{"id":3339,"date":"2013-01-17T10:33:06","date_gmt":"2013-01-17T09:33:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=3339"},"modified":"2013-01-17T13:56:33","modified_gmt":"2013-01-17T12:56:33","slug":"la-scuola-daniele-luchetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=3339","title":{"rendered":"La scuola: Daniele Luchetti"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts3339&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts3339&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/foto13\/lascuola.jpg\" style=\"width: 250px; height: 352px; float: left;\" \/>Quando usc&igrave; <strong>La scuola <\/strong>(1995) io insegnavo in un liceo classico di prestigio e l&#39;ambiente studentesco era molto diverso da quello del film (ci studiava anche Pippo Civati). Ci ho ripensato rivedendo il film di Luchetti quasi vent&#39;anni dopo e dopo aver cambiato scuola (dal classico allo scientifico) e avere poi smesso di insegnare per fare il Dirigente Scolastico.<\/p>\n<p>Il film &egrave; stato estratto dai libri di Domenico Starnone e ha necessariamente una vena ironica: la scuola italiana non &egrave; tutta cos&igrave;, ma le cose che ci sono nel film ci sono tutte.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Nelle prime sequenze, prima dei titoli di testa si ha la processione dei docenti che vanno dalla professoressa incaricata di preparare l&#39;orario per l&#39;anno dopo. E&#39; una delle parti pi&ugrave; vere perch&eacute; abbiamo una sfilata di personaggi che elemosinano il <em>favore personale. Il mercoled&igrave; devo entrare alla II ora. Voglio le ore in coppia con la professoressa X perch&eacute; viaggiamo insieme. Quest&#39;anno voglio il sabato libero. Io mi sveglio sempre alle 5 perci&ograve; dammi sempre le prime ore. <\/em>La situazione &egrave; un po&#39; cambiata. I desiderata vengono messi per iscritto e non riguardano solo le esigenze personali. Ci sono dei criteri ma la sfilata pietistica c&#39;&egrave; comunque e il bello &egrave; che non riguarda tutti. Come per tante cose della nostra scuola quelli pi&ugrave; seri non fanno notizia.<\/p>\n<p><em>La scuola <\/em>delinea alcune macchiette di personaggi, a partire dai due protagonisti principali il <strong>professor Vivaldi<\/strong> di Italiano Storia e varia umanit&agrave; (Silvio Orlando) e la <strong>professoressa Majello<\/strong> (matematica) che fa l&#39;orario e fa da spalla a Vivaldi nel rapporto con gli studenti. Vivaldi &egrave; il classico professore di lettere (della sinistra sociale), sfigato, colto, interdisciplinare e amato dagli studenti (la caricatura di quello dell&#39;<em>attimo fuggente<\/em>)<\/p>\n<p>Dice Vivaldi allo scrutinio a proposito dell&#39;unico che &egrave; sempre a posto e che sa sempre tutto: <em>Astariti non &egrave; bravo, &egrave; un &ldquo;primo della classe&rdquo;. Astariti non c&rsquo;ha i capelli tagliati alla mohicana, non si veste come il figlio di uno spacciatore, non si mette le scarpe del fratello che puzzano. Astariti &egrave; pulito, perfetto. Interrogato, si dispone a lato della cattedra senza libri, senza appunti, senza imbrogli. Ripete la lezione senza pause: tutto quello che mi &egrave; uscito di bocca, tutto il fedele rispecchiamento di un anno di lavoro! Alla fine gli metto 8, ma vorrei tagliarmi la gola! Astariti &egrave; la dimostrazione vivente che la scuola italiana funziona con chi non ne ha bisogno!<\/em><\/p>\n<p>Il vicepreside <strong>Sperone<\/strong> (Fabrizio Bentivoglio) insegna una materia tecnica ed &egrave; un personaggio che si incontra nella scuola italiana. E&#39; frustrato e sogna un incarico prestigioso che gli consenta di andarsene; &egrave; duro, sicuro di s&egrave;, convinto di essere l&#39;unico a fare scuola come bisognerebbe farla.<\/p>\n<p>La professoressa <strong>Serino<\/strong> (Anita Laurenzi) esprime anche fisicamente il look della vecchia professoressa ammuffita nella scuola. Sta per andare in pensione e si dimentica dello scrutinio, ma si porta ad un matrimonio la pecora nera, lo studente Cardini, quello che passa le giornate a fare la mosca, che fa impazzire tutti e che sar&agrave; bocciato (unico) per la seconda volta consecutiva. Dice la Serino: <em>Strano il destino di noi insegnanti: i ragazzi arrivano qui giovani e se ne vanno giovani, e noi invecchiamo al posto loro. Ma cos&#39;&egrave;, un film dell&#39;orrore?<\/em><\/p>\n<p>Il professor <strong>Mortillaro<\/strong> &egrave; sempre esistito nella scuola italiano. Da trent&#39;anni si lamenta di questa societ&agrave; e di questa scuola in mano ai beduini. <em>Preside, anch&#39;io mi sento di condividere a grandi linee il giudizio del professore di Lettere. Per&ograve; i pi&ugrave; nella mia classe sono nati per zappare. Per cui, se io li mandassi a vangare in cortile, sarebbero pi&ugrave; contenti loro e sarei pi&ugrave; contento io.<\/em><\/p>\n<p><em>In trent&#39;anni di carriera avr&ograve; avuto 3-4000 alunni e uno, ma dico uno, che abbia fatto carriera? Nessuno! Ma perch&eacute; in trent&#39;anni di carriera non ho incontrato nemmeno un membro della futura classe dirigente? Tu te le poni queste domande? Perch&eacute; la classe dirigente non viene a studiare il francese da me? Ma che c&#39;ho fatto io alla classe dirigente? &#8230; Io sono entrato nella zona della morte.<\/em><\/p>\n<p>La professoressa <strong>Lugo <\/strong>di inglese &egrave; piena di ansie, &egrave; sempre di fretta e, come si dice nella scuola, non ha il fisico per fare la docente. Ha paura.<\/p>\n<p>Siamo all&#39;ultimo giorno di scuola e naturalmente met&agrave; dei professori devono finire le interrogazioni. Nella scuola vera sono solo il 30% ma ci sono e tra questi c&#39;&egrave; anche il professor Vivaldi che, avvistata una alunna al da interrogare che sta limonando in macchina con un marcantonio, se la va a riprendere. Finalmente siamo in classe e la fanciulla, che &egrave; incinta, sviene trascinando nella caduta un poster messo a lato della cattedra. Una compagna urla: <em>oddio &egrave; caduto Vasco<\/em>.<\/p>\n<p>Allo scrutinio c&#39;&egrave; il mercato delle vacche presieduto da un preside zombie a cui interessa solo di finire e di non avere troppi bocciati e si assiste al finto rito della collegialit&agrave;. Ci sono forzature ma la rappresentazione del difetto della mancata collegialit&agrave; &egrave; perfetto.<\/p>\n<p>Impagabile la risposta ai chiarimenti richiesti sul ReSole: <em>quello che ha inventato la pasticca per la gola<\/em>.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Il mio voto: 8<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando usc&igrave; La scuola (1995) io insegnavo in un liceo classico di prestigio e l&#39;ambiente studentesco era molto diverso da quello del film (ci studiava anche Pippo Civati). 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