, con i capitali che vengono bruciati, invece di mantenere 1000 famiglie se ne potrebbero assistere 10'000 lasciandoli a casa.

Dai una mano all'ambiente, dai una mano all'occupazione, dai una mano ai navigator. C'è del marcio a molti livelli e quelli più furbi cercano di convicerti di svolgere una funzione salvifica.

Per tornare al caffè. Da circa 10 anni possiedo una superautomatica DeLonghi (caffè e cappuccini a partire da caffè in grani macinato al momento); scelta della temperatura, della quantità di caffè, del grado di macinatura, della quantità d'acqua, programmi automatici di pulizia e decalcarizzazione. Costo iniziale 400 euro. Finora di caffè ne ho fatti 12 mila, non ho il problema delle capsule compostabili e i fondi caffè li butto nell'orto, che alleggeriscono il terreno. Per dirla con George Clooney:  what else?

 

 

 

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Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
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Una risposta a san Benedetto briatore

  1. Mariaelena Agliardi scrive:

    Moka forever! Mi sono ammodernizzata solo da quando mi hanno regalato un meraviglioso dosatore di caffè ma non andrò mai oltre

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