{"id":2956,"date":"2012-09-28T19:35:46","date_gmt":"2012-09-28T18:35:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?page_id=2956"},"modified":"2026-03-07T15:17:28","modified_gmt":"2026-03-07T13:17:28","slug":"io","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?page_id=2956","title":{"rendered":"Io"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-page pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2pages2956&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2pages2956&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"386\" height=\"380\" class=\"alignleft size-full wp-image-9589\" style=\"width: 300px; height: 295px; float: left;\" title=\"che-reda\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Che-Reda.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Che-Reda.jpg 386w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Che-Reda-300x295.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 386px) 100vw, 386px\" \/>Sono nato a Villasanta (MB) nel 1946, ho fatto le scuole medie in collegio dai Salesiani a Varazze, poi ho frequentato l&#8217;Itis Pino Hensemberger di Monza dal 1960 al 1965 conseguendo il diploma di perito elettrotecnico. Volevo andare all&#8217;Universit\u00e0 ed ero incerto tra Fisica e Filosofia. Ho scelto Fisica perch\u00e9 nel 1966 <span style=\"font-style: italic;\">un peritaccio<\/span> non poteva iscriversi a Filosofia.<\/p>\n<p>Ho frequentato dal 1965 al 1970 il corso di laurea in Fisica presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano. Qui mi sono laureato nell&#8217;indirizzo applicativo elettronico con una tesi sulla <span style=\"font-style: italic;\">logica fuzzy<\/span> (una logica a infiniti valori che ha successivamente trovato largo impiego nelle ricerche sulla <span style=\"font-style: italic;\">intelligenza artificiale<\/span>) nel luglio 1970. Nel 1969 ho fatto l&#8217;esame di Filosofia della Scienza con Ludovico Geymonat (un grande intellettuale e un grande uomo). Poich\u00e9 allora non si poteva inserire la filosofia della scienza nel piano di studi di un fisico, il professor Geymonat e la professoressa Dilworth si accordarono e nel mio piano di studi \u00e8 registrato come Radioattivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ho fatto il 68 (molto sul serio) e dunque posso essere definito un <span style=\"font-style: italic;\">sessantottino doc<\/span>.<\/p>\n<p>Dopo il servizio militare (15 mesi tra Palermo, Bologna, Rimini e Treviso) dal dicembre 1971 al 1975 ho insegnato Fisica e Laboratorio presso l&#8217;Itis di Sesto San Giovanni.<\/p>\n<p>Negli anni 1975 e 1976 ho fatto il giornalista partecipando alla fondazione del <span style=\"font-style: italic;\">Quotidiano dei Lavoratori<\/span> di cui sono stato caposervizio interni, caporedattore e poi vicedirettore con funzioni di direttore. Sono giornalista professionista iscritto all&#8217;ordine della Lombardia dal 1977 e, visto che poi ho ripreso ad insegnare, sono passato dall&#8217;elenco Professionisti all&#8217;elenco Pubblicisti.<\/p>\n<p>Nel gennaio 1977 quando ho ripreso ad insegnare presso il Liceo Frisi e l&#8217;esperienza del primo anno di Frisi, oltre che la passione per lascienza e per la filosofia della scienza, mi hanno indotto a rinunciare definitivamente al giornalismo facendo la scelta di <span style=\"font-style: italic;\">parlare a pochi e in profondit\u00e0 piuttosto che parlare a molti con superficialit\u00e0<\/span> (cosa questa che capita, facendo il giornalista).<\/p>\n<p>Dal 1984 ho ricominciato ad occuparmi di Informatica e nel settembre 1987 ho deciso di andare a vedere di persona come funzionano le cose nel privato. Ho lavorato con una societ\u00e0 di <span style=\"font-style: italic;\">Informatica ed Organizzazione<\/span> occupandomi di progettazione di software e di fornitura di grandi sistemi per la Pubblica Amministrazione sino al 1992 quando ho deciso che la scuola mi interessava di pi\u00f9 anche se si guadagna di meno.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ho scelto di ricominciare ad insegnare e sono finito al Liceo Classico Zucchi di Monza dove ho fatto l&#8217;esperienza della cattedra verticale sui 5 anni. Vi ho insegnato sino al 1999 anno in cui ho deciso di tornare al Frisi per poter lavorare nella sperimentazione PNI.<\/p>\n<p>Al Frisi sono rimasto dal 1999 al 2008 dove ho insegnato su cattedre verticali di matematica e fisica in classi in cui facevo 8 ore la settimana dalla prima alla quinta. Credo di aver dato una mano, nel mio piccolo, a formare dei bravi cittadini con un po&#8217; di passione per la scienza. Cos\u00ec adesso abbiamo un po&#8217; pi\u00f9 di fisici, matematici, ingegneri e medici che sanno cosa siano la riflessione critica sul sapere e che la scienza ti insegna a pensare.<\/p>\n<p>Dopo aver vinto il concorso per diventare dirigente scolastico (iniziato nel 2004), fatta la formazione ho scelto di tornare al punto di partenza e cos\u00ec; sono arrivato all&#8217;Hensemberger. Mi \u00e8 sembrato un modo bello di concludere una vita professionale tutta dedicata alla scuola. All&#8217;Hensemberger ho cercato di lavorare sul rilancio della Istruzione Tecnica e sul rapporto con il territorio (le istituzioni produttive, l&#8217;ente locale, le famiglie) e i numeri delle iscrizioni e il posizionamento nella citt\u00e0 ci dicono che qualche risultato \u00e8 statoo ttenuto. In quel contesto ho lavorato nella <a href=\"http:\/\/www.requs.it\/\">cabina di regia a livello regionale<\/a> per la sperimentazione dell&#8217;anticipo della riforma della Istruzione Tecnica<\/p>\n<p>Nel corso del 2010\/2011 ho fatto domanda per trasferirmi in Toscana e sono stato accontentato: si tratta di una scelta di vita legata al come si vive, all&#8217;ambiente e alla cultura. Cos\u00ec eccomi a fare l&#8217;esperienza del <span style=\"font-style: italic;\">brianzolo a Siena<\/span>.<\/p>\n<p>Dal 2007 scrivo sulla rivista telematica di scuola ScuolaOggi e su Il Sussidiario.net\u00a0 due riviste dal taglio abbastanza diverso (sinistra e fondazione per la sussidiariet\u00e0) che trovo accomunate dalla passione per la scuola e per i processi educativi.<\/p>\n<p>Dopo un anno all&#8217;Istituto Bandini di Siena, approssimandomi ai 66 anni, ho optato per la pensione di vecchiaia. Mi ha spinto a questa scelta la impressione che il mondo della scuola stia ormai vivendo una fase in cui domina la burocrazia ministeriale e manca una guida politica all&#8217;altezza. Poi mia figlia, che sta nella casa di fianco alla mia, si sta esercitando a fare la mamma con due bei nipotini giunti dall&#8217;Estremo Oriente Russo. Mamma e pap\u00e0 sono molto presenti e io mi alleno a fare il nonno.<\/p>\n<h3>I miei interessi<\/h3>\n<ul>\n<li>Interessi culturali: la storia della fisica, la filosofia della scienza, la storia in genere, la saggistica politica.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Interessi pratici passati e attuali: smontare le cose per riciclarle e capire come funzionano, andare per ghiacciai e fare escursionismo in alta quota, sci da fondo, bicicletta, motociclismo da turismo e ultimamente la vita in campagna (la Maremma senese dove si vive nella natura e non ci sono n\u00e8 l&#8217;inquinamento acustico, n\u00e8 quello luminoso e si vedono le lucciole, la via Lattea e i cinghiali)<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Mi piacciono la musica classica, che ascolto di sottofondo quando lavoro e la musica italiana degli anni 60 (Paoli, Tenco, Battisti) e un po&#8217; Guccini e Vecchioni. Mi piacciono molto i lavori di Escher con i quali ho tappezzato il mio studio a casa e a scuola.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>A proposito di scuola<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.istitutobandini.it\/drupal\/ds\/immagini\/ritratto.jpg\" alt=\"ritratto\" align=\"left\" \/>Una frase che condivido molto \u00e8 questa di Einstein ripresa da uno scritto sulla Educazione: <span style=\"font-style: italic;\">Date all\u2019insegnante il minor numero possibile di mezzi coercitivi, cosicch\u00e9 il rispetto da parte dell\u2019allievo nasca solo dalle qualit\u00e0 intellettuali ed umane dell\u2019insegnante stesso. Perci\u00f2 si dovrebbe guardare dal predicare ai giovani il successo, nella sua accezione corrente, come scopo della vita. Infatti il cosiddetto uomo di successo \u00e8 colui che molto riceve dai suoi simili, incomparabilmente di pi\u00f9 di quanto gli sarebbe dovuto per i servigi da lui resi. Il valore di un uomo, tuttavia, si dovrebbe giudicare da ci\u00f2 che d\u00e0 e non da ci\u00f2 che riceve.<\/span><\/p>\n<h3>Cosa penso del mondo<\/h3>\n<p>Sono fondamentalmente <span style=\"font-style: italic;\">un eretico<\/span> abituato a contraddire me stesso e dunque, anche se ho le mie opinioni, mi piace molto confrontarmi con punti di vista diversi dai miei. Per esempio le mie critiche al centro destra sulle questioni di politica scolastica riguardano un coraggio insufficiente nel percorrere la strada delle riforme che viene dichiarata a parole. Volete il merito? Dimostratelo. Volete l&#8217;efficienza? Date pi\u00f9 poteri ai dirigenti.<\/p>\n<p>L&#8217;Hensemberger tra strutture e spese di personale vale intorno agli 8 milioni di euro l&#8217;anno. E&#8217; quasi tutta spesa corrente e per di pi\u00f9 non amministrata. Questo non va bene.<\/p>\n<p>Come ho scritto nel mio profilo su FaceBook mi definisco <span style=\"font-style: italic;\">riformista dopo un lungo cammino e ateo, spero non vi dispiaccia<\/span>, per quanto riguarda la visione del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono nato a Villasanta (MB) nel 1946, ho fatto le scuole medie in collegio dai Salesiani a Varazze, poi ho frequentato l&#8217;Itis Pino Hensemberger di Monza dal 1960 al 1965 conseguendo il diploma di perito elettrotecnico. 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