{"id":4115,"date":"2014-01-12T10:23:11","date_gmt":"2014-01-12T09:23:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=4115"},"modified":"2014-01-12T10:23:11","modified_gmt":"2014-01-12T09:23:11","slug":"il-capitale-umano-paolo-virzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=4115","title":{"rendered":"Il capitale umano &#8211; Paolo Virz\u00ec"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts4115&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts4115&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"408\" height=\"324\" alt=\"\" class=\"alignleft size-full wp-image-4117\" src=\"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/capitale-umano.jpg\" style=\"width: 408px; height: 324px; float: left;\" title=\"capitale umano\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/capitale-umano.jpg 408w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/capitale-umano-300x238.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/>Il capitale umano (2013) &egrave; in prima visione da qualche giorno e si &egrave; subito scatenata la polemica perch&eacute; la destra pi&ugrave; becera, brianzola e non, si &egrave; sentita offesa e umiliata. Ben gli sta, anche se il film (in termini di ambientazione) non parla della Brianza ma semmai della zona del comasco-varesotto (la Prealpina non &egrave; il giornale di Monza, che non ha un giornale e neanche di Como, che ha la Provincia, ma del Varesotto).<\/p>\n<p>Il titolo viene dal diritto assicurativo e lo scopriamo alla fine: il capitale umano &egrave; il valore di un uomo calcolato in base all&#39;et&agrave;, allo status sociale, alle aspettative di vita. In questo caso, quanto vale la vita di un oscuro ciclista che torna dal lavoro e viene investito da un SUV.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La vicenda si svolge in un paese fittizio (Ornate, finiscono in -ate i toponimi di origine longobarda) e racconta di due famiglie quella di Giovanni Bernaschii, finanziere d&#39;assalto e di Dino Ossola immobiliarista desideroso di emergere, a tutti i costi.<\/p>\n<p>Giovanni Bernaschi (Fabrizio Gifuni) si occupa di speculazioni ad alto livello e vive tra viaggi all&#39;estero, riunioni d&#39;affari, decisionismo. &quot;Abbiamo scommesso sulla rovina di questo paese e abbiamo vinto&quot;. Ha una bella moglie di rappresentanza Carla (Valeria Bruni Tedeschi) con un passato di attrice di teatro (come chi, non mi ricordo) che fa la moglie ma ha qualche <em>pruderie<\/em> intellettuale (restaurare un teatro semiabbandonato e mettere in piedi una stagione teatrale permanente). Ha un figlio Massimiliano (Guglielmo Pinelli) cresciuto tra la noia, il bengodi e l&#39;alcool, come avviene in questi casi. Vive in un mondo pi&ugrave; grande di lui e nel quale basta chiedere per avere.<\/p>\n<p>Dino Ossola (Fabrizio Bentivoglio, che sembra Giacomino di Aldo Giovanni e Giacomo) vorrebbe fare il salto di classe da piccolo immobiliarista al mondo della finanza. Si fa prestare 600 mila euro e li mette nelle mani di Giovanni che gli ha promesso rendimenti del 40%. &quot;Ci siamo giocati tutto, anche il futuro dei nostri figli&quot;. Ma oltre al denaro ha in mente la cena allo sporting al tavolo dei potenti, la partita a tennis con i grandi e infatti finisce per tradire la figlia e fare il ricattatore nei confronti di mamma Carla per rifarsi dell&#39;investimento andato male. Dino ha una figlia Serena (Matilde Gioli) gi&agrave; fidanzata di Massimiliano. &quot;Per farvi contenti sono stata cinque anni in una scuola che odio&quot;. Non lo regge per quello che &egrave; e per il mondo in cui vive. Gira in moto, odia il SUV con gli interni in pelle di Massimiliano e si innamora di uno sballone Luca Ambrosini sottoposto a una terapia psichiatrico-riabilitativa obbligatoria per una vicenda di droga in cui ha coperto lo zio con cui vive. Luca &egrave; in terapia da Roberta (Valeria Golino) la compagna di Dino da cui aspetta due gemelli e che fa la psichiatra in una struttura pubblica (come sottolinea orgogliosamente in una di quelle chiacchiere insulse che fanno i neoricchi a cena).<\/p>\n<p>Il film, dal punto di vista della trama ruota intorno all&#39;investimento notturno di un ciclista, la viglia di Natale e si svolge, dopo l&#39;investimento, in una serie di quadri (capitoli) in cui si va avanti e indietro nel tempo per seguire le dinamiche psicologiche e comportamentali dei personaggi che sono il nocciolo della vicenda.<\/p>\n<p>Paolo Virz&igrave; ha affrontato il mondo dell&#39;altra parte, quello della speculazione affaristica, del mondo patinato, delle mogli di rappresentanza, delle scuole cattoliche private frequentate dai giovani rampolli (e queste ci sono a Monza a Como e a Varese), della piccola borghesia vigliacca che cerca di emergere, costi quel che costi.<\/p>\n<p>Ne esce un ritratto assolutamente impietoso di una Italia che esiste e che, in parte, ha governato questo paese; in questa Italia gli uomini ci fanno una autentica figura di merda, mentre sono le donne ad uscirne bene e a dare qualche speranza.<\/p>\n<p>Ci sono ovviamente le sfaccettature: gli uomini non sono tutti uguali; Dino &egrave; il peggiore; Giovanni, per quanto odioso, ha i suoi pr&igrave;ncipi, Massimiliano &egrave; una vittima mentre Luca &egrave; un minorenne gi&agrave; stritolato dalla sua condizione sociale e un po&#39; border-line (ne ho conosciuto uno quasi identico, tanti anni fa, quando insegnavo in uno dei licei di Monza).<\/p>\n<p>Le donne non sono tutte uguali: Carla, un po&#39; soffre e un po&#39; galleggia, Roberta non si capisce perch&eacute; stia con Dino ma &egrave; orgogliosa del suo lavoro e guarda con un certo disprezzo al mondo patinato a cui il suo uomo punta e poi c&#39;&egrave; Serena, tutta spontaneit&agrave; e gioia di vivere.<\/p>\n<p>Il film merita decisamente; ha suscitato polemiche a destra perch&eacute;, nella babele del berlusconismo e del post-berlusconismo che ha intaccato gli stili di vita degli Italiani, non siamo pi&ugrave; abituati a pensare che il marcio negli stili e nei modelli di vita possa esistere. Per il resto, lo ripeto, la Brianza non c&#39;entra; quel mondo esiste anche in Brianza come esiste in tutto il nord; ma il nord non &egrave; quella roba l&igrave;. Per fortuna.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Il mio voto: 9.5<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il capitale umano (2013) &egrave; in prima visione da qualche giorno e si &egrave; subito scatenata la polemica perch&eacute; la destra pi&ugrave; becera, brianzola e non, si &egrave; sentita offesa e umiliata. 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