{"id":1037,"date":"2011-02-23T11:12:12","date_gmt":"2011-02-23T10:12:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hensemberger.it\/~dirigente\/wp\/?p=1037"},"modified":"2011-03-20T13:58:27","modified_gmt":"2011-03-20T12:58:27","slug":"fine-vita-punti-di-vista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=1037","title":{"rendered":"fine vita: punti di vista"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts1037&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts1037&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft\" height=\"207\" src=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2011\/finevita.jpg\" width=\"315\" \/>Da fronti opposti raccolgo punti di vista che potrebbero convergere adottando il principio della ragionevolezza.<\/p>\n<p>Dice Ignazio Marino: rispettare le scelte dell&#39;individuo garantendo nutrizione e idratazione artificiale sempre tranne a chi le abbia anticipatamente e coscientemente rifiutate.<!--more--><\/p>\n<p>Dice Francesco D&#39;Agostino: prestiamo attenzione con atteggiamento compassionevole a tutti coloro che, in situazione di difficolt&agrave;, rischiano di essere lasciati soli. Analizza il punto di vista <em>illuminista <\/em>e quello<em> realista<\/em> per schierarsi a favore di quello realista in nome di un atteggiamento compassionevole. Il bisognoso, di fronte alla morte, chiede di non essere lasciato solo.<\/p>\n<p>Si potrebbe obiettare a D&#39;Agostino che, quando si tratta di consenso espresso, e c&#39;&egrave; coscienza, nulla vieta di cambiare idea e conseguentemente di mutare la posizione su alimentazione e idratazione forzata. Ma il caso Englaro si &egrave; innestato su una situazione ben diversa sia rispetto allo stato di Eluana (processi irreversibili acclarati poi dalla autopsia), sia rispetto alla volont&agrave; ripetutamente espressa anquando stava bene, anche se non in maniera formale a causa della assenza di una legislazione.<\/p>\n<p>Si potrebbe ancora obiettare che l&#39;atteggiamento compassionevole e la attenzione appartengono agli stili di vita e di lavoro di chi opera in quelle strutture e che la realt&agrave; &egrave; purtroppo pi&ugrave; sgradevole di quella descritta; mancano reparti esplicitamente dedicati al fine vita e alla sofferenza e in ospedale si muore male o si muore bene a seconda di come si capita.<\/p>\n<p>Per esempio quanti malati terminali muiono per disidratazione in ospedale senza che ci sia stata una espressa volont&agrave; da parte della struttura? Forse si stava meglio quando si moriva a casa; quando l&#39;anziano smetteva di mangiare e di bere perch&eacute; dentro di s&egrave; capiva che era venuto il suo momento e moriva nella sua camera da letto con accanto le cose e le persone che gli erano pi&ugrave; care.<\/p>\n<p>Per esempio mia madre &egrave; morta sicuramente male, riportata in Pronto Soccorso due giorni dopo una dimissione (sbagliata) forzata da scarsit&agrave; di posti letto (aveva avuto un infarto ed &egrave; rimasta 2 giorni in rianimazione e 2 giorni in cardiologia). E&#39; morta con le sofferenze che chi sta molto male patisce nei Pronto Soccorso di tutta Italia (il freddo, l&#39;abbandono, la nudit&agrave;, &#8230;).<\/p>\n<p>Ricordo un giovane medico che mi chiese cosa l&#39;avessimo portata portata a fare che ebbe il pudore di stare zitto dopo aver visto che aveva 50 di massima. E&#39; morta di notte, in rianimazione, da sola due ore dopo che i figli erano stati mandati a casa dicendo di stare tranquilli. Mi sono chiesto se non avessimo sbagliato a chiamare il 118 quella mattina. Sarebbe morta lo stesso, ma sarebbe morta meglio.<\/p>\n<p>Si pu&ograve; lavorare per umanizzare gli ospedali, ma chi li frequenta, da parente o da paziente, anche per brevi periodi sa che chi sta nel letto non vede l&#39;ora di andare altrove in un luogo non anonimo con a fianco le proprie cose e i propri affetti.<\/p>\n<p>Proprio per tutte queste ragioni io penso che la cosa pi&ugrave; opportuna sia difendere il diritto di scelta di chi lo esprime coscientemente. E&#39; ben noto che la sofferenza fa cambiare idea, che la paura della morte esiste, che la paura di essere abbandonato d&agrave; angoscia. Per questa ragione chi deve gestire quei momenti &egrave; personale esperto che tranquillizzi ma non venda fumo e conversioni in nome della paura dell&#39;ignoto.<\/p>\n<h2>Marino<\/h2>\n<p><em>Il Parlamento deve affrontare senza <strong>ideologia<\/strong> e senza arroganza la discussione sul testamento biologico. Gli italiani chiedono rispetto e <strong>meritano di essere ascoltati<\/strong>. Servirebbe un po&#39; piu&#39; di rispetto e un po&#39; meno ideologia, piu&#39; attenzione alla scienza e meno arroganza. Perche&#39; tra pochi giorni il Parlamento dovra&#39; votare sulla proposta di legge e temo che assisteremo a un <strong>pessimo spettacolo<\/strong>. Ma non e&#39; su questo tema che si puo&#39; ingaggiare una battaglia parlamentare come si fosse allo stadio, contando vincitori e vinti.<br \/>\n\tOccorre chiedersi se sia <strong>giusto<\/strong> utilizzare ogni terapia, anche quando e&#39; evidente che non serve piu&#39; o, addirittura, puo&#39; servire solo a prolungare una <strong>agonia<\/strong>. Io credo che una legge amica della vita si debba basare su due principi complementari: rispetto per le scelte e liberta&#39; dell&#39;individuo basterebbe a questo scopo un solo articolo che, a proposito di nutrizione e idratazione artificiale, preveda che queste debbano sempre essere <strong>garantite<\/strong> per chi non le abbia esplicitamente rifiutate nelle dichiarazioni anticipate di trattamento. <\/em><\/p>\n<h2>D&#39;Agostino<\/h2>\n<p><em>La vera posta in gioco, per&ograve;, non &egrave; come migliorare questo testo. Quello che &egrave; in gioco &egrave; un braccio di ferro bioetico tra &quot;illuministi&quot; e &quot;realisti&quot;. Gli &quot;illuministi&quot; vedono la fine della vita umana posta sotto il segno di un&rsquo;autodeterminazione lucida, serena, forte, coraggiosa, direi quasi &quot;giovanile&quot; e chiedono, in nome del rispetto per i diritti della persona, che la legge obblighi comunque i medici a rispettare l&rsquo;autodeterminazione dei malati (indipendentemente dal fatto che possano essere o no malati terminali).<\/em><\/p>\n<p><em>I &quot;realisti&quot; non negano, ovviamente, che l&rsquo;autodeterminazione possa aver davvero rilievo in alcuni, rari casi, ma sono ben pi&ugrave; attenti al dato di realt&agrave;, per il quale nella maggior parte dei casi la morte &egrave; evento senile, che si caratterizza per la fragilit&agrave;, la debolezza, lo stato di paura e di assoluta dipendenza del morente. L&rsquo;appello all&rsquo;autodeterminazione, per i realisti, meriterebbe attenzione se non aprisse un varco inaccettabile all&rsquo;abbandono terapeutico. I fautori della difesa ad oltranza dei diritti della persona non si rendono conto del fatto che, in buona sostanza, ne mettono a rischio il diritto pi&ugrave; prezioso, quello alla vita. In questo consiste il loro (ingenuo?) &quot;illuminismo&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Per convincersi di quanto sia concreto questo rischio basterebbe frequentare le corsie degli ospedali (l&rsquo;hanno mai fatto i firmatari dell&rsquo;appello sull&rsquo;autodeterminazione?), in particolare di quelli che accolgono i malati terminali, i malati soli, gli &quot;<\/em><em>oldest old&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>I morenti, gli anziani, gli abbandonati non sono illuministi; quello che davvero vogliono non &egrave; che si renda ossequio alla loro volont&agrave;, il pi&ugrave; delle volte incerta, mutevole, dubbiosa; semplicemente non vogliono essere lasciati soli, vogliono essere &quot;curati&quot;, cio&egrave; che ci si prenda cura di loro. Indurre i medici ad abbreviare la vita degli anziani, dei lungodegenti, dei malati terminali, vincolandoli a &quot;rispettarne&quot; lamenti, recriminazioni, richieste fatte in tempi lontani, esasperate da stati emotivi e carenti di adeguata informazione &egrave; un rischio che non possiamo correre e contro il quale il disegno di legge sul fine vita prende fermamente posizione, il che basta a renderlo apprezzabile.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da fronti opposti raccolgo punti di vista che potrebbero convergere adottando il principio della ragionevolezza. Dice Ignazio Marino: rispettare le scelte dell&#39;individuo garantendo nutrizione e idratazione artificiale sempre tranne a chi le abbia anticipatamente e coscientemente rifiutate.<\/p>\n <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=1037\"><span class=\"more-msg\">Continua a leggere &rarr;<\/span><\/a>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"iawp_total_views":13,"footnotes":""},"categories":[9,7,10],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1037"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1037"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1037\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1496,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1037\/revisions\/1496"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1037"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1037"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1037"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}