{"id":10475,"date":"2021-02-20T20:50:31","date_gmt":"2021-02-20T18:50:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?page_id=10475"},"modified":"2024-06-03T14:43:20","modified_gmt":"2024-06-03T12:43:20","slug":"giorgio-calsamiglia-di-bruno-petrucci-e-claudio-cereda","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?page_id=10475","title":{"rendered":"Giorgio Calsamiglia &#8211; di Bruno Petrucci e Claudio Cereda"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-page pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2pages10475&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2pages10475&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"350\" height=\"312\" class=\"alignleft size-full wp-image-10483\" style=\"width: 350px; height: 312px; float: left;\" title=\"giorgio calsamiglia novembre 2008\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Giorgiocalsamiglia.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Giorgiocalsamiglia.jpg 350w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Giorgiocalsamiglia-300x267.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>Giorgio \u00e8 stata la prima persona che ho conosciuto a Milano, ad una lezione di geografia. Giorgio \u00e8 stato il granello di polvere su cui si \u00e8 aggregata la mia conversione, ormai matura al marxismo. Notti e notti passeggiando per Citt\u00e0 Studi, discutendo di storia, di filosofia, di politica, di donne e \u2026. di tutto.<\/p>\n<p>Per me \u00e8 stato come un amico d\u2019infanzia. Per un periodo di quasi un anno abbiamo condiviso quasi tutto. Eravamo a cavalcioni tra il \u201968 ed il \u201969. Io giovane elengantino con dolce vita e giacca blu, lui molto pi\u00f9 casual ma sempre attento alla sua estetica.<\/p>\n<p>Non voglio finire nell\u2019orribile errore di dipingerlo come uno che, essendo morto, deve essere per forza bravo, perfetto ecc. No. \u201cSono venuto a seppellire Cesare, non a tessere le sue lodi\u201d. Abbiamo discusso molte volte arrivando vicino al litigio. Non so se lui mi avesse giudicato un traditore per le mie scelte politiche, ma in realt\u00e0 forse io avevo giudicato lui un traditore quando durante il servizio militare decise di abbandonare l\u2019organizzazione in cui militavamo.<\/p>\n<p>Di lui non ho l\u2019immagine di quello che mi giudica sulla base delle mie scelte politiche. Spostandomi io pi\u00f9 a destra di lui ho sentito non una condanna, ma quasi sempre la curiosit\u00e0 di capire. Credo che se oggi fosse ancora vivo chiederebbe scusa a Pietro per alcune frasi offensive, dette pi\u00f9 per la rabbia contro chi sembrava infangare un sogno che in quel momento, 15 novembre 2008, aveva ripreso a vivere per un lungo battito di ciglia, che per disistima.<\/p>\n<p>In un paio di occasioni mi ha detto \u201csono stato troppo duro, mi sono lasciato portare dall\u2019emotivit\u00e0\u201d. Come se per un Sagittario come me o Pietro questa potesse essere una colpa!<\/p>\n<p>Giorgio che mi porta a sinistra, Giorgio che mi insegna a sciare, Giorgio che canta e suona con la sua chitarra e la mia voce di basso che lo accompagna, Giorgio che mi porta in montagna, sulla sua tesi, a cercare minerali, baite, notti sul fieno, persi nella nebbia in Val Malenco. Poi Giorgio al mare: la Calabria, la Sardegna di fine anni \u201860. Io che cerco di passargli senza successo il mio amore per l\u2019acqua. Giorgio che si lancia in mare per soccorrermi quando mi ferisco con il fucile da sub, che non fa in tempo a raggiungermi prima di altri, perch\u00e9 troppo lento pur con le pinne.<\/p>\n<p>Giorgio con cui discutevamo ancora pochi mesi fa di tettonica a zolle e di espansione della crosta. Giorgio che cercava di aiutarmi a fare il mio sito internet, che voleva che raccontassi emozioni, non descrivessi lavori.<br \/>\nCos\u00ec ho creato una pagina che si chiamava \u201cTesori Nascosti\u201d \u2026. i miei tesori, le mie falde d\u2019acqua sotterranee scoperte in Somalia. La tristezza di sentirlo mollare, passare in pochi giorni dallo sprone a scrivere a \u201cscusa, non ce la faccio a leggere\u201d. Il mio sito non ha mai visto la luce.<\/p>\n<p>Giorgio Capricorno, Bruno Sagittario, la razionalit\u00e0 contrapposta all\u2019emotivit\u00e0. Bruno gira il mondo. Giorgio scava nella filosofia e nel contesto culturale che ha portato alle diverse visioni della geologia. Giorgio animato da mille passioni, la musica, la lettura, la fotografia, i cristalli, le piante, internet, alla fine il movie maker. Sempre con quella sua capacit\u00e0 di analizzare, applicarsi e trovare soluzioni. La sua razionalit\u00e0 usata come scudo per coprire un\u2019emotivit\u00e0 che non doveva trapelare, le sue difese appassionate, le sue arrampicate sugli specchi pur di trovare una giustificazione a scelte personali che a volte di razionale non avevano nulla se non il fatto che non ce la facesse a farne di diverse.<\/p>\n<p>La sua discesa progressiva nel male, il mio sdrammatizzare \u201cCosa vuoi che ti succeda? Tutt\u2019al pi\u00f9 muori!\u201d \u201c Ma che sei scemo? Se io mi dico cos\u00ec poi muoio per davvero.\u201d \u201cTutti dobbiamo morire, Giorgio. Tu forse lo farai un po\u2019 prima\u201d. Sono riuscito a giocare con la sua morte fino all\u2019ultimo ricovero, quando l\u2019ironia non lo raggiungeva pi\u00f9. Allora ho smesso e mi sono limitato a stargli vicino, quando ero sicuro di non disturbarlo, a tenergli la mano.<br \/>\nVai in pace amico mio, hai smesso di soffrire. Se soffrire ci desse dei punti per l\u2019aldil\u00e0, in questi ultimi mesi tu ne avresti acquisiti un casino.<\/p>\n<p>Purtroppo a noi poveri atei, che non abbiamo il conforto della fede, non sopravvengono visioni di te con la lira assiso in un circolo di beati che si saziano della contemplazione dell\u2019infinito signore della vita e della morte. Che la tua polvere torni polvere, che i tuoi atomi ritornino alla madre terra e al padre universo e che formino nuove combinazioni originali da cui possa scaturire la stessa sete di conoscenza che ti animava.<\/p>\n<p>In questa tua inestinguibile sete io, tutti noi, forse ti vediamo come prototipo della specie umana e conserveremo, finch\u00e9 vivremo, il tuo ricordo ben stretto dentro di noi, sperando che ci venga ancora a trovare in sogno e sperando, contro ogni convinzione della nostra ragione, di poterti ritrovare un giorno.<br \/>\n\u201cConsiderate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti \u2026..\u201d riposa in pace amico mio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Bruno Petrucci<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" width=\"350\" height=\"211\" class=\"alignleft size-full wp-image-10484\" style=\"width: 350px; height: 211px; float: right;\" title=\"Giorgio Calsamiglia e Guido Morano - aula A di Fisica novembre 2008\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Giorgio-Guido.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Giorgio-Guido.jpg 350w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Giorgio-Guido-300x180.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>Nel gruppo di quelli della prima ora del Movimento di Scienze, Giorgio \u00e8 stato il primo a lasciarci nel 2009. Lui cos\u00ec brillante e piacente \u00e8 stato ucciso dal <em>cancro degli uomini<\/em>, quello alla prostata. Ho saputo di quel problema direttamente da lui e quasi per caso. Sar\u00e0 stato il 2004 o il 2005, le mie frequentazioni della ValMalenco dove siamo andati per anni (estate e inverno) si erano diradate e con esse l&#8217;occasione di incontrarlo.<\/p>\n<p>Eravamo al distributore del comune amico Giuseppe, il meccanico di Lanzada e Giuseppe, grande camminatore, vedendolo imbolsito, lui che presentava di solito un fisico perfetto, gli fece una battuta: <em>Giorgio, ti vedo gi\u00f9 di allenamento<\/em> e lui replic\u00f2 in maniera impietosa: <em>vorrei vedere, mi \u00e8 saltato fuori un cancro alla prostata e sono imbottito di cortisone<\/em>. Rimasi di stucco, anche perch\u00e9 c&#8217;era poco da commentare e quando ti imbottiscono di cortisone vuol dire che &#8230; In effetti la sua lotta era iniziata gi\u00e0 da qualche anno.<\/p>\n<p>Ha tenuto duro continuando di occuparsi di multimedialit\u00e0 (insegnava all&#8217;ITSOS di via Pace) e si \u00e8 buttato anima e corpo nella preparazione dell&#8217;incontro che avremmo tenuto a fisica, nel novembre 2008, per ricordare i 40 anni del movimento. Ci present\u00f2 un video superprofessionale con filmati, foto, musica e dissolvenze. Una specie di <em>addio alle armi.<\/em><\/p>\n<p>Gi\u00e0 in primavara quando ci siamo ritrovati per una uscita sul lago organizzata da Corrado Lamberti, ci mand\u00f2 i suoi saluti ma non venne e se ne \u00e8 andato a settembre del 2009 con intorno i compagni di Scienze di un tempoBruno, Lupo, Amerigo, Flavio.<\/p>\n<p>Io e Giorgio ci siamo conosciuti (e un po&#8217; frequentati) quando venni incaricato di strutturare la presenza di AO a Scienze e si mise in piedi la prima cellula. Aveva l&#8217;abitudine a spaccare il capello in quattro e per questa ragione ogni tanto passava per uno noioso. Cos\u00ec, un po&#8217; perch\u00e9 nessuno di noi aveva le idee chiare, un po&#8217; per questa sua caratteristica, il famoso documento sulla scienza che avrebbe dovuto fare un po&#8217; da ossatura al nostro agire nelle facolt\u00e0 scientifiche non \u00e8 mai venuto fuori. <em>C&#8217;era sempre qualcosa che andava precisato<\/em>.<\/p>\n<p>Mi sono lauretao nell&#8217;estate del 70 e quando sono tornato dal servizio militare a cavallo tra il 71 e il 72 ho ritrovato Giorgio a Monza. A quei tempi con la necessit\u00e0 di espandersi i quadri seguivano i bisogni dell&#8217;OCAO e i quadri venivano mandati dove serviva. Dopo qualche mese se ne torn\u00f2 a Milano, ma devo a lui una lunga discussione sulla linea della <em>scheda nulla<\/em> per le elezioni politiche del 72. Riusc\u00ec a convincermi, anche se in tempi di governo Andreotti-Malagodi la cosa mi sembrava decisamente inopportuna (io venivo da 18 mesi di servizio militare e pensavo che per democratizzare l&#8217;Italia non si dovesse sprecare nulla). Me ne dolgo e non ne abbiamo pi\u00f9 riparlato.<\/p>\n<p>In AO non ci siamo rivisti pi\u00f9 (facevamo cose diverse), ma in compenso, dopo AO ci siamo reincontrati in montagna e per anni, in ValMalenco, siamo andati in montagna insieme. L&#8217;avevo lasciato <em>fidanzato<\/em> con Marina e l&#8217;ho ritrovato <em>praticamente sposato<\/em> con Valeria. A Lanzada, nei primissimi anni 80 si era formata una specie di dependance dell&#8217;ex movimento e, in un paio di annate, vennero su anche Oskian e Cippone.<\/p>\n<p>Aveva conosciuto la ValMalenco perch\u00e9 aveva fatto una tesi di laurea sulle montagne del gruppo del Berrnina. Lui, Valeria e Filiberto (di biologia) erano dei veri milanesi, sempre in ordine con l&#8217;abbigliamento tecnico adeguato ai tempi mentre io, di spirito brianzolo tendevo a riciclare, a rimettere sempre le stesse cose e per questo abbigliamento un po&#8217; anni 50 si divertivano a chiamarmi <em>Zeno Col\u00f2<\/em>.<\/p>\n<p>Una volta che eravamo andati in cima al Monte Palino (la montagna sopra Caspoggio) abbiamo avuto una disavventura divertente. Giunti in cima ci siamo seduti sui massi e abbiamo iniziato a sentire alcune strida. E&#8217; l&#8217;aquila, ci siamo detti e, naso all&#8217;ins\u00f9 ci siamo messi a cercarla. Gli stridii continuavano e l&#8217;aquila non si vedeva. Ho abbassato lo sguardo e ci siamo trovati una bella vipera in posizione di attacco che ci voleva scacciare dalla zona del suo nido dove eravamo andati a sederci.<\/p>\n<p>Alla fine degli anni 70 e primi anni 80 avevamo ripreso a vederci anche a MIlano perch\u00e9, dopo essersi impegnato in una rivista di storia della Scienza (&#8220;Testi e Contesti&#8221;), per qualche anno, raccordandosi con un po&#8217; dei nostri compagni divenuti professori universitari e con il gruppo di Geymonat (incluso lui medesimo, Giorello e Marco Mondadori), organizz\u00f2 una serie di appuntamenti settimanali in aula A a Fisica. Ex esponenti del movimento, professori di scuola superiore e liceali svegli si ritrovavano a ragionare di scienza, di libert\u00e0, di ragione critica.<\/p>\n<p>Nell&#8217;estate del 2002 ci giunse la notizia dell&#8217;incidente a <a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1989\/08\/02\/in-corsica-una-catastrofe-parigi-invia.html\">Roberto Biorcio rimasto gravemente ustionato in Corsica<\/a> per un incendio che ne aveva circondato l&#8217;auto costringendolo a buttarsi a mare dalla scogliera. Roberto era stato trasportato all&#8217;ospedale di Lione, sapevamo che era abbastanza grave, ma cosciente e solo. Giorgio si coordin\u00f2 con qualche compagno di Milano e cos\u00ec, da Sondrio, partimmo in treno, destinazione Lione. La cosa gli fece piacere. Si usava cos\u00ec; erano i primi giorni di agosto.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Claudio Cereda<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p>In <a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?page_id=10423\">questa pagina trovate il ricordo<\/a> dei compagni che non ci sono pi\u00f9.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio \u00e8 stata la prima persona che ho conosciuto a Milano, ad una lezione di geografia. Giorgio \u00e8 stato il granello di polvere su cui si \u00e8 aggregata la mia conversione, ormai matura al marxismo. 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