la scuola di classe – di Franco De Anna

I dati si sa, sono in sé “regole vuote”. Servono a supportare e comprovare la elaborazione di un sensato percorso inferenziale. Alla “migliore inferenza” direbbe Hilary Putnam. Ciò vale se siamo affezionati al “pensiero scientifico”, in qualunque campo vogliamo esercitarlo: dalle Scienze Naturali alla Storia dell’Arte, dalla Filologia alla Medicina, e finanche alla Ricerca Sociale. Purchè ricordiamo che non in tutti i campi di ricerca è applicabile il “paradigma della variabile indipendente”. Segnatamente nella Ricerca Sociale che ha a che fare con sistemi multi variabili a relazioni complesse e che dunque non consente metodologie “controfattuali”.

Si tratta di una premessa necessaria quando si voglia esplorare, soprattutto in prima approssimazione come nelle pagine seguenti, i nessi tra stratificazione sociale e sviluppo dell’istruzione e della scolarità. L’occasione è la pubblicazione del Rapporto ISTAT 2016 “La situazione del Paese” (è reperibile sul sito dell’Istituto). Come sempre di grandissimo interesse complessivo; ma per l’oggetto di questo intervento ne utilizzerò, e solo in parte, alcune strumentazioni e proposte interpretative.

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mettere il carro avanti ai buoi

Insisto testardamente a mantenere un atteggiamento pedagogico perché la sconfitta alle elezioni di "Progetto Monticiano" richiede evidentemente, in persone sempre abituate a gestire il potere politico,il superamento di alcune brutte abitudini, bisogna abituarsi ad interrogarsi sul proprio operato e imparare a contare sino a 10 prima di accusare i propri conccorrenti.

Nel comunicato a commento dei risultati ho trovato scritto che "Da oggi Monticiano sarà guidata da una compagine nata CONTRO qualcosa più che per una precisa visione del nostro Comune" seguivano tutte le considerazioni sulla conflittualità, la rottura e l'isolamento. Non riesco a capire in che senso il piano di rilancio del turismo d'area o la raccolta differenziata porta a porta siano CONTRO. L'unica cosa verso cui sono CONTRO è il non averlo fatto prima.

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Monticiano – ha vinto un progetto di governo

Per fare una qualsiasi valutazione di un risultato elettorale occorre partire dai dati e se, come in questo caso, si è avuto un cambio di maggioranza è doveroso il confronto con la volta precedente. E' quello che farò prima di fare proposte od esprimere auspici. Le percentuali sono state riferite ai votanti e non ai voti validi per marcare il peso delle schede bianche e nulle che, in questo caso, hanno avuto un peso significativo data la piccola differenza in voti assoluti (15) tra le due liste.

Lo scarto è piccolo (si tratta in totale di una differenza di dislocazione di 8 elettori in tutto) ma non è il caso di sottolinearlo. con discorsi del tipo il paese è spaccato perché questo argomento vale a maggior ragione per le elezioni del 2012 quando la lista del PD, con un risultato inferiore a quello di Bartalucci, sfruttò il fatto che l'opposizione si presentò divisa in tre tronconi e solo la lista Giorgini ottenne consiglieri. Il PD ha governato con il 47% e ora la lista civica governerà con il 49%.

Il dato principale è il seguente: la lista Colozza (entro la quale sono presenti come consiglieri sia Giorgini sia Ganozzi, mentre Palumbo non si è schierata) passa dai 256 voti di Aria Nuova a 374 di Uniti per il rinnovamento (più 118). Attenzione, non si tratta solo di un risultato di natura aritmetica ma di un risultato politico dovuto al fatto che la opposizione storica non c'è più e al suo posto si è formata una lista con un candidato sindaco fuori dai giochi e dalle dinamiche tradizionali.

Intorno alla sua figura è stato messo insieme un progetto di governo che facesse leva sui tanti problemi che Monticiano ha e che in questi anni sono stati lasciati a maturare. Di quei 150 voti in libera uscita il centro sinistra ne ha intercettati poco più di una quindicina e gli altri sono andati alla lista civica (fatta la tara sui passaggi da uno schieramento all'altro che ci sono sempre e che non hanno una grande rilevanza). Il dato da cui partire per analizzare il risultato elettorale e il ribaltamento nei rapporti di forza è questo. Per effetto delle debolezze delle ultime due amministrazioni e del progressivo indebolimento in termini di persone e di isolamento del PD si è avuto un lento e progressivo calo di consenso che ha lasciato tutto come prima finché il mugugno non  si è trasformato in proposta.

Il PD, che era partito dalla convinzione della necessità di un rinnovamento profondo e del porsi, in spirito di servizio, in una logica di lista civica di cui essere parte, ha tenuto quattro assemblee pubbliche di ascolto dei cittadini, degli operatori economici, dei portatori di interessi diffusi. Ma quando si è trovato di fronte alla necessità di scegliere il sindaco attraverso primarie da realizzare intorno ad una piattaforma programmatica ha cambiato linea. Secondo me ha prevalso il richiamo della foresta e mi auguro che la lezione sia servita. In quel momento bisognava aprire e invece si è chiuso. Scelta infelice visto che dall'altra parte era iniziato un lavoro di discussione programmatica e selezione di persone in vista di una lista civica.

Per la  volta dopo anni, il PD aveva un candidato suo (non fu così nè con Cresti che veniva da Siena pur essendo Iesattolo di adozione, nè con Cencioni che era del tutto estraneo al territorio, nè con Becucci monticianina doc ma non del PD) e ha pensato di giocare le sue carte affidando le scelte sui nomi e la strategia elettorale a Serena Bartalucci a meno di due mesi dalla scadenza elettorale. Così sono comparse un po' di facce nuove rispetto al solito giro ma non è stato risolto il nodo politico della continuità/rottura.

Si è affermata la disponibilità a ridiscutere di tutto e di puntare molto sul volontariato e l'associazionismo, ma si sono affidati i buoni propositi alla benedizione del ceto politico piddino nazionale, regionale e intercomunale in una logica del tipo state tranquilli che ci siamo noi. La benedizione ha funzionato solo a metà; ha impedito lo sgretolamento del consenso elettorale  (Monticiano ha una solida tradizione di sinistra che risente poco delle emorragie sinistre ed è ligia al principio della obbedienza al partito), ma non ha impedito che il consenso di opposizione, che l'ultima volta si era disperso, questa volta si coagulasse intorno ad una proposta alternativa.

Come osservavo nell'ultimo articolo pubblicato prima delle elezioni (noterelle finali di politica amministrativa – Monticiano) il progetto di Colozza è stato lungimirante:

  • vi spieghiamo in che senso siamo civici,
  • vi spieghiamo cosa faremo per marcare il cambio di passo se ci darete la fiducia,
  • vi diciamo cosa intendiamo fare in termini di governo dei servizi e di governo dello sviluppo.

Con la lista di minoranza entrano tre consiglieri: Serena Bartalucci, Stefania Capaccioni (plebiscito da Iesa) e Francesco Petrini. Con quella di maggioranza, oltre al Sindaco sono in sette, nell'ordine Roberto Petrini, Mircko Giorgini, Alessio Serragli, Lucia Ganozzi, Elena Orlandi, Renata Poggioli e Manuela Zedda. C'è materiale umano, in termini di passione e professionalità, per avere assessori consiglieri senza dover pescare all'esterno. E c'è un Sindaco ricco di esperienza al servizio dello stato e nel dirigere persone e strutture.

Mentre scrivo ho solo il comunicato degli sconfitti:


Ringraziamo tutti quelli che hanno creduto che Monticiano potessere ripartire dai valori che carattetizzano il nostro paese, dall'impegno delle associazioni, da una visione di territorio e dall'integrazione.
Quando si perde o si vince per 10, 15, 20 voti a vincere sono soltanto la divisione e il contrasto.
Da oggi Monticiano sarà guidata da una compagine nata CONTRO qualcosa più che per una precisa visione del nostro Comune.
Occorre rispettare il voto dei nostri concittadini ma non possiamo non sottolineare che una maggioranza che annovera persone, certamente rispettabili, ma già bocciate in passato nelle competizioni elettorali e che si è appoggiata sistematicamente all'azione provocatoria di alcuni soggetti dovrà faticare non poco per chiudere la stagione delle divisioni.
Oggi, Monticiano non solo è ancora più diviso ma è anche un Comune isolato dal contesto politico del territorio dell'Unione dei Comuni, della provincia di Siena e della Toscana.
Noi continueremo a lavorare per preparare una nuova (quella sì) stagione di unità delle forze vive e costruttive del Comune in collegamento con un centrosinistra che, certamente, va rinnovato radicalmente per non ripetere gli errori del passato, ma che è la famiglia politica che ha costruito nei decenni quella qualità della vita del territorio senese e toscano che tutta l'Italia ci invidia.


C'è amarezza, ma per ora mi pare che manchi una riflesssione su ciò che è successo; in politica la autoanalisi è sempre utile. Non va bene dire che hanno vinto la divisione e il contrasto perché hanno vinto gli altri che si presentavano CONTRO. Guardino i dati della volta scorsa.Non va bene dire di sè che si è rinnovato e dire degli altri che sono caratterizzati dalla azione provocatoria di alcuni soggetti .

Mi piace parlar chiaro. Nella lista di maggioranza c'è Mircko Giorgini che entra in maggioranza dopo tre tornate alla opposizione. Non sono stato tenero quando, secondo me, si è presentato con la maglietta del deja vu. C'è solo lui? Se non ci si rende conto che si sono affacciate alla politica persone nuove e capaci (in entrambe le liste ma particolarmente con Colozza) non se ne esce. Come ho già scritto, la sera della chiusura, quando Uniti per il rinnovamento ha articolato e dettagliato le sue proposte in ordine a sviluppo, sanità, raccolta differenziata, tributi, turismo e sviluppo, ad ascoltare quelle proposte cera un solo candidato di Progetto Monticiano. Non si ascolta e poi si può affermare che gli altri sono CONTRO.

In ogni elezione dopo l'esito del voto c'è sempre qualche impuntatura. Il mio auspicio è che esse vengano superate e al primo  consiglio comunale per la proclamazione degli eletti venga colta la opportunità di lavorare insieme almeno su alcune grandi questioni e che, per converso, chi si insedia non commetta l'errore di considerare il proprio arrivo come l'anno zero del creato. Ci sarà da voltar pagina, ma anche da completare. E' la prima regola della politica amministrativa.

Ore 17:30 il comunicato dei vincitori che sottolinea gli elementi di svolta


Monticiano riparte stamattina da una grande affluenza al voto, riparte da una campagna elettorale vera vissuta nel bene e nel male da tutto il paese, piena di idee e passione. Riparte da una elezione lontana dalle percentuali bulgare di tante elezioni che tanto sapevano di quieta rassegnazione della popolazione, sempre che questo sia un male. Quella stessa rassegnazione che in questi anni ha accettato che il comune venisse progressivamente emarginato e marginalizzato, a favore di altre realtà.
Monticiano dopo anni in cui l’intera comunità è stata umiliata da decisioni e persone "calate dall’alto", costantemente e progressivamente depauperato di qualsiasi capacità di decisione e di autonomia, ridotto soltanto a serbatoio di voti, riparte da qua.
Riparte dalle idee, riparte da un progetto che ha unito persone diverse per estrazione e cultura e che accoglierà a braccia aperte chiunque abbia di fronte il nostro obiettivo: la valorizzazione del territorio.
Monticiano dopo anni tira fuori il suo orgoglio ed affida l’amministrazione del comune a chi più ha a cuore il suo destino: chi tutti i giorni ne vive la realtà, chi questo paese lo ama, chi ha scelto di viverci.
C'è stato un risveglio in tutta la comunità...gente fatta di valori e concretezza.
Ha dimostrato una vitalità ed una capacità di essere ancora quel comune “resistente” che è sempre stato.
Dovremmo stringerci intorno a voi, sostenendo tutti...perchè noi ci saremo per TUTTI.


I precedenti articoli sulle elezioni di Monticiano, nell'ordine, sono stati:

uniti – rinnovamento – progetto (26 maggio)

Monticiano – continuità o rottura? (3 giugno)

state buoni … se potete (a Monticiano) (7 giugno)

noterelle finali di politica amministrativa – Monticiano (9 giugno)

 

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noterelle finali di politica amministrativa – Monticiano

Lo confesso, la provocazione sui  seccatoi e sui martiri di Scalvaia non è stata frutto di  un impulso,  ma meditata. Volevo rimarcare un uso scorretto dell'antifascismo utilizzato come il prezzemolo in cucina; un po' di antifascismo non guasta mai.

Invece ci sono delle cose in cui l'utilizzo strumentale fa male sia all'antifascismo sia a chi lo agita. I valori della lotta antifascista sono due: la riconquista della democrazia nel quadro di  una democrazia di massa che superasse il carattere ristretto dello stato liberale, la liberazione dal nazifascismo che da noi, come ormai riconosce quasi tutta la storiografia, ebbe anche il carattere di guerra civile (e Monticiano ne è stato testimone).

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state buoni … se potete (a Monticiano)

Il titolo rimanda a un bel film con Jonny Dorelli dedicato alla vita di San Filippo Neri, uno che collaborava ma ogni tanto si incazzava. Ieri sera presentazione di Progetto Monticiano in quel di Iesa; la cosa bella è che Serena Bartalucci sta acquistando sicurezza; non legge più il programma ma lo spiega adattando l'esposizione a quel che merita in quel momento. La volontà di collaborare con il contesto di contorno, ma di farlo senza farsi mettere i piedi in testa, c'è. E su questo punto dà una bella  mano Francesco Petrini.

Il progetto, pur continuando a fondarsi sul mantra del volontariato, incomincia ad affacciarsi su questioni di programma amministrativo. Progressi, ma anche arretramenti e voglio sottolinearli nella speranza che ci sia qualche correzione di rotta.

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