#ben gli sta# – di Anto J. Mariani

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Anche in questo caso verrebbe da dire #ben gli sta#.

Ma, questa espressione me la riservo per quando, come si spera, i suoi connazionali lo manderanno a casa senza passare dal “via”. Troppe ne ha combinate e ancor più ne combinerebbe, se rimanesse lì, alla Casa Bianca.

Basterebbe ricordare che il 26 febbraio di quest’anno, il peggior presidente che mai gli USA abbiano avuto si era pronunciato così: “Grazie a quel che abbiamo fatto, il rischio per il popolo americano è molto basso. Abbiamo 15 persone infettate e presto queste quindici scenderanno vicino allo zero”.

Ora, a sette mesi di distanza, i casi di contagio viaggiano verso 7 milioni e mezzo e le persone decedute stanno sfiorando le 210.000 unità: cifre che rendono gli Stati Uniti primi al mondo anche per quanto riguarda il Covid-19.

Un “ben gli sta” alla sua insensatezza, dunque, andrebbe a fagiolo. Anche perché verrebbe indirizzato a chi, già dal suo cipiglio di prima mattina, dimostra di essere un guerrafondaio nato. Altro modo non conosce che ricorrere a toni aggressivi, fomentare lo scontro come unico mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, mostrarsi sempre e comunque macho-populista.

Un bellicoso nato e cresciuto. La possibilità di spegnere le sue velleità è a portata di mano. Che lo si mandi via! Il mondo ha bisogno di ben altro: di persone che abbiano sulle spalle una testa dotata di raziocinio. Siamo ad un bivio ed ogni biforcazione è in sé una domanda: di qua o di là. Ciascuno di noi è chiamato a far sì che i passi e le parole sulla via della pacificazione non vengano mai meno, attraverso quell’allenarsi all’equilibrio che, innanzitutto, porta ad essere in pace con se stessi, superando motivi dichiarati di ostilità: così che ciascuno di noi segni un punto verso la graduale e paziente liberazione interiore da ciò che frena ed impedisce d’incamminarsi lungo il sentiero della ricerca e della conoscenza.

Gli animali di casa ce lo dicono: se alziamo la voce, ci guardano stupiti, come a dire: “ti pare il caso”. L’equilibrio interiore stabile è ottenibile attraverso un lavoro da svolgere con costanza su più piani, affinché la qualità possa emergere: prestando attenzione solo alle cose davvero importanti; selezionando di volta in volta piccole quantità di cose per le quali preoccuparsi; coltivando amicizie degne di questo nome; lavorando fattivamente sul presente, calandosi in quel piano d’ascolto che pesca solo quel che conta dal passato; ecc. Pacificarsi è ineludibile ed urgente.


Nulla da aggiungere alle considerazioni di Antonio, ma voglio metterla un po' sul leggero con un breve post che ho pubblicato stamattina.

Certo che Donald poteva fare a meno di attaccarglielo anche a Melania. Stante il loro comportamento in pubblico ero quasi certo che non avessero Incontri ravvicinati e invece…

Io sono d'accordo con l'impostazione di Papa Francesco del mettere al primo posto delle nostre azioni la Misericordia, ma quando vedo i potenti della terra che, nemmeno quando sono colpiti dal male, hanno il coraggio di ammettere di avere sbagliato e si comportano come se, comunque, la loro malattia fosse una cosa che nessuno sulla terra potrebbe avere, mi viene da sorridere o da piangere.

Berlusconi ha dichiarato di aver avuto il virus più aggressivo di tutti i 40 mila e oltre che sono passati per il San Raffaele (inclusi i morti) per far credere che lui è meglio di Ercolino sempre in piedi. Non oso pensare cosa ci diranno nei prossimi giorni su Donald perché ci sarà qualche esperto di comunicazione che si sta già impegnando nella elaborazione di messaggi che riescano a trasformare il tutto in un aumento di popolarità in vista delle elezioni.

Un brutto mondo

Claudio Cereda

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Info su Antonio Mariani

Sono nato nel 1945. Finora (esagerando un po’), più o meno 7 vite: 1) dal 1960 al ’67 (quindi, dai 15 ai 22 anni): segretario di reparto in una nota azienda elettrodomestica; 2) ’67 e ’68 anni anni sabbatici (in giro in autostop) e leader movimento beat; 3) dal ’68 al ’73: esperienza “sessantottina” e pittorica; 4) dal ’73 al ’79: attività artistica e operatore culturale; 5) dal ’79 al '82: responsabile tv locale a Monza + direzione di due riviste cinematografiche; 6) dal 1982 al 2012 responsabile Banca Dati Tv-Cinema per Fininvest/Mediaset; 7) dal 2012, in pensione (dedicando l’attenzione non all’andamento nei cantieri, ma ai lavori in corso dell’esistenza).
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