{"id":3468,"date":"2013-02-15T18:04:51","date_gmt":"2013-02-15T17:04:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=3468"},"modified":"2013-02-18T10:00:57","modified_gmt":"2013-02-18T09:00:57","slug":"il-cuore-nel-pozzo-alberto-negrin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=3468","title":{"rendered":"Il cuore nel pozzo: Alberto Negrin"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts3468&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts3468&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"204\" alt=\"\" class=\"alignleft size-full wp-image-3494\" src=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/cuorenelpozzo.jpg\" style=\"width: 300px; height: 204px; float: left;\" title=\"Il cuore nel pozzo - Una storia di foibe e di bambini in fuga\" \/><strong>Il cuore nel pozzo<\/strong> (2005) &egrave; un film per la TV che, gi&agrave; nei titoli di testa viene esplicitamente dedicato alla tragedia della popolazione di etnia italiana giuliana, istriana e dalmata. E&#39; stato trasmesso nel febbraio 2005 in due puntate (visto che dura complessivamente pi&ugrave;di&nbsp; tre ore) ed ha avuto un notevole successo di pubblico (8 milioni la prima sera e 10 milioni la seconda). E&#39; stato poi ritrasmesso nel 2008 in occasione della giornata del ricordo in una edizione ridotta. In entrambe le occasioni ha ovviamenti suscitato polemiche politiche visto che il tema della <em>pulizia etnica<\/em>, attuata dai titini, nel 1945 &egrave; argomento di quelli che scaldano i cuori.<\/p>\n<p><!--more-->L&#39;aspetto positivo &egrave; stato quello di portare a conoscenza un gran numero di italiani di un argomento poco noto e che 65 anni dopo rischia di finire nel dimenticatoio (qualche giorno fa a l&#39;Eredit&agrave; l&#39;alluvione del Polesine &egrave; stata collocata all&#39;inmizio degli anni 80).<\/p>\n<p>Secondo me le cose positive finiscono qui. Si tratta di un polpettone che non ha nemmeno il pregio della unilateralit&agrave; assoluta. I Titini sono dei mostri assassini: uccidono, stuprano, infoibano (e questo aspetto l&#39;abbiamo rivisto all&#39;opera con serbi e croati negli anni 90), ma il movente principale della intera vicenda sta nel tentativo del loro capo di riappropriarsi del proprio bimbo di 6 anni avuto da una italiana presa con la forza: la ama (cos&igrave; dice) e di fronte all&#39;ennesimo rifiuto &egrave; pronto a spararle alla testa; ma lei si getter&agrave; nella foiba dopo aver assistito alla ennesima strage di Italiani (la levatrice, il segretario comunale, il farmacista, &#8230;).<\/p>\n<p>E&rsquo; il 1945 e la Seconda Guerra mondiale volge al termine quando una piccola comunit&agrave; istriana &egrave; sconvolta dall&#39;arrivo dei partigiani di Tito. Nel film ci sono due&nbsp; bambini protagonisti: Carlo figlio di Giulia, a suo tempo violentata da Novak che dopo anni di galera &egrave; diventato un capo dell&#39;esercito titino e Francesco (che fa da voce narrante), il figlio della coppia cui era stato affidato Carlo nel tentativo di impedire che Novak lo ritrovasse.<\/p>\n<p>La coppia (il medico del paese e la maestra di canto della scuola elementare) viene regolarmente infoibata insieme ad un numeroso gruppo di civili rastrellati in paese. Foibe per gli italiani adulti e ricerca spasmodica tra i bambini per trovare Carlo che Novak non ha mai visto e di cui Giulia ha distrutto tutte le fotografie. Non si vedono tribunali speciali, come documentato dagli storici, non c&#39;&egrave; dibattito politico tra i titini e non c&#39;&egrave; nemmeno il sentirsi parte di una organizzazione. Ad un certo punto un subalterno dice a Novak che &egrave; arrivato l&#39;ordine di convergere tutti su Trieste; Novak se ne frega perch&eacute; lui deve trovare suo figlio; la banda si divide tra chi va a Trieste e chi resta a infoibare gli Italiani, senza problemi. Non &egrave; una banda comunista, non &egrave; un pezzo di un esercito. Cos&#39;&egrave;? Bisgnerebbe chiederlo al regista e agli sceneggiatori che hanno anche pagato una consulenza allo storico Giovanni Sabbatucci. Mai danaro fu speso cos&igrave; male!<\/p>\n<p>Carlo era stato inizialmente affidato a Don Bruno (Leo Gullotta) che insieme ad Anya (Antonia Liskova) gestiva un orfanatrofio. Nel film svolgono un ruolo importante anche Ettore (Beppe Fiorello), un alpino sbandato reduce dall&#39;Albania e fidanzato con Anya, e Walter un esponente del CLN italiano che si batte per salvare i bambini ed impedire la pulizia etnica. Walter sta formalmente con le milizie titine, come accadde per effetto della confluenza delle brigate Garibaldi nell&#39;esercito jugoslavo, ma si sente italiano e fa quello che pu&ograve;.<\/p>\n<p>Walter ed Ettore organizzano l&#39;evasione di don Bruno e dei bambini dal campo dei titini ed inizia una dura marcia verso la salvezza (Gorizia) attraverso le montagne con alle calcagna la banda di Novak. Quello dei rapporti tra i bambini oltre alle musiche &egrave; quello che si salva rispetto al <em>feuilletton<\/em>. Dopo mille avventure, l&#39;entrata in scena di una famiglia di commercianti vigliacchi (con un capofamiglia che le tenter&agrave; tutte per salvare la pelle e alla fine ce la lascer&agrave;), l&#39;incontro con un provvidenziale gruppo di militari italiani sbandati, il matrimonio tra Ettore e Anya, una sparatoria finale in cui muoiono tutti (don Bruno, i Titini, i militari italiani, il commerciante e Novak) la avventura ha successo.<\/p>\n<p>Nel finale gli scampati scendono verso il mare (ma Gorizia non ce l&#39;ha) dove si vedono i camini fumanti del Toscana, la nave usata per l&#39;esodo da Pola (2 anni dopo) ed &egrave; dalla nave che Francesco fa il suo racconto e spiega di essere diventato grande.<\/p>\n<p>Poco prima della sparatoria finale c&#39;&egrave; una scena che la dice tutta sulla banalit&agrave; della sceneggiatura. Novak ferma i suoi perch&eacute; &quot;<em>l&agrave; dentro c&#39;&egrave; mio figlio<\/em>&quot;, poi ci ripensa e manda i suoi in un attacco finale allo scoperto perch&egrave; &quot;<em>l&agrave; dentro sono rimasti solo<\/em> in due&quot; mentre lui resta al coperto. Un eroe da ogni punto di vista &#8230;<\/p>\n<p>Navigando in rete mi ha stupito la mancanza di recensioni di stroncatura sul piano tecnico. Evidentemente i film per la TV vanno fatti cos&igrave;. Ho trovato invece qualche dichiarazione degli attori.<\/p>\n<p>L&rsquo;attore Dragan Bjelogrlic, che impersona il &ldquo;crudele Novak&rdquo;, afferma: &ldquo;<em>La crudelt&agrave; efferata del mio personaggio? Potrei dire che forse per un serbo che ha sofferto le guerre recenti non &egrave; poi tanto difficile immedesimarsi in uno sloveno cos&igrave; negativo&#8230; In questi luoghi nessuno &egrave; sopravvissuto indenne alla sofferenza delle violenze etniche<\/em>&rdquo;.<\/p>\n<p>Leo Gullotta per la sua partecipazione al film &egrave; stato duramente contestato al congresso di Rifondazione comunista di cui era simpatizzante ed &egrave; stato difeso da Bertinotti. Circa la sua partecipazione al film ha dichiarato: &quot;<em>Ho cercato di capire, di saperne di pi&ugrave;, di immergermi nella confusione storica di quel periodo. Dar voce a una tragedia dimenticata &egrave; la prima ragione che mi ha convinto ad accettare. Questo non &egrave; un film schierato, ma un atto di doverosa civilt&agrave;. E rompere il silenzio aiuta sempre. In questo caso, io spero, a non ripetere gli errori del passato.&nbsp; <\/em><\/p>\n<p>Una curiosit&agrave; per finire: questo film, cos&igrave; come <em>&quot;<a href=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=3346\">Si pu&ograve; fare<\/a>&quot;<\/em> &egrave; stato prodotto da Angelo Rizzoli che ieri &egrave; stato arrestato per bancarotta fraudolenta in relazione alla gestione pilotata dei fallimenti delle sue societ&agrave; di produzione.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Il mio voto solo complessivo &egrave; 6, ma per la parte strettamente legata alla storia giuliana il voto &egrave; 4.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cuore nel pozzo (2005) &egrave; un film per la TV che, gi&agrave; nei titoli di testa viene esplicitamente dedicato alla tragedia della popolazione di etnia italiana giuliana, istriana e dalmata. 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