{"id":11705,"date":"2023-04-25T07:48:54","date_gmt":"2023-04-25T06:48:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=11705"},"modified":"2023-04-25T08:11:56","modified_gmt":"2023-04-25T07:11:56","slug":"la-regressione-culturale-della-destra-di-alvaro-ricotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=11705","title":{"rendered":"La regressione culturale della destra &#8211; di Alvaro Ricotti"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts11705&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts11705&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-full wp-image-11707\" height=\"306\" src=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/egemoniacultura.jpg\" title=\"egemoniacultura\" width=\"1006\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/egemoniacultura.jpg 1006w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/egemoniacultura-300x91.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1006px) 100vw, 1006px\" \/><\/p>\n<p>Si fa un gran parlare, di questi tempi, di cultura di destra e cultura di sinistra. Dopo il successo elettorale la Dx, in una sorta di rivalsa revanscista, sta sferrando un attacco tendente a ribaltare quello che chiama egemonia culturale della Sx. Ritiene che sia finalmente giunto il momento di scalzare questa egemonia che pervade l&#39;Italia dal secondo dopoguerra per riaffermare e ripristinare una vera cultura italiana non inquinata da un pensiero estraneo alla nostra tradizione.<\/p>\n<p>Parafrasando il &quot;<em>Dio lo vuole<\/em>&quot; di papa Urbano II del 1095 nell&#39;indire la prima crociata, la Meloni con altrettanta enfasi e un po&#39; meno pudore, lancia il suo &quot;<em>L&#39;Italia lo vuole<\/em>&quot; e &quot;<em>L&#39;Italia ce lo chiede<\/em>&quot;. Parte cos&igrave; la sua crociata con il vessillo &quot;<em>Dio, Patria, Famiglia<\/em>&quot; issato sull&#39;alabarda ideologica contro i simboli della decadente e agonizzante cultura di Sx.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Inizia fin da subito, la pulzella della Garbatella, ad individuare gli obiettivi da abbattere: basta con i Rave, l&#39;hard rock &egrave; veicolo di droghe e perdizione, molto meglio &quot;<em>er vino de li castelli &hellip; anvedi la c&#39;&egrave; Marino<\/em>&quot;; basta con il festival comunista di Sanremo, basta con queste unioni di &quot;<em>froci e lesbiche<\/em>&quot; e il riconoscimento dei figli surrogati; basta con questi arabi e negri, infedeli, che minacciano una sostituzione etnica nel nostro Paese, anzi Nazione, basta con il salvare in mare questi miserabili irresponsabili che si avventurano con frotte di figli invece di cambiare responsabilmente le cose nel loro Paese; basta con l&#39;obbligo del POS, basta con i controlli sugli appalti per la paranoia della mafia; basta con questi termini presi dalla &quot;<em>Perfida Albione<\/em>&quot;, lei che &egrave; una &#39;<em>under dog<\/em>&#39; e si fregia di difendere l&#39;Accademia della Crusca, ecc. ecc.<\/p>\n<p>La Sx, da parte sua, frastornata dalla sconfitta elettorale, tenta di opporsi a questa strategia in modo confuso, disordinato, ma soprattutto finora inconcludente. Usa l&#39;ironia per contrastare le proposte pi&ugrave; stampalate, in effetti come avrebbe potuto immaginare che l&#39;intelligenza umana potesse cadere cos&igrave; in basso! Ma non capisce che &egrave; in atto una strategia sottile, un tarlo che inesorabilmente tenta di avvelenare le coscienze; come spiegare altrimenti le dichiarazioni sulle &quot;<em>vittime, in quanto italiani, alle Fosse Ardeatine<\/em>&quot; e quella ancor pi&ugrave; ridicole e offensiva sulla &quot;<em>banda di musicanti in pensione in Via Rasella<\/em>&quot; e la strategia di mettere in dubbio l&#39;essenza antifascista della Costituzione.<\/p>\n<p>Non c&#39;&egrave; che una strada per la Sx per contrastare questa caduta verticale, quella di muoversi sul piano culturale e valoriale avendo come punto di forza la nostra Costituzione prima che anche questa venga messa in discussione nei suoi articoli fondamentali.<\/p>\n<p>Penso comunque che le categorie di Dx e Sx riferite alla cultura siano, se non sbagliate, almeno improprie. La cultura non &egrave; di per s&eacute; n&eacute; di Dx n&eacute; di Sx. La cultura &egrave; l&#39;insieme delle credenze, delle usanze, dei comportamenti sociali, delle aspirazione e delle contraddizioni di un popolo, delle sue espressioni artistiche, delle sue visioni scientifiche e delle scelte tecnologiche. Insomma, affermare che una cultura sia di Dx o di Sx &egrave; alquanto riduttivo. Per estremizzare: la cultura dei Boscimani &egrave; di Dx o di Sx? e quella degli Aborigeni australiani o dei Lapponi? Per questo, ritengo che associare o definire una cultura di Dx o di Sx sia improprio. Diciamo che le forze politiche che agiscono in una societ&agrave; veicolano i loro valori, quelli s&igrave; di Dx o di Sx, attraverso i canali e le espressioni culturali.<\/p>\n<p>Io definirei la cultura con altri termini concettuali, termini che ne indichino le tendenze strategiche nel loro divenire nel tempo e che si caratterizzano in senso conservatrice o progressista. La tendenza conservatrice &egrave; promossa e sostenuta da quelle forze, generalmente di Dx, ma non sempre, che sono pi&ugrave; restie al cambiamento se non a determinate e ben definite condizioni, ritengono rischioso e a volte anche pericoloso avventurarsi in nuovi percorsi sociali, preferendo lo status quo. In ogni caso la tendenza conservatrice vede prioritariamente la difesa della libert&agrave; individuale e della iniziativa privata e del rischio in campo economico e quindi si riflette sul piano legislativo promuovendo tutte quelle norme atte a sostenere questo pensiero.<\/p>\n<p>La tendenza progressista, prevalentemente sostenuta dalle forze di Sx ha meno timore delle innovazioni e novit&agrave; in campo sociale, pi&ugrave; facilmente pone in discussione, senza respingerle a priori, quelle problematiche promosse da gruppi minoritari o, quanto meno, le tollera in una accettazione caleidoscopica e non monolitica della societ&agrave;. Tenendo in maggior conto il concetto illuministico, da cui proviene il suo pensiero, dell&#39;uguaglianza, tendenzialmente porta a valorizzare e promuovere tutti quei comportamenti sociali e individuali che si muovono in tal senso. Diciamo che l&#39;articolo della Costituzione Italiana che invita a rimuovere le cause economiche e sociali che determinano forti diseguaglianze tra i cittadini rispecchia compiutamente questa visione promuovendola a principio etico.<\/p>\n<p>Comunque le societ&agrave; europee e quelle occidentali in generale, quelle che hanno le loro radici comuni nel pensiero greco e nei valori emancipatori emersi dalla Rivoluzione Francese, quelle che poi si sono affermate nella democrazia in tutte le sue declinazioni si muovono sostanzialmente in una sintesi delle due visioni culturali progressiste e conservatrici in una alternanza in cui prevalgono di volta in volta ora l&#39;una ora l&#39;altra.<\/p>\n<p>La Dx a trazione Meloni-Salvini agisce in ambito culturale non rispecchiando n&eacute; le prospettive culturali dei conservatori n&eacute; tanto meno quelle dei progressisti. I suoi riferimenti risiedono in una societ&agrave; antica, pre rivoluzione illuministica, anzi alcuni dei suoi valori erano strutturali delle societ&agrave; tribali. L&#39;idea della separazione e della paura di una contaminazione etnica, della difesa del territorio da possibili invasioni, l&#39;ossessione quindi dei confini a tutela della Nazione derivano direttamente dal concetto primordiale del &quot;branco&quot; e del suo territorio, vive culturalmente in questa Dx; e, questa idea, che nel fascismo fu teoria e prassi, i cui valori&nbsp; furono recuperati, reinterpretati e realizzati politicamente &egrave; la madre generatrice del loro pensiero attuale. Da qui, da quel periodo, da quella esperienza trae la continuit&agrave; l&#39;ideologia meloniana forzando appunto su una istintualit&agrave; sociologicamente primitiva che &egrave; presente comunque in tutti noi.<\/p>\n<p>Quando i bambini e gli adolescenti si aggregano tra loro, agiscono spinti da un&#39;istintivit&agrave; primitiva; si aggregano in gruppi, gruppi di cortile, in contrapposizione ai gruppi di altri cortili vissuti sempre come antagonisti e sostanzialmente dei nemici. Bande, bande di via o di quartiere contro altre bande, ciascuna con le proprie parole d&#39;ordine, con i propri riti. Chi non ha vissuto quei momenti? Ma poi crescendo quelle dinamiche socio-psicologiche sono state abbandonate, ci si &egrave; evoluti, proprio come dalle prime aggregazioni umane ci si &egrave; trasformati in societ&agrave; complesse in un percorso che ha portato alle civilt&agrave; attuali.&nbsp; &quot;I ragazzi della via Paal&quot; o &quot;Il signore delle mosche&quot; non sono che ricordi di letture infantili. Solo con il superamento delle dinamiche istintive tribali si &egrave; potuto passare dal &quot;branco&quot; alla complessit&agrave; delle societ&agrave; moderne.<\/p>\n<p>Una societ&agrave; evoluta, integrata, aperta viene rifiutata culturalmente da questa Dx, di cui dalla destra conservatrice &egrave; una deviazione spuria che sogna, anacronisticamente una societ&agrave; chiusa in s&eacute; stessa in cui si esaspera il &quot;NOI&quot; in contrapposizione con gli altri. La Dx meloniana con la parte pi&ugrave; retriva della Lega a guida Salvini agisce politicamente e culturalmente tentando di determinare una deviazione regressiva (si legga pure fascista) delle societ&agrave; italiana che va ben oltre le tendenze di una Dx conservatrice moderna.<\/p>\n<p>Il suo pericolo &egrave; enorme anche per la sottovalutazione che i ben pensanti di sinistra attribuiscono al fascino istintuale che da quella proviene. Una sottovalutazione storica da parte dei ben pensanti fu quella che permise al fascismo di conquistare il potere nel 1922, convinti di poterlo in seguito controllare derubricando a goliardia le loro stranezze comportamentali,&nbsp; per poi pagarne le conseguenze e farle pagare a tutto il popolo italiano. Per questo occorre muoversi al fine di determinare una sua sconfitta oltre che politica soprattutto culturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si fa un gran parlare, di questi tempi, di cultura di destra e cultura di sinistra. 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