non è normale se il futuro scompare a Monticiano

Forse un giorno ci racconteranno come è andata, ma non è normale (mentre pubblicavo questo articolo è comparso il comunicato di Massimiliano Borgia che motiva la sua rinuncia) – lo pubblico in coda al pezzo.

Massimiliano Borgia comparve sulla scena politica di Monticiano un paio d'anni fa in occasione di una assemblea pubblica al circolo di San Lorenzo a Merse dedicata alla approvazione del progetto del lotto della superstrada Siena Grosseto passante per il nostro territorio. Era stato messo nel 2017 in lista con Serena Bartalucci candidato sindaco ma arrivò tra gli ultimi (essendo foresto).

Gestì lui la serata alla presenza del consigliere regionale Bezzini. Il proposito era quello di esercitare le dovute pressioni affinché, almeno uno dei due svincoli di Iesa-Petriolo e di San Lorenzo, potesse fungere, attraverso parcheggi adeguati, da punto di interscambio con il trasporto pubblico e garantire un decente collegamento con l'asse Grosseto, Siena, Firenze. Iniziativa lodevole, da sempre prospettata da tutti a Monticiano.

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la guerra infinita – di Roberto Ceriani

Presidente Biden: "I Taliban potrebbero entrare a Kabul fra 90 giorni".Pensionato Ceriani: "Saranno a Kabul entro una decina di giorni".

Ceriani-Biden: Uno a Zero! Ma perché non mi fanno Presidente degli Stati Uniti? Ah, già! La solita vecchia questione della cittadinanza…

Comunque è bello pensare che adesso gli Stati Uniti accoglieranno migliaia di profughi afghani. Pensarlo è bello, e poi è anche gratis! Realizzarlo è un po' più costoso ma, dopo aver speso centinaia di miliardi di dollari per finanziare una guerra un pochino inutile, sarà pure avanzato qualche spicciolo per i profughi, vero?

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a proposito di strade bianche a Monticiano

Come è noto, qui a Monticiano, da qualche anno mi occupo di sentieri e, oltre a ricognire, pulire, mettere i segnavia e i cartelli, utilizzo da molti anni sia la MTB sia, più recentemente, la E-Bike e se uno ha la pazienza di consultare il libricino dell Rete Sentieri, disponibile gratuitamente in comune e scaricabile dal sito vedrà che i diversi sentieri e raccordi recano tra le icone riassuntive la percorribilità o meno in bici.

Nel periodo tra il 2010 e il 2015, prima dell'uso diffuso del GPS, mi è capitato di perdermi nella miriade di stradelli e diramazioni del monte Quoio: nessun cartello, nessun segnavia, niente mappe digitali; ma pian piano la situazione è mutata, già prima del boom delle e-bike. 

Con poche eccezioni, in cui si è costretti a scendere alla bici, tutti i nostri sentieri si possono percorrere anche in MTB, magari scendendo di sella per qualche breve tratto. Fanno eccezione i due sentieri di sponda destra e sinistra della Merse (M1 e M2) e il sentiero di Petriolo (F3) nel tratto dopo il fosso dei Cavoni in cui si deve fare un tratto di bosco impervio per evitare il guado.

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Monticiano e il suo futuro: sentieri – turismo – sviluppo

Il richiamo alla nuova sigla scelta dal PD per presentarsi a Monticiano non è casuale ma voluto.

Lo spunto mi è venuto dalla assemblea popolare animata da Massimiliano Borgia tenutasi a Iesa domenica nel tardo pomeriggio. Una presentazione di oltre 40 minuti da parte del candidato sindaco (i suppose …) in cui si è parlato di molte cose, quasi tutte condivisibili se non per l'elevato rischio di astrattezza che si determina quando si mettono troppo cose al fuoco e anche, mi perdoni Massimiliano, per l'eccesso di semplificazione da neofita. Mi spiego con un esempio: del fatto che servono come trasporti le navette che portano alla Siena Grosseto ne sento parlare da 10 anni, ma poi non si fanno e ad ogni campagna si dice che bisognerebbe farle, salvo trascurare i problemi della massa critica, delle alleanze, dei corretti rapporti istituzionali.

Borgia ha precisato che lo scopo era quello di buttare lì delle problematiche, o meglio delle suggesationi, e che la sostanza si sarebbe vista in occasione della prossima assemblea con programma e lista.

In realtà i problemi per Monticiano e per Iesa sono gli stessi che si vedevano quando sono arrivato qui nel 2011, e che nel frattempo si sono nel frattempo: lo spopolamento, un posto bello per vivere (se si ama la natura e la solitidine) ma impossibile per lavorare, la mancanza di servizi e di trasporti, campo Romito con i problemi che quella operazione immobiliare mal gestita ha determinato (il contenzioso giudiziario, le urbanizzazioni non realizzate, il depuratore e l'acquadotto), la vicenda di Petriolo (ignorata dal capoluogo ma sostanzialmente ignorata anche da Iesa).

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Milano, vista da un milanese – di Roberto Ceriani

Milano, Metropolitana linea 1. Tre immigrati parlano in una lingua africana condita con parole francesi. Dicono i nomi delle fermate della Metropolitana: Conciliazione, Cadorna, Duomo, San Babila…

Ascolto curioso. Per loro sarebbe più semplice se le fermate si chiamassero con un numero: 1, 2, 3… A me, invece, i nomi delle fermate dicono molto di più. Sono milanese da generazioni e per me Duomo non è una piazza o una chiesa: è un concetto profondo. Ambrogio non è un santo e i Navigli non sono canali: sono l'essenza della mia identità.

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