Ha vinto il no – bene!

Ha vinto il NO. Bene! Ha vinto fra i giovani, nelle grandi città e nel Sud. Bene! La mia boccia di cristallo era guasta e non me l’aspettavo.
E adesso?
Adesso sono chiari gli effetti sul Governo. Un po’ meno quelli sull’opposizione.
Nel Governo ha perso Forza Italia, che su questa riforma si era giocato il suo progetto principale. Ma hanno perso anche i grandi progetti di Riforma Costituzionale che ora non potranno più andare avanti per paura di un altro sicuro NO. Niente Premierato, pilastro dei Fratelli di Garbatella. Niente Regionalismo Differenziato, pilastro della Lega, indispensabile per tenere insieme i bossiani con i salviniani.
Il Ponte salviniano, grande promessa di sbarco della Lega sul fronte Sud, era già quasi in coma e non illudeva più nessuno.
La povera DonnaMadreCristiana aveva puntato tutto sul suo grande ruolo internazionale anche perché parla un inglese da seconda Liceo, ma per gli standard italici era quasi William Shakespeare.
Peccato che abbia sbagliato i cavalli su cui puntare: si era appiccicata prima a Elon Musk, poi al biondo Donald, ma ormai nell’immaginario collettivo questi due ignorantotti arroganti non sono più né cavalli né cavilli.
Ora le resta solo sperare che in Europa le diano una sedia, anche uno sgabello, sapendo però che non le perdonano le fughe atlantiche e le piccole furbizie di livello Ecce Bombo.
Insomma, per dirla con Berlinguer, il Governo “ha ormai esaurito la spinta propulsiva”. Potrà ancora galleggiare con piccole mance elettorali, qualche scambio di potere sottobanco e le solite occupazioni di potere secondario, ma ormai la sua parabola ha solo derivate negative di pendenza a ripidità crescente (traduzione per i non-matematici: potrà andargli solo peggio).
Quindi?
Come diceva Mao Ze-Dong, “C’è grande confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente!“. Poi aggiungeva “Quando il tuo nemico sta affogando non farlo soffrire. Tienigli la testa sott’acqua!“.
Ottima soluzione! Ma poi?
Per fare un passo in avanti non basta che l’avversario faccia un passo indietro. Occorre sapere da che parte c’è il nostro avanti.
E’ vero che la Meloni ha vinto le elezioni perché aveva un grande programma di coalizione credibile (e anche perché l’opposizione non ne aveva nessuno), ma se vogliamo sostituirla occorre fare come lei.
Dobbiamo definire un grande programma di coalizione basato su tre o quattro grandi idee portanti.
Ideee nuove? Non c’è che da scegliere …
Quali sono le grandi idee su cui possiamo costruire un grande programma di coalizione alternativo?
Ne occorrono tre o quattro su cui puntare tutte le nostre carte.
Si tratta “solo” di sceglierle fra i tanti bisogni del nostro strano Paese. Le esigenze non mancano e non c’è che l’imbarazzo della scelta fra i tanti esempi disponibili sulla bancarella delle idee.
Per esempio:
- una riforma della Scuola (o forse ci accontentiamo di parlare di accoglienza e di numero di studenti per classe?)
- una politica della Ricerca che permetta ai giovani cervelli di lavorare in Italia in ambito scientifico/storico/culturale/artistico/ambientale e di attrarre ricercatori da tutto il mondo
- una riforma della Sanità che integri i grandi centri sanitari nazionali con le risorse e le esigenze locali
- una riforma della Giustizia che, senza modificarne la struttura, la renda più efficiente e diventi un vero servizio al cittadino
- una politica Fiscale che intervenga pesantemente contro corruzione ed evasione e aiuti il cittadino a pagare tasse accettabili con incentivi premiali prevalenti rispetto ai disincentivi punitivi
- una politica del Lavoro che superi le barriere di rigidità e difenda i diritti dei lavoratori tenendo conto dell’inevitabile precariato, del lavoro a distanza e delle nuove flessibilità
- una politica dei Trasporti che integri le grandi rotte nazionali e internazionali con i trasporti pubblici e privati locali
- una politica della Difesa che integri le risorse militari nazionali con quelle europee,
considerando il progressivo disimpegno americano - una politica Energetica che superi i blocchi ideologici e affronti le esigenze del Paese tenendo conto delle nuove tecnologie e integri le risorse locali con le grandi politiche energetiche planetarie
- una politica Ambientale che superi gli estremismi ideologici e valorizzi l’ambiente naturale, paesaggistico, artistico e culturale, offrendo ai giovani nuovi lavori e alle famiglie nuove risorse locali
- una politica del Turismo che valorizzi le risorse locali e canalizzi i grandi flussi turistici nazionali e internazionali sfruttando tutte le risorse pubbliche e private disponibili
Piccolo promemoria
Tutte le idee scritte nell’elenco precedente sono interessanti anche per la Destra. Su ognuno dei temi citati la Destra potrebbe basare un programma di coalizione, ovviamente con obiettivi opposti a quelli che noi vorremmo.
Se non definiamo degli obiettivi chiari lasciamo uno spazio vuoto che prima o poi verrà riempito da altri.
Traduzione: o ci pensiamo noi o ci pensano loro. Tertium non datur…



