qualche suggerimento per le liste di Monticiano

Amministrare è una cosa tremendamente complicata e ci sono sempre mille vincoli di cui tener conto (i soldi, gli interessi in gioco, le norme, …) e spesso si rimane schiacciati da essi rischiando di dimenticare cose importanti o qualificanti. Mi permetto dunque di mettere in fila alcuni problemi che giacciono irrisolti o parzialmente irrisolti e che mi stanno particolarmente a cuore.

Petriolo

Anche se dista dal capoluogo quasi 25 km e il centro abitato più vicino è Iesa che ne dista 8, Petriolo è a pieno titolo uno dei problemi e delle possibili risorse per il nostro turismo. Italia Nostra e Unipol si occuperanno delle parti in cui sono direttamente coinvolti (l'area archeologica e le ex terme pubbliche) ma ci sono cose che riguardano direttamente il Comune:

  • lo status delle terme libere cui aveva già iniziato a porre mano il Sindaco Colozza: il diritto alla loro esistenza, la regolamentazione in termini di carico antropico da non superare
  • la raccolta dei rifiuti solidi urbani
  • la realizzazione di un parcheggio al servizio dell'area con presenza di servizi igienici e in cui il ticket di parcheggio consenta di coprire almeno parzialmente gli oneri di gestione; questo aspetto va affrontato in sinergia con Unipol e Italia Nostra e con il coinvolgimento della proprietà de Il Santo come possibile operatore interessato
  • la valorizzazione del Parco Fluviale che non può però limitarsi alla tutela dell'area contigua alle vasche, ma deve affrontare il problema del percorso escursionistico che scende da Solaia  e si svolge in tutto il tratto finale lungo la Farma in un ambiente incontaminato (sentiero F3 della RSM)
  • la questione dell'ordine pubblico e delle regole di legalità in ordine al commercio e al parcheggio selvaggio che potrà indirettamente migliorare con la apertura della locanda, ma che ha bisogno di una presenza regolare delle forze dell'ordine (polizia municipale, GdF, Polizia di Stato, Carabinieri)
  • l'appogggio agli Amici di Petriolo che, in questi anni, sono stati una presenza importante nel sollevare i problemi e nell'avanzare proposte
  • il raccordo con le altre due realtà pubbliche coinvolte: il Comune di Civitella con la comunità di Pari e la amministrazione provinciale per gli aspetti legati alla viabilità e al sistema delle riserve

Gonna 2

L'edificio, pronto dal 2016, realizzato con il coinvolgimento di Unione dei Comuni, provincia e Regione è stato oggetto nel 2018 di bando di assegnazione (insieme al museo) vinto dal WWF. L'edificio è finito, ma si sono riscontrate numerose inadempienze rispetto a quanto messo a bando (dagli arredi all'antincendio) e continua ad essere chiuso con le sue disponibilità di una cucina in grado di ristorare 100 persone e camere a più letti per escursionismo in grado di ospitare una quarantina di persone.

Si tratta di una struttura importante, a suo tempo pensata come centro di appoggio alla sede del sistema delle riserve della provincia che doveva trovare ospitalità nelle strutture annesse al museo. Siamo in una situazione in cui, mancando metà della massa critica (e cioè l'escursionismo organizzato), anche il museo ne soffre ed è il Comune a dover fare da lievito affinché non si lascinoi incancrenire le cose.

Prima di pensare a realizzare altre opere va ben gestito ciò che esiste e il comune deve chiamare WWF e Provincia ad una assunzione delle reciproche responsabilità. Il Gonna 2 deve essere funzionante per la primavera del 2022.

Sentieristica e strade Bianche

La amministrazione dovrà fare una scelta netta a favore della manutenzione ed apertura delle strade bianche. Garantire un fondo decente alle comunali e alle vicinali chiarendo bene che il contributo delle squadre di caccia (con breccino fornito dal comune) è importante ma non può essere l'unico tipo di intervento soprattutto se effettuato in maniera episodica e senza programmazione.

Come ho gia avuto modi di osservare (a proposito di strade bianche a Monticianova inoltre garantita la apertura a pedoni e ciclisti di varchi che consentano l'ingresso agevole perché i ciclisti si muovono su percorsi ad anello e cio richiede la realizzazione di reti con rami di percorso fruibili (per esempio lungo la strada vicinale campeggio-Scalvaia c'è una miride di percorsi quasi tutti privati che consentono di scendere alla Farma o di dirigersi a Monticiano).

Inoltre la rete delle strade bianche va integrata con quella dei sentieri e, fatto salva la gestione telematica e georeferenziata disponibile tramite il sito del comune e le apposite app come ViewRanger, sarebbe opportuno produrre una mappa delle strade bianche da affiancare a quella dei sentieri rendole disponibili gratuitamente a cura del comune in formato A3 o a pagamento in formati più dettagliati.

Sarebbe inoltre opportuno produrrre un opuscolo simile a quello dei sentieri con la descrizione dei percorsi ad anello principali con indicazione delle informazioni care ai ciclisti (pendenze, dislivelli, lunghezze, profilo altimetrico, stato del fondo, habitat).

I Canaloni

Il sito dei Canaloni è un gioiello dal punto di vista ambientale e come tutti i gioielli (vedasi Petriolo, il Pozzolungo, la Voltaccia o il Porcareccio sotto Contra) ha un problema di controllo contro il rischio antropico.

La dico papale papale: se una persona non è disponibile a fare qualche chilometro a piedi per accedere a quel gioiello se ne stia a casa o vada a fare il bagno in piscina. Mi piacerebbe che senso civico e lungimiranza fossero al centro della attenzione di "Monticiano uniti per il rinnovamento" e della lista di centro-sinistra, più o meno civica, che si presenterà.

Le vie di accesso ai Canaloni sono cinque:

  • dalla Ferriera di Torniella guadando la Farma
  • dalla strada privata che dirama dal sentiero Q1 scende a Ferriera di Ruota (prima di Croce a Consoli dove si può lasciare l'auto). Da Ferriera si segue il sentiero che porta alla diga medioevale e ai Canaloni; è il percorso più affascinante e lo si potrebbe concludere risalendo poi attraverso la sterrata che scende da Croce a Consoli
  • dalla strada che scende da Croce a Consoli e che va assolutamente interdetta alle auto per ragioni di sicurezza in particolare nel tratto finale
  • dalla strada vicinale che parte dal ponte sulla Farma prima di Torniella. Tale strada, realizzata negli anni 70 per l'accesso ai boschi e ai poderi della piana della Farma, non può essere considerata la via di accesso automobilistico ai Canaloni con parcheggio selvaggio e pericoloso nella zona dell'acqua diaccia. Bisogna assolutamente trovare una soluzione che, in particolare nel periodo estivo, eviti la trasformazione dei canaloni in Rimini-Rimini con grigliate, rischi di incendio ed elevata pericolosità nel deflusso. Decida il comune se intende regolarne il flusso di attraversamento e il successivo parcheggio o interdirlo, ma nei fine settimana da giugno a settembre va prevista una regolamentazione rigida.
  • da Scalvaia (dove esiste il parcheggio) attraverso le numerose strade sterrate che scendono verso la piana del Farma. Questa, secondo me, dovrebbe essere la proposta più saggia in grado di rivitalizzare anche le piccole attività di ristorazione e vendita di Scalvaia 

Seppur con una gravità inferiore vale lo stesso discorso per l'accesso da Iesa al Pozzolungo. Il sito del Pozzolungo, insieme a quello della Voltaccia e a quello dei Canaloni è un geosito con gli affioramenti di rocce vecchie di 200 milioni di anni e va salvaguardato disincentivando l'accesso con le auto e prevedendo qualche parcheggio dove la strada comunale di Quarciglioni prosegue al ponte dell'Acquavivola.

Anche quest'anno c'è stato campeggio selvaggio e ci sono state le grigliate nel più totale dispregio delle sicurezze ambientali, igieniche e antincendio.

insediamento zootecnico-produttivo al pian di Campora

E' una vecchia storia di Monticiano (si veda il progetto golf-residence ai tempi delle amministrazioni Cencioni e Becucci). Non ne conosco i dettagli ma, mi par di capire, che questa volta gli operatori si siano mossi in sinergia tra Comune e Regione e il progetto, che porterebbe occupazione e sviluppo sembra sul punto di marciare verso l'arrivo.

Al Comune, oltre all'importante compito di pianificazione urbanistica, quello di sostenere chi investe in un gioco reciproco di opportunità e controlli per evitare le sorprese degli abusi e del mancato assolvimento delle opere previste in sede di rilascio delle licenze (si veda in negativo la mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione previste a scomputo oneri a Campo Romito e mai realizzate).

Due suggerimenti/osservazioni.

  • dal pian di Campora transita il tracciato della Antica Maremmana: se ne tenga conto
  • la zona del pian di Campora, ricca di insediamenti produttivi medioevali (mulini, gualchere per la follatura della lana legati a San Galgano e non solo), probabilmente già abitata in periodo romano come testimoniano ritrovamenti visibili al museo del Beato Antonio, richiederà attenzione in occasione degli eventuali sbancamenti e sarebbe opportuno coinvolgere le istituzioni che stanno scavando intorno a San Galgano o comunque raccordarsi con esse e con la sovraintendenza

casa di riposo di Iesa e fondazione La Piaggiarella

La casa di riposo funziona da più di 10 anni, funziona bene dal punto di vista dello stato degli ospiti e basta farci un giro per rendersene conto, ma ci sono anche grossi problemi legati alle scelte operate in fase di avvio e che, nel tempo, determineranno, se non si interviene con una svolta, la morte per le mancate opere di manutenzione straordinaria di cui la struttura, che inizia ad invecchiare, ha bisogno.

Con dei giochini di bilancio denunciati da uno dei revisori dei conti (mancata iscrizione del processo di svalorizzazione per obsolescenza) tutto appare in regola, tranne la sostanza.

Mii limito qui a fornire qualche elemnto informativo sulle questioni cruciali:

  • La casa di riposo è stata realizzata durante la amministrazione Cresti utilizzando un lascito di un edificio alla parrocchia di Iesa e ha visto come primo protagonista il mitico don Dino. Tale edificio (quello storico di Palazzo) è stato venduto e con il ricavato è stata realizzata la struttura mentre il comune ha ceduto il terreno. Comune e Parrocchia, nel 2005 hanno dato vita ad una Fondazione il cui statuto prevede tra l'altro: che la fondazione sia amministrata da un consiglio di 7 membri con scadenza triennale (4 nominati dalla parrocchia e 3 dal comune) e che il presidente e il vicepresidente vengano nominati alternativamente tra le due rappresentanze e che essi appartengano sempre ad entrambi gli attori. Nel caso di scioglimento della fondazione il bene passa alla parrocchia.
  • il periodo dal 2005 al 2010 è quello della realizzazione della struttura, del suo avvio iniziale, del convenzionamento con Regione Toscana per la fornitura della quota sanitaria che comportò la realizzazione di opere straordinarie prevalentemente dovute alla distribuzione degli spazi e dell'antincendio per un importo di 130'000 euro coperti da un mutuo acceso dalla nenonata fondazione. Le rate di mutuo e le spese di funzionamento della Fondazione hanno largamente esaurito il corrispettivo pagato dal gestore alla fondazione. Il gestore viene individuato nel 2010, dopo i primi anni di gestione garibaldina. Si tratta del Consorzio di cooperative Archè che a Siena è un po' come il prezzemolo. Per esempio quando si doveva realizzare la centrale a biomasse era già stabilito che il lavoro di reperimento della legna da bruciare fosse cosa di Arché.
  • i consigli di amministrazione, se si esclude il primissimo, scaduto nel 2007, hanno sempre visto come presidente l'avvocato Leonardo Brogi (2008-2010, 2011-2013, 2014-2016, 2019-2021 disattendendo il principio della rotazione delle rappresentanze e del cambio triennale di presidenza con un artificio:
    • nel 2008 toccava al comune e fu nominato presidente Brogi mentre sedevano in consiglio Cencioni (Sindaco e Presidente di Terme di Petriolo spa) e come vicepresidente Alessandro Marini (rappresentante della parrocchia e padre della direttrice della cooperativa Emmaus, affiliata ad Arché che fu scelta per la gestione). In questo mandato viene firmata la scellerata convenzione di cui dirò
    • nel 2011 toccava alla parrocchia ma, disattendendo lo statuto, venne nuovamente nominata la coppia Brogi-Marini grazie alla dichiarata indisponibilità dei 4 membri della parrocchia regolarmente verbalizzata
    • nel 2014 toccava al comune (sindaca Becucci) e venne nuovamente nominata la coppia Brogi-Marini
    • nel 2017 ci fu il cambio di maggioranza in comune e, per vicissitudini varie, venne ritardata la nomina dei rappresentanti del comune che avvenne nella primavera del 2019. La presidenza spettava alla parrocchia e contro ogni principio di applicazione della sostanza dello statuto la parrocchia decise di nominare l'avvocato Brogi tra i suoi rappresentanti e così Brogi divenne presidente per la quarta volta consecutiva. Con un cambio di casacca fu garantita la sempiterna presidenza dell'avvocato Brogi.
  • Nel frattempo il comune aveva insediato una sua rappresentanza decisa a dare una svolta a quell'andazzo e all'atto dell'insediamento di Cambria, Cereda e Martelli fu chiesto conto di quel cambio di casacca funzionale a fare una presidenza a vita e contemporaneamente venne messa in discussione la convenzione della durata di 15 anni per l'affidamento di gestione al Consorzio Arché. Tale convenzione (della durata di 15 anni) prevede un corrispettivo annuo di circa 18 mila euro che si alzano a 24 mila nell'ultimo quinquennio (2021/2025). La RSA ha un fatturato di circa 700 mila euro e dunque paga di affitto poco più del 3% o, detta diversamente, che rende meglio l'idea; se dividiamo i 24 mila euro per i 365 giorni di un anno e per i 25 posti della RSA otteniamo 2.60 €. Un ricoverato versa al consorzio tra quota alberghiera e quota sanitaria (coperta dalla Regione) tra gli 80 e i 100 euro al giorno e la Fondazione, per far fronte alla manutenzione straordinaria e agli investimenti riceve da Arché 2 euro e sessanta centesimi.

Abbiamo chiesto conto di una scelta così scellerata promossa dalla coppia Cencioni-Brogi e ci è stato risposto che all'inizio c'era un forte rischio di impresa (chi sarebbe venuto a Iesa?) e che per questa ragione fu deciso così. Naturalmente non è venuta risposta alla obiezione che, in presenza di un rischio di impresa, si potevano stabilire clausole facilitanti nella fase di avvio (2 o 3 anni) così come non è stato mai chiarito come mai non si sia tenuta una gara ad evidenza pubblica per la gestione ma venne scelto Arché brevi manu.

  • Pur avendo la netta sensazione che si trattasse di un giochino studiato a tavolino sin dall'inizio, che ci fossero rapporti poco chiari tra il Consorzio Arché e il Presidente e il Vicepresidente della Fondazione decidemmo di lavorare nell'interesse della Fondazione puntando a ridiscutere con Arché il carattere iniquo di quella convenzione e che Arché si assumesse l'onere di alcuni interventi di manutenzione straordinaria anche se a lei non dovuti.
    • Il presidente Brogi che in occasione delle feste della RSA ostentatava visibili rapporti di familiarità con i dirigenti di Arché ha impiegato un anno per organizzare l'incointro che chiedevamo , ma nella imminenza di quell'incontro, è subentrato uno scivolone su una buccia di banana: la prova provata della mancanza di terzietà del Presidente nei confronti del Consorzio. Una dipendente ci ha fatto pervenire una mail che le aveva inviato l'avvocato Brogi da cui risultava che Brogi, in veste di avvocato, era stato incaricato di difendere il Consorzio Arché in una causa di lavoro contro una dipendente della Piaggiarella. Il Presidente della Fondazione svolge un incarico professionale per conto della controparte.
    • La buccia di banana ci ha costretto a chiedere le sue dimissioni e l'azzeramento del Consiglio di amministrazione. La risposta è stata pienamente in regola con il principio del groviglio armonioso che governa Siena. Brogi ci rispose che si sarebbe rivolto ai suoi mandatari poer sapere se aveva la loro fiducia e la Curia ha confermato la fiducia nei suoi consiglieri. A quel punto i tre consiglieri nominati in rappresentanza del Comune, sono stati costretti a presentare le dimissioni al Sindaco Colozza. Colozza ha chiesto un incontro con l'allora arcivescovo e poi con il nuovo vescovo nominato Cardinale.Augusto Lojudice. C'è stato un primo incontro nell'autunno del 2020 con tutte le problematiche legate alla fase Covid, poi più nulla.
    •  Lojudice ha tenuto al funerale di Colozza una nobile omelia difendendo la bellezza e l'onesta della politica al servizio dei cittadini; in separata sede si è detto disponibile ad incontrare il vicesindaco Alessio Serragli per discutere della questione. e da allora, nonostante la reiterazione delle richieste, tutto tace. 
  • E' passato più di un anno dalle nostre dimissioni: si potrebbe lavorare sul 110% per le ristrutturazioni in ambito energetico, si potrebbe ragionare di eliminazione del riscaldamento a GPL, si potrebbe pensare ad un uso del fotovoltaico e invece tutto tace mentre il groviglio armonioso si aggroviglia sempre più.

Trovi qui gli altri articoli dedicati al Comune di Monticiano


 

Info su Claudio Cereda

nato a Villasanta (MB)il 8/10/1946 | Monza ITIS Hensemberger luglio 1965 diploma perito elettrotecnico | Milano - Università Studi luglio 1970 laurea in fisica | Sesto San Giovanni ITIS 1971 primo incarico di insegnamento | 1974/1976 Quotidiano dei Lavoratori | Roma - Ordine dei Giornalisti ottobre 1976 esame giornalista professionista | 1977-1987 docente matematica e fisica nei licei | 1982-1992 lavoro nel terziario avanzato (informatica per la P.A.) | 1992-2008 docente di matematica e fisica nei licei (classico e poi scientifico PNI) | Milano - USR 2004-2007 concorso a Dirigente Scolastico | Dal 2008 Dirigente Scolastico ITIS Hensemberger Monza | Dal 2011 Dirigente Scolastico ITS S. Bandini Siena | Dal 1° settembre 2012 in pensione | Da allora si occupa di ambiente e sentieristica a Monticiano e ... continua a scrivere
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Una risposta a qualche suggerimento per le liste di Monticiano

  1. Cristiano Manni scrive:

    Ottime osservazioni, le tue.
    Sulle potenzialità escursionistiche, aggiungo che il tuo mastodontico lavoro di sentieriatica e cartografia, che è oltre il massimo, direi, di dove può arrivare la singola operosità volontaria del privato cittadino, non potrà mai decollare se manca il complementare impegno della pubblica amministrazione nella cura, nella sorveglianza, nell'organizzazione e nella promozione del territorio.
    Il territorio aperto e naturale è ancora dedicato al settore produttivo primario, con un'attività "estrattiva" di risorse, che depaupera ambiente e paesaggio, e che porta il valore aggiunto ben fuori dal comune, e che ostacola la nascita e l'affermarsi di altre economie, specialente quelle turistico-ricettive.
    Il valore degli immobili è mediamente e significativamente più basso rispetto a quello dei comuni limitrofi (come risulta dall'Osservatorio OMI dell'agenzia delle Entrate), perché la gente non circola, non vede, quindi non può apprezzare e acquistare una casa in un posto gradevole.
    Il caso di Scalvaia è emblematico. La vicina Torniella ha una vita vivace, mentre Scalvaia contra ormai circa 30 abitanti. Scalvaia ha una strada a sfondo cieco: non ci si può passare, ma ci si deve andare volontariamente. Se divenisse il portale escursionistico dei Canaloni, apprezzati da molte persone, il paese potrebbe rivivere, con beneficio dell'economia di tutti.
    Certo che questo potrebbe dispiacere a qualche paese, "rivale" (dal latino rivus, cioè dall'altra sponda del fiume). In effetti, la scelta (o non scelta) di tenere la strada aperta favorisce Torniella e condanna Scalvaia. Forse questa circostanza è attuata inconsapevolmente, oppure è possibile che Monticiano abbia preferito, anche in passato, non ostacolare il comune rivale (sempre nel senso di rivus), forse perché Monticiano non esprime personaggi politici di peso regionale o nazionale. Con buon sacrificio di Scalvaia che, alla fine, sconta poche decine di voti, e non è pienamente consapevole della questione, data l'età avanzata dei residenti, ed il loro comprensibile disinteresse per questioni di questo tipo, laddove sono certo più importanti politiche di welfare.
    Sulla Antica via Maremmana, come sai, l'ho percorsa e tracciata da Siena a Montepescali, evidenziando le problematiche tecniche e amministrative del percorso, che avrebbe un pregio escursionistico enorme. Era stata anche proposta nel progetto, curato per conto di associazioni di volontariato, delle così dette "vie etrusche" (complementari alla via clodia) , elaborato da me e da Sandro Vannucci, e inserita in un progetto di valorizzazione della transumanza in occasione della sua dichiarazione al patrimonio UNESCO da Terramare di Maurizio Zaccherotti, con un bellissimo progetto per le scuole cui ho avuto l'onore di dare un piccolo contributo.
    Credo che di tutto questo non ci sia riscontro nell'attività politica del comune, nonostante abbia cercato di mettere in contatto Emiliano Rabazzi, coordinatore dei comuni aderenti al progetto delle vie etrusche, e Alessio Serragli, per una proficua e auspicabile collaborazione.
    Adesso, sempre grazie a Sandro Vannucci, sta per passare un altro treno: il Cammino di San Michele, ma temo che altri territori attireranno questa grande opportunità economica che sono i cammini, e per i quali ho contributo anche a sostanziali proposte di modifica normativa a livello regionale (e che speriamo possano essere accolte).
    Temo che molti tratti della Maremmana resteranno sotto i rovi, ma forse è meglio così: la sua valorizzazione richiede esperienza, ma rischierebbe di essere affidata a soggetti che non potrebbero che fare un lavoro approssimativo, in ciò azzerandone il potenziale.
    Come ribadito più volte, benché lontano, il mio cuore batte sempre per questo territorio, specialmente per Scalvaia e la Val di Farma, dove sono nato.
     

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