{"id":4881,"date":"2024-05-26T11:01:00","date_gmt":"2024-05-26T09:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=4881"},"modified":"2024-06-27T15:08:15","modified_gmt":"2024-06-27T13:08:15","slug":"1961-1964-gli-anni-di-gs","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=4881","title":{"rendered":"1961-1964: gli anni di GS"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts4881&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts4881&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><h5 style=\"text-align: right;\">III edizione &#8211; maggio 2024<\/h5>\n<div id=\"attachment_4884\" style=\"width: 418px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4884\" class=\"wp-image-4884 size-full\" title=\"don Vico Cazzaniga\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/donvico.jpg\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/donvico.jpg 408w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/donvico-300x209.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/><p id=\"caption-attachment-4884\" class=\"wp-caption-text\">don Vico Cazzaniga &#8211; il Vico<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;esperienza di GS (Giovent\u00f9 Studentesca) ha segnato un pezzo importante della mia adolescenza ed \u00e8 stata uno strumento di <em>rottura-allontanamento<\/em> dal mondo un po&#8217; chiuso e tradizionale di Villasanta.<\/p>\n<p>Non mi ricordo come sono arrivato ad incontrare quelli di GS, facevo la II all&#8217;Hensemberger, mi cominciavano a spuntare i peli sulla faccia, si muovevano gli ormoni e urgeva una riflessione e messa in discussione della esperienza cristiana che, all&#8217;oratorio, era ancora piena di riti e di frasi fatte.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, a differenza di mio fratello Sandro impegnato in oratorio, sono emigrato a Monza e ho trovato un mondo diverso: diverso il prete (don Vico Cazzaniga), diverso il modo di vivere l&#8217;esperienza cristiana (<em>meno borghese<\/em>, dicevamo), diversi i rapporti tra coetanei (maschi e femmine).<\/p>\n<p><!--more-->Penso che sia normale, in qualunque contesto, che le pulsioni al cambiamento, le inquietudini giovanili, inizino a concretizzarsi a partire dal proprio contesto di riferimento e il mio, tra Collegio e caratteristiche famigliari, non poteva che essere il mondo cattolico. Solo in alcuni momenti, caratterizzati da grandi cambiamenti culturali e sociali, come \u00e8 stato il 68, si hanno le rotture brusche, gli improvvisi cambiamenti di stile di vita e di retroterra culturale. In Italia \u00e8 accaduto nel &#8217;68, ma qui sto parlando del 1962.<\/p>\n<p>La sede di GS era all&#8217;imbocco della viuzza a destra del Duomo; qualche locale al piano terra e al piano superiore di fianco alla abitazione di uno dei canonici del Duomo (monsignor Cornaggia), e sul retro un giardinetto. Ma le riunioni pi\u00f9 grosse, ed in particolare gli inter-raggi, si facevano nella struttura del Duomo in Sala Capitolare. Si costeggiava il lato destro della Basilica partendo dalla casa di don Vico e giunti in fondo (dopo aver costeggiato un convento di suore di clausura) si saliva per uno scalone alla sala Capitolare.<\/p>\n<p>Don Vico \u00e8 morto nell&#8217;estate del 2003 in circostanze misteriose a Medjugorje e il suo corpo \u00e8 stato ritrovato solo nel 2005 in una zona abbastanza lontana dai percorsi dei pellegrini. Per i suoi funerali ci siamo ritrovati a Lomagna in tanti; persone che non si rivedevano da 40 anni e prima ancora per la celebrazione di una messa di amici preoccupati per la sua scomparsa.<\/p>\n<p>Nei primi anni 60 era un giovane prete che gestiva l&#8217;oratorio del Duomo, appassionato di musica. Suonava l&#8217;organo e frequentava (non so con quale grado) il conservatorio. Questa sua passione ce la trasmetteva facendoci esercitare nel canto, anche polifonico: il canto gregoriano, le canzoni di montagna e il canto delle canzoni giessine scritte da Adriana Mascagni di Milano o prese a prestito dal mondo scout (Rossa sera a Belo Orizonte, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SlZO8z7lyIU\">Povera Voce<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=qTrogTTi5lQ\">La Traccia<\/a> di cui trovate il link per Youtube, &#8230;).<\/p>\n<hr \/>\n<p><code><em>Povera voce di un uomo che non c'\u00e8<br \/>\nla nostra voce se non ha pi\u00f9 un perch\u00e9:<br \/>\ndeve gridare, deve implorare<br \/>\nche il respiro della vita non abbia fine.<\/em><\/code><\/p>\n<p><code>Poi deve cantare perch\u00e9 la vita c'\u00e8,<br \/>\ntutta la vita chiede l'eternit\u00e0;<br \/>\nnon pu\u00f2 morire, non pu\u00f2 finire<br \/>\nla nostra voce che la vita chiede all' Amor.<\/code><\/p>\n<p><code><em>Non \u00e8 povera voce di un uomo che non c'\u00e8,<br \/>\nla nostra voce canta con un perch\u00e9.<\/em><\/code><\/p>\n<hr \/>\n<p><em>La nostra voce canta un perch\u00e9<\/em>; ti sentivi parte di un progetto, di un comune sentire; l&#8217;adesione al cristianesimo era una scelta consapevole di vita e lo facevi confrontandoti con dei coetanei.<\/p>\n<h2>il raggio e il cineforum<\/h2>\n<div id=\"attachment_9145\" style=\"width: 368px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9145\" class=\"wp-image-9145 size-full\" style=\"width: 358px; height: 318px; float: left;\" title=\"i luoghi intorno a cui si svolgeva la vita di GS a Monza\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gsmappa.png\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gsmappa.png 358w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gsmappa-300x266.png 300w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><p id=\"caption-attachment-9145\" class=\"wp-caption-text\">Monza il Duomo e i nostri punti di ritrovo<\/p><\/div>\n<p>Il raggio era una via di mezzo tra una <em>riunione di autocoscienza<\/em> e una <em>assemblea democratica<\/em>. Si chiamava raggio perch\u00e9, per discutere, ci si metteva in circolo. Si faceva una volta la settimana, su di un tema stabilito nella settimana precedente. L&#8217;ordine del giorno e l&#8217;invito lo davamo nelle scuole riprodotto a ciclostile sulla met\u00e0 di un foglio A4, ed \u00e8 stato in GS che ho visto il primo ciclostile ad inchiostro. Ci si confrontava, si dibatteva e, alla fine, il caporaggio o don Vico tiravano qualche conclusione.<\/p>\n<p>Il cineforum, il sabato pomeriggio, ma ce ne era una versione anche il venerd\u00ec sera, \u00e8 stato un momento importante nella formazione culturale degli studenti monzesi di quegli anni. Il cinema dell&#8217;oratorio del Duomo (don Bosco) era sempre strapieno, con almeno 300 giovani in una atmosfera di assoluta libert\u00e0 culturale. E dopo il film, una buona met\u00e0 di quei giovani si fermava a discutere.<\/p>\n<p>Il cineforum era a cicli sui registi e cos\u00ec ho conosciuto Eisenstein (la corazzata Potemkin, Ottobre, Ivan il terribile, Alexander Newsky, i cavalieri dell&#8217;ordine teutonico), Fellini (La strada, le notti di Cabiria, i Vitelloni, Otto e mezzo), Dryer (la passione di Giovanna d&#8217;Arco, Dies irae, Ordet), Lang (il dottor Mabuse, il mostro di Dusseldorf, Furia), Bergman (il volto, il posto delle fragole, sorrisi di una notte d&#8217;estate, il settimo sigillo, la fontana della vergine, il silenzio), il ciclo su Akira Kurosawa (con al centro i 7 samurai) e ovviamente il neorealismo italiano da Rossellini a De Sica, da Zurlini. a Monicelli. Una esperienza decvisamente formativa per la quale sono eternamente grato a GS e a don Vico che lo organizzava.<\/p>\n<h2>l&#8217;organizzazione<\/h2>\n<p>I riferimenti monzesi di GS erano:<\/p>\n<ul>\n<li>Augusto Pessina (l&#8217;Augusto e basta) maggiore di un anno rispetto a me e di cui presi il posto come caporaggio dell&#8217;Hensemberger l&#8217;unico che ha continuato il suo impegno in\u00a0 C.L. e le battaglie conservatrici sui temi della bioetica,<\/li>\n<li>Giorgio Migliavacca (presidente) una facccia aperta sempre sorridente,<\/li>\n<li>Angelo Colombo (responsabile cultura e un po&#8217; eterodosso)<\/li>\n<li>Nico Vailati che avrebbe sposato una delle sorelle Milanese (Luciana, ritrovata a biologia)<\/li>\n<\/ul>\n<p>e, dopo i padri fondatori, quelli della generazione successiva:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li>Cristina Frigerio dello <strong>Zucchi<\/strong>, amica di infanzia di mia moglie, futura moglie di Augusto Pessina, un Alberto Cazzaniga, molto alto che ho ritrovato, assolutamente identico, come genitore di Chiara una mia alunna allo Zucchi nella seconda met\u00e0 degli anni 90;<\/li>\n<li>il nutrito gruppo del <strong>Frisi<\/strong>, dove insegnava religione don Vico: Guido Cazzaniga che abitava dietro via Vittorio Emanuele e la cui famiglia riparava radio e TV, Renzo Milanese (futuro prete) che stava sopra la stazione di Monza Sobborghi e aveva due sorelle in GS, Davide Capra piccolo e dalla barba rossa, sempre in attivit\u00e0, Giuseppe Galbiati futuro chirurgo, il mio pi\u00f9 caro amico di quegli anni, ultimo fratello dei Galbiati della panetteria di San\u00a0 Biagio a fianco della chiesa vecchia, Carletto Barlassina (medico che ho ritrovato anni dopo nel Movimento Lavoratori per il Socialismo), Antenore\u00a0 Amati(campione di hockey a rotelle e molto amato dalle ragazze), Paolo Trojani (a casa del quale abbiamo fatto qualche festicciola in una villetta ai Cazzaniga)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<div id=\"attachment_9172\" style=\"width: 368px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9172\" class=\"wp-image-9172 size-full\" title=\"ottobre 2003 Renzo Milanese e Giorgio Migliavacca la sera in cui ci siamo ritrovati a sperare per don Vico\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gsrenzomilanesegiorgiomigliavaccca.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gsrenzomilanesegiorgiomigliavaccca.jpg 358w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gsrenzomilanesegiorgiomigliavaccca-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><p id=\"caption-attachment-9172\" class=\"wp-caption-text\">Renzo MIlanese e Giorgio Migliavacca ad una delle serate per ricordare don Vico<\/p><\/div>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li>il gruppo delle<strong> Canossiane<\/strong>: la responsabile della prima ora era Rosaria Gaggino, seguita da Mariarosa Mariani (amica di infanzia di mia moglie) con cui, tra alti e bassi, ci si continua a frequentare (ed ora, in Toscana abitiamo nella stessa frazione di Monticiano), la sua compagna di classe Gabriella Vedovati, che mi piaceva e che poi si \u00e8 accasata con il Rino Panza e ci siamo ritrovati ad andare in montagna dalle stesse parti, Emanuela Colombo (che ritrovai docente di filosofia al Frisi)<\/li>\n<li>i due fratelli Sanvito (Piergiorgio e Luisa, quest&#8217;ultima dalla vita avventurosa),<\/li>\n<li>Gigi Colombo del <strong>Mos\u00e8 Bianchi<\/strong> (futuro proprietario della libreria del Duomo) con cui ho fatto un po&#8217; di viaggi verso Milano nei primi anni di Universit\u00e0 ,<\/li>\n<li>dell&#8217;<strong>Hensemberger <\/strong>Sem Cavalletti (mio amico e compagno di classe che per\u00f2 da GS andava e veniva cos\u00ec come Mario Calloni), Sergio Refaldi (compagno di classe), Roberto Contardi (ritrovato in AO), Giovannino Bertanza (futuro psicologo, caro amico di quegli anni e ritrovato per questioni di scuola quando facevo il DS all&#8217;Hensemberger), Carlone Oggioni, Diego Pellaccini, che veniva da Sesto, e tanti altri. Roberto Contardi \u00e8 poi andato a lavorare alla Singer ed \u00e8 diventato un dirigente della FIOM, Carlo Oggioni studiava lirica e, con il suo vocione gi\u00e0 a 16 anni, faceva il basso. Chissa se ha fatto il cantante?<\/li>\n<li>Non posso non citare una giovane Annina Pozzi delle Preziosine che mi piaceva assai ma che, con un sotterfugio, mi fu scippata dall&#8217;amico (?) Giuseppe Galbiati. Ci piacevano sia lei sia la Bruna (mia moglie) e mi propose un patto: tu mi lasci campo libero con Annina e io ti lascio campo libero con Bruna. C&#8217;era un trucco: Bruna era gi\u00e0 impegnata, lui lo sapeva e io no (ma poi ci siamo ritrovati).<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ci veniva, anche se un po&#8217; a fasi alterne, la mia futura moglie, Bruna Rovelli, del Mos\u00e8 Bianchi che ho conosciuto allora. Ad un certo punto a GS si aggiunse GL (giovent\u00f9 lavoratrice) animata dall&#8217;Ottavio Scalet (che ebbe un percorso molto eterodosso, dal movimento giovanile DC ai marxisti leninisti) e. da Carlo Varisco (sindacalista dei tessili ritrovato in AO) scomparso tragicamente qualche anno fa.<\/p>\n<h2>le tre giorni e don Giussani<\/h2>\n<p>I momenti topici, in cui si mischiavano socializzazione, vacanza ed esercizi spirituali erano di tipo residenziale e si facevano sia nelle vacanze di Natale, sia in quelle estive.<\/p>\n<div id=\"attachment_9146\" style=\"width: 368px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9146\" class=\"wp-image-9146 size-full\" title=\"Varigotti assemblea giessina in un ambiente suggestivo - foto Elio Ciol\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gsvarigotti.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gsvarigotti.jpg 358w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gsvarigotti-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gsvarigotti-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><p id=\"caption-attachment-9146\" class=\"wp-caption-text\">a Varigotti con don Giussani<\/p><\/div>\n<p>Per quei tempi era una gran bella novit\u00e0: giovani di entrambi i sessi facevano vita comune per alcuni giorni in un mondo in cui, per dirne una, persino la comunione si faceva su file separate (gli uomini da una parte e le donne dall&#8217;altra). Ricordo una mitica tre giorni a San Fedele in val d&#8217;Intelvi con tanta neve.<\/p>\n<p>Ho fatto un paio di tre giorni a Varigotti con quelli di Milano e il mitico don Giussani che, devo dire con sincerit\u00e0, non mi ha mai convinto pi\u00f9 di tanto, essenzialmente per quel modo di parlare per allusioni, per non sensi in cui si smarriva il significato originario delle parole.<\/p>\n<p>Ma proprio per quello \u00e8 andato per la maggiore e, ad un certo punto, \u00e8 stato imitato dalla maggioranza degli adepti creando quella che per me era <em>la scuola della incomunicabilit\u00e0<\/em> (dopo il 68 con la fondazione di CL). Un altro che non mi piaceva, per le stesse ragioni, era il responsabile milanese della cultura, Gigi Negri che ad un certo punto entr\u00f2 in seminario e da allora ne ha fatta di strada (adesso \u00e8 il vescovo ultraconservatore di Ferrara, dopo essere passato da San Marino).<\/p>\n<p>Nell&#8217;estate del 63 abbiamo fatto le vacanze estive a Livigno: dibattiti, passeggiate, goliardate (come quando mi hanno tagliato met\u00e0 barba tenendomi sul letto a viva forza) e durante una di queste escursioni ho anche preso la prima e unica sbronza da superalcolici della mia vita.<\/p>\n<p>Avevamo fatto una escursione in quota e ci ha preso un temporalone; siamo scesi di corsa e sotto l&#8217;acqua sino a quota 2000; l\u00ec ci siamo buttati in una baracca di legno, dopo aver comprato di tutto in un rifugio adiacente: grappa, brandy, cherry, whisky, kirsch. Sorsate a garganella e, ad un certo punto, quando l&#8217;alcol andava gi\u00f9 senza farsi pi\u00f9 bruciare in gola, mi sono accorto che non riuscivo pi\u00f9 a reggermi in piedi.<\/p>\n<h2>la messa di GS e la caritativa<\/h2>\n<p>La domenica mattina, alle 10:30 c&#8217;era la messa di GS a San Pietro Martire in via Carlo Alberto, con predica di don Vico e nel pomeriggio si faceva la caritativa.<\/p>\n<p>Ci si trovava all&#8217;angolo tra via Cortelonga e piazza Trento a prendere il pulman e l\u00ec si andava a turno in una delle <em>coree<\/em> di Cinisello: Robecco, Cornaggia o Bellaria, dove si passava il pomeriggio a far giocare bambini di famiglie sottoproletarie in accordo con i preti delle nascenti parrocchie. La stessa cosa facevano i milanesi, che l&#8217;avevano inventata, nei paesi della bassa.<\/p>\n<div id=\"attachment_9151\" style=\"width: 408px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9151\" class=\"wp-image-9151 size-full\" style=\"width: 398px; height: 273px; float: right;\" title=\"la squadra di calcio del raggio Hensemberger; si riconoscono Refaldi, Mario Calloni, Diego Pellacini, Giovanni Bertanza ed io\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gshensemberger.jpg\" alt=\"\" width=\"398\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gshensemberger.jpg 398w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/gshensemberger-300x205.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 398px) 100vw, 398px\" \/><p id=\"caption-attachment-9151\" class=\"wp-caption-text\">la squadra del raggio Hensemberger; io ho porto indegnamente la stella di capitano<\/p><\/div>\n<p>Come si vede dalla foto qui a lato si facevano persino sfide di calcio. Questa \u00e8 la squadra del raggio Hensemberger con tra gli altri (Refaldi, Calloni, Pellacini, Bertanza e Cereda). Gli altri me li ricordo ma non viene il nome.<\/p>\n<h2>lasciamoci cos\u00ec senza rancore &#8230;.<\/h2>\n<p>GS incominciava a virare pesantemente verso una impostazione totalizzante e di chiusura alla societ\u00e0 moderna; inoltre si affacciavano le posizioni che, anni dopo, avrebbero portato all&#8217;appoggio alla DC, tra l&#8217;altro in alleanza con gli andreottiani, sponsor il lecchese Roberto Formigoni.<\/p>\n<p>Facevo la III e ci fu un convegno, organizzato a Monza, contro il socialismo e il liberalismo che mi impression\u00f2 negativamente. Intanto io, dopo la messa di GS, comperavo l&#8217;edizione domenicale dell&#8217;Avanti sempre molto ricca di inserti storici e culturali e poi passavo alla cooperativa la Brianza pe la riunione dei giovani socialisti insieme all&#8217;amico Sem Cavalletti; da Milano veniva Felice Besostri a coordinarci. Oltre all&#8217;Avanti leggevo anche <em>Politica<\/em>, il settimanale della sinistra DC diretto da Giovanni Galloni, che avanzava proposte oggi impensabili, come la nazionalizzazione della industria farmaceutica. Era il 1964.<\/p>\n<p>Da GS mi sono allontanato pian piano e sono stato per un po&#8217; senza farmi vedere, sul finire della quarta superiore. Nell&#8217;aprile del 1965 mi sono riaffacciato ad un raggio convocato in occasione del ventennale della liberazione. Ero pieno di dubbi nei confronti della Chiesa istituzionale perch\u00e9 vedevo che il processo conciliare, nelle mani di Paolo VI, aveva sub\u00ecto una battuta d&#8217;arresto e mi ritrovai Augusto Pessina che concluse quel raggio con parole che mi sono rimaste nella memoria: &#8220;<em>io non li capisco i partigiani comunisti, perch\u00e9 se io fossi vissuto allora e non fossi stato cristiano, non avrei mai scelto di oppormi al fascismo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>In quel momento capii definitivamente cosa fosse l&#8217;integralismo. Me ne andai da quel raggio e in GS non mi hanno visto pi\u00f9, ma nonostante quello, considero quella esperienza un momento importante della mia vita e della mia crescita personale e ripenso a quegli amici di allora con affetto e simpatia. E penso che, da questo scritto, lo si sia capito.<\/p>\n<hr \/>\n<p><span id=\"last-edit\">Ultima modifica di Claudio Cereda il 20 maggio 2024<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p>La pagina con<a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?page_id=5289\"> l&#8217;indice della mia autobiografia<\/a> da cui potete scegliere i capitoli da leggere<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III edizione &#8211; maggio 2024 L&#8217;esperienza di GS (Giovent\u00f9 Studentesca) ha segnato un pezzo importante della mia adolescenza ed \u00e8 stata uno strumento di rottura-allontanamento dal mondo un po&#8217; chiuso e tradizionale di Villasanta. 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