Monticiano e il suo futuro: sentieri – turismo – sviluppo

Il richiamo alla nuova sigla scelta dal PD per presentarsi a Monticiano non è casuale ma voluto.

Lo spunto mi è venuto dalla assemblea popolare animata da Massimiliano Borgia tenutasi a Iesa domenica nel tardo pomeriggio. Una presentazione di oltre 40 minuti da parte del candidato sindaco (i suppose …) in cui si è parlato di molte cose, quasi tutte condivisibili se non per l'elevato rischio di astrattezza che si determina quando si mettono troppo cose al fuoco e anche, mi perdoni Massimiliano, per l'eccesso di semplificazione da neofita. Mi spiego con un esempio: del fatto che servono come trasporti le navette che portano alla Siena Grosseto ne sento parlare da 10 anni, ma poi non si fanno e ad ogni campagna si dice che bisognerebbe farle, salvo trascurare i problemi della massa critica, delle alleanze, dei corretti rapporti istituzionali.

Borgia ha precisato che lo scopo era quello di buttare lì delle problematiche, o meglio delle suggesationi, e che la sostanza si sarebbe vista in occasione della prossima assemblea con programma e lista.

In realtà i problemi per Monticiano e per Iesa sono gli stessi che si vedevano quando sono arrivato qui nel 2011, e che nel frattempo si sono nel frattempo: lo spopolamento, un posto bello per vivere (se si ama la natura e la solitidine) ma impossibile per lavorare, la mancanza di servizi e di trasporti, campo Romito con i problemi che quella operazione immobiliare mal gestita ha determinato (il contenzioso giudiziario, le urbanizzazioni non realizzate, il depuratore e l'acquadotto), la vicenda di Petriolo (ignorata dal capoluogo ma sostanzialmente ignorata anche da Iesa).

Par di capire che Borgia arrivi con l'intenzione di far decollare molti dei problemi storici e che lo voglia fare scommettendo sulla economia e su modo di vivere e lavorare nell'era del dopo Covid:

  • scommettere sul futuro,
  • scommettere sull'ambiente,
  • scommettere sulla economia del turismo lento e di qualità.

E qui mi sorge la prima domanda: qualcuno ritiene che la situazione di degrado e di abbandono che Iesa vive sia conseguenza di cattive politiche (e in quel caso varrebbe la pena di parlare degli ultimi 20 anni e non degli ultimi 4) o non siano invece conseguenza (per Monticiano) di insufficiente massa critica e dell'aver puntato per decenni sull'essere feudo elettorale di Siena che, in cambio di voti, riceveva prebende senza mai decollare?

La dico diversamente: ai tempi della amministrazione Becucci sono saltate, nell'ordine, due ipotesi di sviluppo per Monticiano: la centrale a biomasse con annesso impianto di produzione di pellet, un grosso insediamento con campi da golf e annesse costruzioni nella zona di Campora. Il primo progetto si è fernato al TAR dopo una significativa mobilitazione di una parte della popolazione (con tanto di comitato), il secondo progetto è saltato perché il PD locale che aveva mosso tutte le sue pedine e aveva anche programmato le volumetrie di Monticiano quasi esclusivamente su Campora si era dimenticato (sic) che operazioni urbanistiche di quella dimensione si fanno nell'ambito della pianificazione regionale e così ci ha pensato direttamente Regione Toscana a fermare il tutto, anche se ora, sembra che si stia ripartendo con un nuovo progetto e un nuovo imprenditore (lo stesso che si è visto bocciare l'azienda faunistica in zona podere Canile per la ostilità delle squadre di caccia).

Il problema, per lo sviluppo di Monticiano è tutto qui: è finita per sempre l'epoca dello sviluppo basato sui lavori pubblici finanziati dal Monte dei Paschi (l'ultima amministrrazione che lo ha potuto fare è stata quella di Cresti quattro mandati fa) e lo sviluppo lo si ottiene solo facendo operare in sinergia buona amministrazione ed interesse imprenditoriale perché i soldi pubblici sono finiti e, in termini di bacino elettorale, un comune di 1500 abitanti conta come il due picche anche se ha un territorio vasto e incontaminato, le riserve naturali e le opportunità di San Galgano, di Petriolo, del Gonna2, del centro regionale dell'antincendio e della Siena Grosseto a 4 corsie con due svincoli uno a San Lorenzo e l'altro a Iesa-Petriolo.

I lavori sull'area archeologica di Petriolo sono finiti e si apre ora la fase flnale gestione in un contesto in cui il ruolo del comune può essere soilo quello di chi dà le regole: c'è stata sinergia tra Italia Nostra  e Unipol SAI con il megainvestimento che ha portato al recupero dell'area archeologica, il quadro si è semplificato perché ora UNIPOL è padrona oltre che dell'intero territorio (dall'albergone alle terme libere) anche delle ex Terme Pubbliche dove in una ventina d'anni di gestione antieconomica è stato bruciato un patrimonio di circa 4 milioni di euro (confermo dopo aver controllato le carte).

A Petriolo ci sono un po' di problemi aperti e mi limito a citarli:

  • lo status giuridico delle terme libere che da decenni vivono in una condizione di stato di fatto di cui nessuno si occupa e che, non a caso non sono citate nella concessione di sfruttamento delle acque tra Comune di Monticiano e Terme di Petriolo spa (ora Unipol Sai). La voltura della concessione era ed è occasione per affrontare il tema (suggerimento per l'amministrazione comunale titolare del rilascio e per la amminstrazione provinciale titolare della vendita). Vediamo di mettere per iscritto qualcosa che riguardi le terme libere.
  • le regole per la viabilità e per il parcheggio (la strada è provinciale ma le regole per il parcheggio e per il commercio sono in capo al comune)
  • realizzazione del parcheggio a pagamento dotato di servizi igienici con coinvolgimento della tenuta il Santo e della amministrazione comunale (se ne parlava ai tempi della amministrazione Becucci): ne ho trattato qui a proposito di Petriolo – fase di transizione
  • il problema dell'ordine pubblico e del ripristino della legalità che troverà un miglioramento con la apertura della locanda ma che richiede regole ferree  e repressione dalla illegalità e del malcostume

Voglio poi parlare di una cosa che mi ha particolarmente amareggiato e cioè del post comparso sulla pagina FB di "un futuro per Monticiano" a proposito di sentieristica e intitolato "LA TRASCURATEZZA E L'IMPROVVISAZIONE DEVONO LASCIARE IL POSTO A UNA VERA GESTIONE DI QUESTO STRAORDINARIO PATRIMONIO" da cui si vede bene che Borgia è venuto da Marte.

  • Nella fase finale della amministrazione Becucci, l'architetto Orlandini, esperto di cartografia, su incarico della amministrazione comunale, ha predisposto un lavoro costato più di diecimila euro per riscrivere i regolamenti delle strade vicinali in vista della realizzazione dei consorzi tra frontisti e per progettare una rete di sentieri considerati strategici per il territorio. In più di una occasione ho dato una mano accompagnando l'architetto Orlandini nelle ricognizioni sui punti critici (quello della bastionata rocciosa dopo il fosso dei Cavoni o il tratto di sentiero per per connettere Ferriera di Ruota alla zona sotto il podere Cerretella) e lo stesso hanno fatto l'amico Vittorio Cambria e il colonnello dei carabinieri forestali Cristiano Manni. Quel lavoro è stato presentato in più assemblee tenutesi sia nel capoluogo sia nelle frazioni e ricordo, in quelle sedi, di essere intervenuto più volte affinché non si facesse solo l'ennesimo progetto su carta. Purtroppo non è andata così, come capita molto spesso nella pubblica amministrazione dove si investe poco in realizzazione e si spende molto in progettazione.
  • Nei mesi a cavallo con il cambio di amministrazione ho pertanto deciso di proseguire in forma più sistematica il lavoro che avevo iniziato con la realizzazione del sentiero F3 Solaia Terme di Petriolo puntando a mettere i segnavia, ricognire, documentare la rete dei sentieri di Monticiano in larga misura già esistenti ma non mappati, se si esclude la cartina prodotta dalla pro-Loco, gestione Minocci, alla fine degli anni 90.
  • Il progetto di rete è stato certamente non improvvisato ma pensato e progettato tenendo conto sia di quanto era già stato prodotto, sia delle mie compertenze in ambito escursionistico, scientifico, informatico, giornalistico e di comunicazione. Lo si vede già nella scelta di usare 4 toponimi rappresentativi del nostro territorio [F(arma), M(erse), Q(uoio), T(occhi)] per classificare i 15 sentieri principali e gli altrettanti percorsi di raccordo in grado di costruire la rete. Monticiano, con la appendice di Tocchi e San Lorenzo vive intorno ai due fiumi, declinati al femminile, con in mezzo il Monte Quoio e l'eremo di Camerata.
  • Molti sentieri, che partono dal nostro comune (per via della Merse e della Farma) hanno una parte importante di percorso nei comuni limitrofi di Chiusdino, Roccastrada, Sovicille e Murlo e qui si apre il discorso sulla Unione dei Comuni che si appresta a varare l'ennesimo progetto (questa volta con il CAI) e si dimentica che tale progetto fu già realizzato negli anni 90 e pagato dalla comunità montana (progettista sempre l'architetto Orlandini) e semmai si tratta di spendere dei soldi per realizzare la rete non produrre carta da mettere a disposizione degli Uffici Tecnici. Segnalo la necessità di interventi manutenzione lungo i due sentieri di sponda destra e sinistra della Merse (da Monticiano dopo il Gonna 2 verso Brenna) in zone del tutto abbandonate e selvagge nei comuni di Chiusdino e di Sovicille (dighino e zona delle gole del Merse).
  • Tutti i percorsi sono stati ricogniti, ripuliti, bandierati e arricchiti di tavolette in legno realizzate con il pirografo (ore di lavoro) per un totale di circa 150 tavolette, tante quanti sono i km della rete che, per mettere i segnavia, ho percorso in media 4 volte. Alcuni sentieri sono stati riscoperti e riaperti grazie alla collaborazione di persone del territorio come Ademo Banducci (sentiero di Petriolo evitando i guadi, sentiero Cerbaia Fontanini), o Luciano Martelli (sentiero panoramico di San Galgano, o supporto tecnico alla manutenzione), o Cristiano Manni (sentiero che da Scalvaia porta alla Steccaia sul Farma). Ringrazio Tito Magrini che mi ha fornito le tavole di Castagno e Mircko Giorgini che ha finanziato l'acquisto della vernice necessaria alla pitturazione dei segnavia.
  • Tutti i sentieri sono stati georeferenziati, arricchiti di waypoint che ne descrivono le principali caratteristiche naturalistiche e ambientali man mano che si procede e resi pubblici sulla applicazione ViewRanger ora collegata ad OutdoorActive. A proposito di improvvisazione, basta digitare RSM e si viene indirizzati ai trenta percorsi della rete. Chi li percorre viene assistito sul proprio smartphone con l'opzione "segui percorso".
  • Sul home page del sito del Comune ho messo il link alle pagine della Rete Sentieri Monticiano con la cartina di insieme, le schede tecniche dettagliate in pdf di ogni sentiero e i link accessibili via QR Code. Il turista inquadra il QR code e viene indirizzato alla gestione del percorso. Trovate tutto qui.
  • Ho realizzato su grandi tavole di castagno la bacheca di insieme di RSM e tale bacheca si trova nel Sodo e dovrà essere corredata, a cura della amministrazione di una grande cartina di insieme.
  • Ho realizzato un opuscolo estratto delle schede che riassume le principali caratteristiche della rete e che è stato stampato e reso disponibile gratuitamente in 2500 copie
  • Una volta terminato ho donato l'intero lavoro al Comune di Monticiano nel luglio 2019 con atto formale di donazione.

Mi rendo conto che si poteva fare meglio e di più ma il giudizio espresso sulla pagina "un futuro per Monticiano" mi è sembrato, più che ingeneroso poco documentato visto che nell'artico si propongono cose che sono già state realizzate. Per quanto mi riguarda, per via della formazione scientifica e della esperienza politica e giornalistica ormai cinquantennale non mi ritengo uno che improvvisa; semmai sono eccessivamente preciso come conferma chi mi conosce,

Per finire ritorno su Iesa, il borgo in cui vivo e che mi è molto caro e voglio parlare dei sentieri e dei raccordi che riguardano Iesa e le sue bellezze (altro che improvvisazione):

  • Il sentiero F1 parte da Contra e va al Pozzolungo passando per i campi di Renna per poi scendere a Quarciglioni attraverso vecchi sentieri abbandonati che sono stati riaperti, da lì, attraverso una bella sughereta si scende alla confluenza del fosso di Quarciglioni nella Farma e si prosegue sino al Pozzolungo lungo la Farma
  • Il sentiero F2 parte da Contra e scende alla Farma nella zona del Porcareccccio dove, se si guada, parte il sentiero per il Belagaio passante per il Poggio al Nibbio . Se si prosegue si arriva a Vignacci dove, in corrispondenza di un'ansa della Farma, si può imboccare il vecchi sentiero per il Belagaio che passa dalla grotta geologica della Tomba. Da VIgnacci un raccordo attraverso un bosco secolare di lecci permette di salire sino al Monte Quoio nella zona del Raspatoio.
  • Il sentiero F3 parte da Solaia, segue il tracciato storico (Carpineta, confluenza del Fosso di Solaia, Voltaccia) ma giunto al primo guado prosegue diritto, passa le confluenze dei fossi di Bucoli e dei Cavoni per poi salire un tratto di bosco che consente di superare una bastionata di rocce e scende poi al punto di rientro del II guado del percorso tradizionale e da lì prosegue per Petriolo passando sotto i piloni della superstrada
  • Il sentiero F4 parte da Cerbaia e scende sino al podere Fontanini attraverso la vecchia strada poderile tra bellissimi boschi di sughere e castagneti abbandonati. Da Fontanini si risale lungo la carrareccia per poi attraversare la zona di Bucoli e Cavoni nella loro parte alta e giungere infine al podere Gamberucci (ruderi medioevali) da cui si va a Petriolo.
  • Il sentiero T1 parte da Palazzo e arriva a Tocchi passando per la storica e amata cascata calcarea della Pigna dopo aver attraversato un bosco secolare di Lecci e il podere Ferraia.
  • Il raccordo del Fosso dei Lupinari si distacca da T1 e segue un percorso ad anello che consente di esplorare il fosso con pozze e cascate e passa dalla grotta speleologica della Buca dei Falchi

Le cose ci sono, la amministrazione comunale deve occuparsi della comunicazione, dei costi di manutenzione, del raccordo con le attività turistiche, della organizzazione di visite guidate per le quali il Gruppo Trekking Senese, associazione di Promozione Sociale, di cui sono vicepresidente e che dispone di un numeroso nucleo di accompagnatori escursionistici certificati in ambito regionale, si rende disponibile per il supporto gratuito. Per non parlare del Gonna 2 messo in appalto insieme alla gestione del museo e fermo con le sue strutture ricettive mai utilizzate (camere, cucina, sala da pranzo) per il solito contenzioso infinito con la amministrazione provinciale che ha consegnato un edificio non conforme a quanto dichiarato.

Un ultimo augurio per le elezioni, essendoci già passato in mezzo, non posso che felicitarmi per la scelta dei miei compagni di miltanza politica, di muoversi finalmente in una logica di lista civica. Si confronteranno due liste civiche e chissa che in futuro non riescano a collaborare, almeno sulle cose importanti.

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
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