{"id":4971,"date":"2024-05-19T12:14:02","date_gmt":"2024-05-19T10:14:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=4971"},"modified":"2024-06-27T15:06:02","modified_gmt":"2024-06-27T13:06:02","slug":"1956-1960-in-collegio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=4971","title":{"rendered":"1956-1960: in Collegio a Varazze"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts4971&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=wpv2posts4971&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><h5 style=\"text-align: right;\">III edizione &#8211; maggio 2024<\/h5>\n<div id=\"attachment_13053\" style=\"width: 798px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13053\" class=\"wp-image-13053 size-full\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/collegioenoviziato.jpg\" alt=\"collegio e noviziato\" width=\"788\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/collegioenoviziato.jpg 788w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/collegioenoviziato-300x136.jpg 300w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/collegioenoviziato-768x347.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 788px) 100vw, 788px\" \/><p id=\"caption-attachment-13053\" class=\"wp-caption-text\">il collegio e sulla sinistra il noviziato (ai miei tempi dismesso) successivamente adibito a scuola media superiore &#8211; nella parte inferiore gli orti del collegio<\/p><\/div>\n<p>Nell&#8217;anno scolastico 1955\/1956 mio fratello Sandro faceva la quinta elementare e durante l&#8217;inverno si becc\u00f2 una brutta broncopolmonite; da piccolo \u00e8 sempre stato molto gracile e cos\u00ec, su suggerimento dei medici, si decise che avrebbe dovuto passare gli inverni al mare e ci\u00f2 necessariamente voleva dire andare in Collegio.<\/p>\n<p>Ci sarebbero dovuti andare sia lui, a fare la prima media, sia mio cugino Enzo (l&#8217;ultimo figlio della zia Giovanna) a fare la seconda. Ma io, che ero molto legato a Sandro, decisi di essere della partita. Cos\u00ec, nell&#8217;ottobre del &#8217;56 partimmo in tre per il Collegio Salesiano di Varazze: io in quinta elementare, e loro due alle medie.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div id=\"attachment_4974\" style=\"width: 418px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4974\" class=\"wp-image-4974\" style=\"width: 424px; height: 246px; float: right;\" title=\"don Ariatti con una classe quinta due anni dopo la mia - archivio Varagine\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/quintasmall.jpg\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/quintasmall.jpg 408w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/quintasmall-300x174.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/><p id=\"caption-attachment-4974\" class=\"wp-caption-text\">il mio maestro di quinta, don Ariatti con una classe quinta due anni dopo la mia &#8211; archivio Varagine<\/p><\/div>\n<p>Furono scelti i Salesiani perch\u00e9 la zia Giovanna conosceva bene quelli di via Copernico a Milano dove mio cugino Franco aveva frequentato le scuole professionali.<\/p>\n<p>In Collegio eravamo poco pi\u00f9 di un centinaio di interni (convittori) ma le medie erano frequentate anche da esterni (i semiconvittori).<\/p>\n<p>Il mio maestro era don Ariatti, un prete moro, abbastanza rude sui cinquant&#8217;anni che aveva la passione di costruire aeroplanini in legno che poi metteva sui pali angolari della alta rete che delimitava il campo di calcio verso valle. Gli aeroplanini non volavano, ma si orientavano e le eliche giravano messe in moto dal vento che dal mare risaliva verso la collina. Don Ariatti \u00e8 stato una delle colonne del Collegio.<\/p>\n<p>Della parte scolastica di quel primo anno non ho ricordi tranne che portavamo il grembiule nero e facemmo gli esami di quinta in Collegio e quelli di ammissione alla I media presso la scuola statale di Varazze (un tema, un problema di matematica e l&#8217;orale). And\u00f2 tutto bene ed ottenni la media dell&#8217;8.<\/p>\n<h2>L&#8217;edificio<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-9025 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/collegio-300x215.jpg\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/collegio-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/collegio.jpg 358w\" sizes=\"(max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/>Il Collegio era messo all&#8217;inizio della collina prima della frazione di Cantalupo ed era stato acquistato direttamente da don Bosco intorno al 1870. Era stato appena realizzato dal Comune e poi venduto ai Salesiani, ad un prezzo di favore. La <em>famiglia salesiana<\/em> era in grande espansione ed essi acquisirono l&#8217;edificio per farci una scuola (elementari e ginnasio con 150 convittori e almeno il triplo di esterni)\u00a0 e, secondo il modello salesiano, gli affiancarono l&#8217;apertura di un oratorio.<\/p>\n<p>Come si vede dalla foto, il Collegio aveva 4 piani oltre a un piano terra con il colonnato; sul davanti c&#8217;era un grande cortile adibito a campo da calcio lastricato con un pav\u00e8 a mattonelle piccole nel quale, durante la ricreazione, facevamo pi\u00f9 partite contemporaneamente. Il gioco era parte integrante della pedagogia di don Bosco. Ogni tanto vi si svolgevano anche partite a tamburello organizzate da don Ariatti con dei lanci che mi sembravano spettacolari.<\/p>\n<p>A sinistra c&#8217;erano l&#8217;oratorio con il cinema-teatro e, pi\u00f9 in basso, verso il mare, una struttura dismessa che sino all&#8217;anno prima, aveva ospitato il noviziato salesiano e che negli anni 60 venne poi ristrutturata per ospitare il tentativo di gestire una scuola superiore (liceo e ragioneria).<\/p>\n<p>Nel passaggio verso l&#8217;oratorio c&#8217;era anche un campo di pallavolo mentre, nella parte a sinistra del cortile, un porticato con i servizi igienici e una serie di tavoli stretti e lunghi, con le sponde di legno, dove si giocava a boccette usando delle piastre cilindriche d&#8217;acciaio di 4 cm di diametro per 1 di altezza.<\/p>\n<div id=\"attachment_13076\" style=\"width: 370px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13076\" class=\"wp-image-13076\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/dormitorio-300x214.jpg\" alt=\"dormitorio\" width=\"360\" height=\"265\" \/><p id=\"caption-attachment-13076\" class=\"wp-caption-text\">I dormitori di Collegiuo erano tutti uguali; questo \u00e8 quello della Guastalla di Milano: i letti e quello del controllore laico con la tenda all&#8217;inizio della camerata<\/p><\/div>\n<p>Le camerate erano al III e IV piano e portavano i nomi dei santi (con gli immancabili san Luigi e Domenico Savio). Erano dei corridoi lunghi e stretti con i letti messi l&#8217;uno dopo l&#8217;altro e, all&#8217;inizio e alla fine della camerata, un letto con tenda scorrevole su una struttura ad anelli dove dormivano i custodi, dei laici detti <em>coadiutori o cooperatori. <\/em>Erano le stesse persone che ci accompagnavano nelle uscite del gioved\u00ec e non me li sono mai filati. Non mi sembravano particolarmente svegli e trovavo che fossero anche un po&#8217; ambigui.<\/p>\n<p>La biancheria pulita stava in un locale guardaroba a parte con tanti loculi corrispondenti al nostro numero che veniva cucito su ognoi capo per renderlo riconoscibile. Io avevo il 118. Si trattava di rettangolini bianchi\u00a0 di un centimetrio di lato ricamati con il numero in rosso ben visibile. La gestione del cambio era affidata a ciascuno di noi, e questo \u00e8 stato certamente un elemento di crescita della autonomia. Mettevamo la biancheria sporca in un sacco di lino chiuso con un cordino passante e con regolarit\u00e0 lo consegnavamo per il lavaggio. Se ne occupavano le suore salesiane di Maria Ausiliatrice, le stesse che gestivano refettorio e approvvigionamenti.<\/p>\n<p>Come si vede dalle foto non c&#8217;erano divise, ma se andate sull&#8217;archivio di Varagine.it troverete un sacco di foto degli anni 20 e 30 in cui i convittori hanno divisa e berretto tutti uguali.<\/p>\n<p>Al secondo piano c&#8217;era la parte scuola (aule per le classi e aula studio) mentre il primo piano era nella disponibilit\u00e0 dei preti e dei coadiutori (ma forse era il contrario, scherzi della memoria). Al\u00a0 piano terra c&#8217;erano gli uffici del consigliere (l&#8217;addetto alla disciplina e al controllo del rispetto delle regole), del prefetto (un incrocio tra l&#8217;economo e il vicedirettore), del direttore, il parlatorio (con le poltrone e i divani di velluto) e il refettorio.<\/p>\n<p>Un locale molto particolare era l&#8217;aula studio: un lungo corridoio con i banchi disposti a destra e a sinistra contro le pareti. I banchi erano individuali, verniciati di nero e con un piano d&#8217;appoggio incernierato sul davanti che chiudeva uno scomparto in cui tenevamo i libri. Il piano incernierato consentiva di nasconderci la testa e farci un po&#8217; gli affari nostri nelle lunghe e interminabili ore dello studio pomeridiano. Io ci tenevo anche i flaconcini vuoti degli antibiotici (recuperati in infermeria) e, dopo aver tolto l&#8217;etichetta e liberato il tappo in gomma, ci mettevo le mosche che catturavo al volo e mi divertivo ad osservarne il comportamento, un po&#8217; per sadismo, un po&#8217; per spirito sperimentale.<\/p>\n<p>Il refettorio era arredato con panche e lunghi tavoli che avevano degli scomparti al posto dei cassetti. Ci tenevamo i viveri di scorta (le arance, i salamini e la pasta d&#8217;acciughe nel mio caso) e il tovagliolo. Su uno dei due lati lunghi c&#8217;erano i banconi di collegamento con le cucine da cui ci servivano e, al centro del locale, un piedistallo rialzato dove, durante il pasto, uno di noi, a turno, leggeva qualche libro di avventura o di edificazione (tipo la\u00a0 vita di San Domenico Savio).<\/p>\n<p>Domenico Savio e San Luigi erano i due modelli di giovent\u00f9 proposti con tutti gli annessi e connessi sulla castit\u00e0 che non capivo molto bene, del tipo <em>loro non guardavano il pisello neanche quando facevano la pip\u00ec <\/em>e a me sfuggivano le ragioni<em>.<\/em> C&#8217;era, seguendo l&#8217;insegnamento di don Bosco, una autentica ossessione per il sesso che aleggiava come problema, ma non veniva mai nominato. Ricordo che in II media venni ripreso da uno dei preti perch\u00e9 mi ero toccato la zona dei genitali. Avevo un po&#8217; di prurito ma venni rimproverato senza capir bene il perch\u00e9. Il mangiare non era entusiasmante, ma si sopravviveva anche grazie alle scorte alimentari che arrivavano da casa.<\/p>\n<p>Era molto diffusa la pratica di scrivere alle aziende alimentari per farsi mandare dei campioni omaggio e lo facevamo in modo sistematico con l&#8217;Ovomaltina.&lt;<\/p>\n<h2>La fissa della massoneria e le molestie sessuali di inizio novecento<\/h2>\n<div id=\"attachment_4980\" style=\"width: 368px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4980\" class=\"wp-image-4980 \" style=\"width: 322px; height: 225px; float: left;\" title=\"Piccoli Martiri una storia demenziale \" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/piccolimartiri.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/piccolimartiri.jpg 358w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/piccolimartiri-300x210.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><p id=\"caption-attachment-4980\" class=\"wp-caption-text\">Piccoli Martiri di Eugenio Pilla (1895-1969) prete e scrittore salesiano autore di ben 300 volumi<\/p><\/div>\n<p>Delle letture mi \u00e8 rimasto impresso il romanzo <em>Piccoli martiri <\/em>una storia scritta negli anni 40 da un salesiano fissato con la massoneria. Due bambini venivano rapiti dai massoni per educarli alla lotta contro Dio, &#8230; Dice la descrizione:&#8221;<span class=\"bookFont text-break\"><em>Racconta le avventure di due fanciulli buonissimi e piissimi caduti nelle mani di adulti incredibilmente cattivi, in quanto atei empi e massoni<\/em>.&#8221;<\/span><\/p>\n<p>Questa della massoneria era una idea fissa che si ritrovava anche nei libri di preghiere, insieme alla pericolosit\u00e0 dei protestanti (!?!) e credo si trattasse di un retaggio delle difficolt\u00e0 di don Bosco a Torino nei rapporti con lo stato liberale. A distanza di anni mi sono chiesto come mai avessero questa fissa, visto che eravamo in piena guerra fredda e dunque c&#8217;erano tanti altri esempi di <em>senzadio<\/em> ben pi\u00f9 importanti nella Italia del dopoguerra di quanto non fossero i massoni.<\/p>\n<div id=\"attachment_13058\" style=\"width: 387px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13058\" class=\"wp-image-13058\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/pertini-300x256.jpg\" alt=\"pertini\" width=\"377\" height=\"349\" \/><p id=\"caption-attachment-13058\" class=\"wp-caption-text\">Sandro Pertini, il secondo da destra in piedi, interno al Collegio don Bosco nel 1907 (archivio Varagine) &#8211; il quinto \u00e8 il fratello Eugenio morto nel 45 nel campo di concentramento nazista di Flossenb\u00fcrg<\/p><\/div>\n<p>Ho cercato di capire e ho trovato in rete due episodi in cui il collegio venne coinvolto, uno a fine 800 e l&#8217;altro, molto pi\u00f9 grave, nel primo decennio del 900. In entrambi i casi si trattava di atti di libidine verso minori in cui erano coinvolti preti e laici; entrambi si conclusero con delle condanne ed entrambi finirono nel dimenticatoio, ma evidentemente rimase una netta ostilit\u00e0 nei confronti dello stato laico-liberale anticlericale e massone. In particolare nelle reazioni clericali di allora si sottolineava come lo scandalo del 1907 fosse stato ordito dalla massoneria francese. In quell&#8217;anno, tra gli alunni interni, c&#8217;era anche Sandro Pertini. Il secondo dei due scandali \u00e8 ricostruito in &#8220;Pier Luigi Ferro, <em>Messe nere sulla Riviera. Gian Piero Lucini e lo scandalo Besson<\/em>, Utet, Torino 2010&#8243; e ne trovate in rete ampi estratti.<\/p>\n<p>A proposito della <em>lettura dei libri di edificazione durante il pranzo<\/em> capit\u00f2 un episodio curioso a un mio compagno di classe. Stavamo tentando di imparare a fischiare con le dita e cos\u00ec, invece di ascoltare le vite dei santi eravamo impegnatissimi a soffiare tenendo le dita in bocca sopra la lingua o con la lingua piegata. Ci riusc\u00ec per primo Gerbi (un compagno di Cogoleto) a cui part\u00ec all&#8217;improvviso un fischio poderoso. Lui fu punito e io non ho mai imparato a fischiare con le dita, anche se in collegio imparai tutti gli altri rumori che simulano i peti e le pernacchie: quelli fatti con il palmo della mano e quelli con la mano sotto l&#8217;ascella.<\/p>\n<h2>la cappella e il culto<\/h2>\n<p>La cappella non era tanto grande, molto decorata e con una balconata sul lato corto all&#8217;ingresso: messa tutte le mattine e messa doppia (normale e cantata) la domenica.<\/p>\n<p>Ho imparato molto bene a fare il chierichetto con tanto di incenso, turibolo e aspersorio e in occasione delle feste importanti si facevano le prove perch\u00e9 tutto doveva funzionare perfettamente (noi in abito rosso con una cotta bianca).<\/p>\n<p>Mi ero fatto regalare per Natale anche due <em>messalini<\/em> tascabili rilegati e in carta india. Uno aveva le pagine dorate sul bordo, l&#8217;altro le aveva rosse. Ripetuti per 365 volte c&#8217;erano un breve riepilogo della vita del santo del giorno, i salmi e le letture per la messa (l&#8217;epistola e il vangelo). Li ho ancora in qualche scatolone in garage e mi ricordo che, con un po&#8217; di sadismo, leggevo e rileggevo delle torture inflitte ai martiri cristiani che suscitavano in me forti emozioni (per esempio quello di santa Agata cui furono asportate le mammelle).<\/p>\n<p>Ogni convittore riceveva anche un suo libretto di edificazione <em>Il giovane provveduto<\/em>, scritto da don Bosco e il cui testo, se la cosa vi incuriosisce, <a href=\"http:\/\/www.donboscosanto.eu\/oe\/il_giovane_provveduto.php\">potete trovare qui<\/a> ma ve ne d\u00f2 un piccolo saggio con l&#8217;Incipit:<\/p>\n<blockquote><p>Due sono gli inganni principali, con cui il demonio suole allontanare i giovani dalla virt\u00f9. Il primo \u00e8 far loro venir in mente che il servire al Signore consista in una vita malinconica e lontana da ogni divertimento e piacere. Non \u00e8 cos\u00ec, giovani cari. Io voglio insegnarvi un metodo di vita cristiano che sia nel tempo stesso allegro e contento, additandovi quali siano i veri divertimenti e i veri piaceri, talch\u00e9 voi possiate dire col santo profeta Davide: serviamo al Signore in santa allegria: servite Domino in laetitia. Tale appunto \u00e8 lo scopo di questo libretto, servire al Signore e stare sempre allegri.<\/p>\n<p>L\u2019altro inganno \u00e8 la speranza di una lunga vita colla comodit\u00e0 di convertirsinella vecchiaia ed in punto di morte. Badate bene, miei figliuoli,molti furono in simile guisa ingannati. Chi ci assicura di venir vecchi? Uoposarebbe patteggiare colla morte che ci aspetti fino a quel tempo, ma vita emorte sono nelle mani del Signore, il quale pu\u00f2 disporne come a lui piace.Che se Dio vi concedesse lunga vita, sentite ci\u00f2 che vi dice: quella strada cheun figlio tiene in giovent\u00f9, si continua nella vecchiaia fino alla morte. Adolescens iuxta viam suam etiam cum senuerit non recedet ab ea. E vuol dire: sen oi cominciamo una buona vita ora che siamo giovani, buoni saremo negli anni avanzati, buona la nostra morte e principio di una eterna felicit\u00e0. Al contrario se i vizi prenderanno possesso di noi in giovent\u00f9, per lo pi\u00f9 continuerannoin ogni et\u00e0 nostra fino alla morte. Caparra troppo funesta di unainfelicissima eternit\u00e0. Acciocch\u00e9 tale disgrazia a voi non accada vi presento un metodo di vivere breve e facile, ma sufficiente perch\u00e9 possiate diventare la consolazione dei vostri parenti, l\u2019onore della patria, buoni cittadini in terra per essere poi un giorno fortunati abitatori del cielo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Inoltre eravamo pieni di santini-reliquia ottenuti con microscopici pezzettini di stoffa, pezzetti di pelle o di ossa (quelli pi\u00f9 pregiati) che, teoricamente, erano appartenuti a don Bosco, Domenico Savio o a qualche <em>Beato<\/em> o <em>Servo di Dio<\/em> della grande famiglia salesiana (forse quei pezzettini avevano semplicemente strusciato l&#8217;urna prima di essere messi in produzione a fini devozionali).<\/p>\n<div id=\"attachment_13040\" style=\"width: 489px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13040\" class=\"wp-image-13040 size-full\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/sandroeclaudiocondonmoroncelli.jpg\" alt=\"don Moroncelli santini\" width=\"479\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/sandroeclaudiocondonmoroncelli.jpg 479w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/sandroeclaudiocondonmoroncelli-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><p id=\"caption-attachment-13040\" class=\"wp-caption-text\">distribuzione dei santini da parte di don Moroncelli, in cappella. Io e Sandro (vestiti uguali)\u00a0 appena serviti<\/p><\/div>\n<p>Il colonnato del cortile era importante perch\u00e9 l\u00ec si scontavano le punizioni: <em>in piedi alla colonna<\/em> a guardare i compagni che giocavano, <em>in ginocchio alla colonna<\/em> e, nei casi pi\u00f9 gravi qualche <em>vergata sulle mani<\/em> da parte del <em>prete consigliere<\/em> (addetto alla disciplina) che era anche un grande distributore di <em>perini <\/em>(i colpi in testa dati con le nocche). C&#8217;erano le regole e c&#8217;erano le punizioni ben calibrate secondo una casistica di gravit\u00e0.<\/p>\n<h2>La giornata tipo e le regole<\/h2>\n<div id=\"attachment_4978\" style=\"width: 143px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4978\" class=\"wp-image-4978 size-full\" style=\"width: 133px; height: 159px; float: right;\" title=\"In prima media durante uno spettacolo teatrale\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12anni.jpg\" alt=\"\" width=\"133\" height=\"159\" \/><p id=\"caption-attachment-4978\" class=\"wp-caption-text\">In prima media durante uno spettacolo teatrale<\/p><\/div>\n<p>Sveglia intorno alle 6:30 &#8211; 7:00; abluzioni e messa (per poter fare la comunione a digiuno come prevedeva il diritto canonico &#8220;<em>essere digiuni dalla mezzanotte&#8221;<\/em>); prima colazione (con pane e caffelatte o cioccolata); mezz&#8217;ora di ricreazione e alle 8:30 inizio della scuola sino alle 12:30; pranzo; ricreazione per un&#8217;ora e dalle 14 alle 16 studio; merenda e ricreazione di un&#8217;ora; dalle 17:30 alle 19 studio; cena; ricreazione; preghiera della sera nel colonnato o sotto la statua di Maria Ausiliatrice a poi tutti a nanna.<\/p>\n<p>In uno dei giorni della settimana la merenda consisteva in un panino con dentro una fetta di <em>salame di cioccolato<\/em> bicolore a riquadri bianchi e marroni della Ferrero.<\/p>\n<p>Il signor Ferrero era un ex allievo salesiano e trattava bene, in termini di beneficienza, la grande famiglia salesiana. Aspettavamo con ansia quel giorno, invece del solito parallelepipedo di cotognata della Zuegg, della fetta di formaggio, del surrogato di cioccolato o della mortadella. Un paio di volte, in tutto l&#8217;anno, c&#8217;era la focaccia, la buonissima focaccia ligure.<\/p>\n<p>Rispetto alla scansione standard della settimana c&#8217;erano due varianti, il gioved\u00ec e la domenica.<\/p>\n<div id=\"attachment_13041\" style=\"width: 407px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13041\" class=\"wp-image-13041\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/spiggia-dei-bergamaschi-300x191.jpg\" alt=\"spiaggia dei bergamaschi\" width=\"397\" height=\"259\" \/><p id=\"caption-attachment-13041\" class=\"wp-caption-text\">spiaggia dei bergamaschi (ex colonie bergamasche) nei pressi di punta Olmo oggetto di scambio di favori per la privatizzazione<\/p><\/div>\n<p>Il gioved\u00ec non c&#8217;era scuola e si andava a fare lunghe passeggiate su per le colline (al bricco don Bosco, alla Guardia, al Deserto) o nelle calette lungo la costa est ai piani di Invrea (verso Cogoleto) od ovest (verso Celle e Albisola) nelle spiagge non utilizzate delle colonie estive o del Cottolengo, incluso quella al centro dello scandalo che ha visto coinvolto il presidente di Regione Liguria Toti. Le colonie bergamasche, con un edificio molto grande, erano famose per aver ospitato, durante la guerra un ospedale militare in cui convergevano i feriri per ciura e convalescenza.<\/p>\n<p>Se la passeggiata era lunga si pranzava al sacco. Il Collegio era posto all&#8217;inizio della collina verso la frazione Cantalupo e le escursioni in collina incominciavano sempre da l\u00ec con la salita verso i piani di Cantalupo: uliveti e poi bosco misto di pini. Passavamo sotto i cantieri dell&#8217;autostrada Genova Ventimiglia, che era in costruzione, e ricordo quei piloni grandi e altissimi, visti da sotto. Qualche volta risalivamo il corso del Teiro, il fiume torrente di Varazze che nasce dal monte Beigua. Trannne nella parte finale con segni di inquinamento dovuti alle ativit\u00e0 industriali e artigianali (tra cui una conceria) l&#8217;acqua era abbastanza pulita. Il tratto finale del torrente \u00e8 stato coperto nel 1960 ma allora il corso era tutto libero sino alla foce.<\/p>\n<p>L&#8217;altra variante riguardava la domenica: non c&#8217;era scuola; la mattina c&#8217;erano due messe intervallate dalla ricreazione e dopo pranzo, arrivati in sala studio, venivano letti ad alta voce (dal consigliere) i voti della condotta settimanale. Chi prendeva 7 meno, o peggio, rimaneva in sala studio mentre gli altri andavano al cinema. Non ho mai preso 7 meno, ma neanche 10. Comunque, per i pi\u00f9 discoli, il rito aveva la sua <em>suspence<\/em> e una funzione deterrente. Dei film della domenica ricordo di avere visto <em>Fantasia<\/em> di Walt Disney e <em>Sono un agente FBI<\/em> con James Stewart che mi aveva colpito molto.<\/p>\n<p>Le ore di lezione era poche. Giustamente si puntava molto sullo studio personale con un numero di ore pari a quelle di lezione ed erano poche anche le materie (lettere, incluso il latino), matematica, francese, religione, ginnastica.<\/p>\n<div id=\"attachment_9027\" style=\"width: 418px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9027\" class=\"wp-image-9027 \" style=\"width: 449px; height: 306px; float: left;\" title=\"Collegio D.Bosco classe 2a B anno 1957-58 - archivio Varagine\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/sandrosecondamedia.jpg\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/sandrosecondamedia.jpg 408w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/sandrosecondamedia-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/><p id=\"caption-attachment-9027\" class=\"wp-caption-text\">Collegio Don Bosco classe II B anno 1957-58 &#8211; il secondo da destra in prima fila \u00e8 mio fratello Sandro, oltre a don Moroncelli riconosco molti visi, ma i cognomi sono svaniti<\/p><\/div>\n<p>I compagni di classe venivano dalle diverse localit\u00e0 del nord Italia ed erano di classi sociali diverse. Estrazione popolare in quelli dalle province di Savona e di Genova, di solito con la presenza di casi sociali che noi intuivamo dalla scarsa o inesistente presenza dei genitori. Qualcuno prima di arrivare in collegio aveva fatto l&#8217;esperienza della Garaventa.<\/p>\n<p>Piccola borghesia e borghesia per i provenienti dall&#8217;Emilia e dalla Lombardia. Ricordo qualche cognome: Bortolotti, Canepa, Cabrini, Cortesi, Gerbi, Quaglia, Resnati, Rossi, Simonitti.<\/p>\n<p>Cortesi, che aveva un porro sul naso, lo chiamavamo NASA e mi viene da dire che <em>eravamo proprio cretini.<\/em> Guardavamo con un particolare rispetto Cabrini, che veniva dal lodigiano, perch\u00e9 una sua prozia, con lo stesso cognome, aveva in corso la causa di beatificazione.<\/p>\n<p>Nella foto di gruppo dell&#8217;anno 57\/58 c&#8217;\u00e8 la seconda media di mio fratello Sandro (il secondo da destra della prima fila) e, come si vede dalla statura dei marcantoni che stanno a fianco di don Goffredo Moroncelli non si pu\u00f2 dire che avessero tutti la stessa et\u00e0 (e anche questo era un aspetto tipico di un collegio).<\/p>\n<p>Per degli adolescenti, lontani da casa, le regole erano eccessivamente rigide. Quando la domenica venivano a trovarti i genitori, comunque non si poteva uscire dal Collegio. O si stava in parlatorio (un locale subito a sinistra dell&#8217;ingresso) o, al pi\u00f9, si poteva stare in cortile e camminare sotto il portico. L&#8217;uscita all&#8217;esterno era consentita solo nel giorno di San Giuseppe (il 19 marzo) per assistere al passaggio della Milano Sanremo lungo l&#8217;Aurelia.<\/p>\n<div id=\"attachment_13042\" style=\"width: 287px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13042\" class=\"wp-image-13042\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/mamma-e-papa-a-varazze-207x300.jpg\" alt=\"mamma e pap\u00e0\" width=\"277\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/mamma-e-papa-a-varazze-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/mamma-e-papa-a-varazze.jpg 396w\" sizes=\"(max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><p id=\"caption-attachment-13042\" class=\"wp-caption-text\">mamma \u00e8 pap\u00e0 nel 1957 in occasione di una visita al Collegio<\/p><\/div>\n<p>La mamma veniva a trovarci in treno ogni due o tre settimane, qualche volta in macchina con il pap\u00e0 e si comunicava per lettera. In famiglia, negli anni successivi, si scherzava sulle mie lettere eccessivamente laconiche: <em>qui tutto bene, portami le arance, il salamino e la pasta d&#8217;acciughe<\/em>. Sembra che, allora, la sintesi fosse il mio forte.<\/p>\n<p>Si tornava a casa solo per le vacanze (incluse quelle di Natale e Pasqua). Ci fu una eccezione per l&#8217;epidemia di influenza asiatica nel novembre del 57. L&#8217;intero collegio era ko e dunque fu consentito alle famiglie di portarsi i figli a casa. Venne a prenderci l&#8217;autista della ditta, Stefano Mariani, con la mamma sulla 1100 famigliare. Fu abbassato il sedile posteriore, messo un materasso e delle coperte e cos\u00ec, con la febbre alta, ce ne tornammo a casa per qualche giorno.<\/p>\n<p>Avevamo a disposizione qualche soldo lasciato dai genitori presso il Consigliere che teneva la contabilit\u00e0 di ognuno e anticipava i contanti. Li usavamo per acquistare, durante la ricreazione, le caramelle della Elah vendute da uno dei coadiutori che girava nel porticato con una specie di banchetto in legno tenuto a tracolla. In quel periodo ho mangiato una quantit\u00e0 enorme di mou latte-menta e crem-liquerizia.<\/p>\n<p>Quando volevamo risparmiare andavamo in infermeria, da Celestino, e ci facevamo dare il <em>Formitrol<\/em>, delle pasticche acidule e disinfettanti abbastanza gradevoli. Se il mal di gola era vero ti davano anche le pastigliette di clorato di potassio da lasciar sciogliere in gola, ma noi le mettavamo da parte e quando ce n&#8217;erano a sufficienza le macinavamo. Qualcuno dei genovesi si faceva portare lo zolfo; si mischiava e bastava mettere un po&#8217; di quella polverina tra due cubetti di porfido, metterci un piede sopra e con l&#8217;altro dare una bella botta laterale. Venivano esplosioni molto pi\u00f9 potenti di quelle fatte con i petardi.<\/p>\n<h2>Le figure di riferimento<\/h2>\n<div id=\"attachment_13055\" style=\"width: 678px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13055\" class=\"wp-image-13055 size-full\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/varazzebriccodonhbosco.png\" alt=\"bricco don Bosco\" width=\"668\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/varazzebriccodonhbosco.png 668w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/varazzebriccodonhbosco-300x169.png 300w\" sizes=\"(max-width: 668px) 100vw, 668px\" \/><p id=\"caption-attachment-13055\" class=\"wp-caption-text\">immagine archivio Varagine &#8211; inaugurazione cappella al Bricco don Bosco &#8211; collaboratori ed ex alunni &#8211; in piedi da sinistra don Morelllo, don Moroncelli, don Maffeis, ingegner Nocelli<\/p><\/div>\n<p>Al primo posto ci metto don Arturo Morello. Era il prefetto del Collegio (cio\u00e8 una delle due autorit\u00e0 insieme al direttore) e fu il mio professore di lettere\u00a0 per tre anni. L&#8217;ultima notizia che ho trovato su di lui \u00e8 del 98 e riguarda la celebrazione di 60 anni di presenza tra i salesiani; ed era ancora a Varazze.<\/p>\n<p>Era originario di Ivrea, una persona pacata e con un bel sorriso. Con lui abbiamo studiato l&#8217;Iliade e l&#8217;Odissea in maniera assolutamente piacevole e lo stesso si pu\u00f2 dire per il latino: in prima, analisi logica e declinazioni, in seconda grammatica e sintassi e in terza autori (Giulio Cesare, Ovidio e Catullo) compresa un po&#8217; di lettura metrica della poesia. Grazie a lui ho iniziato a leggere romanzi con una certa sistematicit\u00e0; a quei tempi prevalentemente cose di cappa e spada e qualche romanzo ambientato ai tempi della rivoluzione francese (che veniva vista non esattamente bene).<\/p>\n<p>Il professore di Matematica era un laico, probabilmente un terziario salesiano oltre che scout, l&#8217;ingegner Nocelli, una persona mitica tra gli ex alunni del Collegio; Varazze gli ha intitolato una via. Mi ha dato una buona preparazione sino alle equazioni di primo grado ma ci ha anche insegnato ad applicarle alla risoluzione di problemi. Non ricordo con chi facessimo francese e religione.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;era don Goffredo Moroncelli, con quel faccione pacioso e sorridente, assomigliava un po&#8217; ad Oliver Hardy. Era cos\u00ec, un uomo buono che teneva nelle sue mani tutta la baracca del Collegio che diresse per qualche decina d&#8217;anni sino alla morte nel 71. Oltre che fare il direttore insegnava lettere ed \u00e8 stato il professore di mio fratello. Nella foto c&#8217;\u00e8 anche don Maffeis, il consigliere, quello addetto alle punizioni.<\/p>\n<div id=\"attachment_9039\" style=\"width: 239px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9039\" class=\"wp-image-9039 size-full\" style=\"width: 229px; height: 320px; float: right;\" title=\"vocazione uomo - Pier Luigi Ricciarelli\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/vocazioneuomo.jpg\" alt=\" \" width=\"229\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/vocazioneuomo.jpg 229w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/vocazioneuomo-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><p id=\"caption-attachment-9039\" class=\"wp-caption-text\">autobiografia di don Ricciarelli<\/p><\/div>\n<p>Mio cugino Enzo ha avuto come docente di riferimento don Pier Luigi Ricciarelli (don Gigi) un toscano, biondo e giovane che seguiva l&#8217;oratorio. Poi, nel 62, se ne and\u00f2 a fare il missionario nelle Filippine. Non era contento di dove l&#8217;avessero mandato; ebbe dei ripensamenti, si spret\u00f2, si spos\u00f2 e torn\u00f2 nelle Filippine per opporsi alla dittatura di Marcos. Venne imprigionato e ha scritto una autobiografia.<\/p>\n<p>I nostri riferimenti erano gli uomini in carne ed ossa, e cio\u00e8 questi preti che amavano stare a contatto con i giovani, ma i salesiani tendevano a farti assimilare il punto di vista di don Bosco: importanza della scuola, attenzione ai giovani e disponibilit\u00e0 nei loro confronti, diffidenza nei confronti dello stato.<\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 detto della fissa della massoneria; aggiungo le cose che ci dissero contro Garibaldi, Mazzini e gli eroi del risorgimento, assimilati a dei banditi in quanto nemici del Papa. Queste cose le dicevano a voce ma, ovviamente, trattandosi di una scuola parificata, non stavano scritte sul libro di storia che pure era edito dalla SEI la loro casa editrice.<\/p>\n<p>A fine anno venivano premiati con medaglia e diploma il I, II e III classificato per profitto, religione e condotta. Ne ho prese un bel po&#8217; (anche d&#8217;oro) sui primi due fronti, mai per la condotta perch\u00e8, senza strafare, sembra che fossi piuttosto vivace.<\/p>\n<p>L&#8217;equivalente della Azione Cattolica tra i Salesiani erano le <em>compagnie<\/em> (ricordo quella di San Luigi, del Santissimo Sacramento\u00a0 e dell&#8217;Immacolata). Erano una cosa ad adesione volontaria e mi \u00e8 capitato di dirigerne qualcuna. Una esperienza utile per apprendere come si organizza qualcosa o come si prepara una riunione tra persone.<\/p>\n<p>Una cosa che ho fatto regolarmente per 4 anni e che poi mi \u00e8 servita nella vita sono stati gli esercizi spirituali (della durata di tre giorni) che prevedevano ogni giorno due prediche (la meditazione e la contemplazione, ma forse la seconda aveva un altro nome) intervallate da periodi di silenzio in cui si doveva riflettere sugli spunti che erano stati forniti.<\/p>\n<p>Erano strutturati sul modello di Ignazio di Loyola, che li aveva inventati. Le prediche erano tenute da preti venuti da fuori. Buttavi gi\u00f9 qualche idea, prendevi qualche appunto, ma soprattutto imparavi a riflettere e in questo lavoro era fondamentale il ruolo del silenzio. Ci ho ripensato scrivendo queste note: il silenzio mi piace, aiuta a pensare e, dopo che negli esercizi spirituali, da grande l&#8217;ho praticato facendo sci da fondo, escursionismo in alta quota e ora nelle lunghe uscite in Mountain bike tra i boschi della Toscana.<\/p>\n<h2>La parentesi del noviziato di Novi Ligure<\/h2>\n<p>Alla fine della seconda media ho avuto <em>una crisi mistica<\/em>. In uno slancio di generosit\u00e0 e di adesione allo spirito salesiano decisi che volevo diventare salesiano. Ero influenzato dalla lettura del <em>bollettino salesiano<\/em> che parlava delle missioni in America Latina (in particolare in Patagonia e nella foresta amazzonica).e dallo spirito di aiuto verso i giovani che si traduceva nella miriade di scuole professionali e di mestiere inaugurate da don Bosco e sviluppate dai successori. Si vede che <em>la storia di fare il professore da grande <\/em>ce l&#8217;avevo nel DNA.<\/p>\n<p>Ne parlai alla mamma in una delle visite e poi con don Morello e don Moroncelli. Si decise che avrei provato. All&#8217;inizio della terza sarei andato a Novi Ligure dove c&#8217;era un pre-noviziato salesiano. Il noviziato salesiano era il momento in cui si indossava la tonaca nera e si iniziava il percorso per diventare prete salesiano. Negli anni 50 era molto diffusa, anche per il clero secolare, l&#8217;abitudine, da parte delle famiglie contadine e povere, di mandare i propri figli in pre-seminario. O la va &#8230; e ci ritroviamo un figlio prete o se non va, torna che ha studiato e comunque non \u00e8 stato di peso a casa.<\/p>\n<div id=\"attachment_13056\" style=\"width: 810px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13056\" class=\"wp-image-13056 size-full\" src=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/collegionovi.jpg\" alt=\"il collegio di Novi Ligure\" width=\"800\" height=\"369\" srcset=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/collegionovi.jpg 800w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/collegionovi-300x138.jpg 300w, https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/collegionovi-768x354.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><p id=\"caption-attachment-13056\" class=\"wp-caption-text\">Il pre-noviziato salesiano di Novi Ligure<\/p><\/div>\n<p>Il pre-noviziato di Novi era pensato per scoraggiare quella pratica; era pieno di figli di povera gente che facevano le medie gratis; si stava molto meno bene che a Varazze, si mangiava male, il trattamento era piuttosto rude e poich\u00e8 bisognava abituarsi al distacco, era previsto il ritorno in famiglia solo per pochi giorni a Natale e per un solo mese d&#8217;estate.<\/p>\n<p>Non ricordo quasi nulla di quel periodo, tranne la progressiva sensazione che la cosa non fosse per me e cos\u00ec, tornato a casa per Natale ne parlai con la mamma che, dopo aver chiamato al telefono don Moroncelli organizz\u00f2 le cose per farmi rientrare a Varazze. Fu la fine del mio desiderio di farmi salesiano. Ma mi \u00e8 rimasta in mente la canzone di don Bosco e ogni tanto la canticchio.<\/p>\n<blockquote><p>|Gi\u00f9 dai colli un d\u00ec lontano | con la sola madre accanto |<\/p>\n<p>|sei venuto a questo piano | dei tuoi sogni al dolce incanto|<\/p>\n<p>|Ora, o Padre, non pi\u00f9 solo | gi\u00f9 dai colli scendi ancora|<\/p>\n<p>|di tuoi figli immenso stuolo | t&#8217;accompagna a tua dimora.|<\/p>\n<p>|Don Bosco ritorna tra i giovani ancor, | ti chiaman frementi di gioia e d&#8217;amor.|<\/p><\/blockquote>\n<p>Nel mettere mano a questo racconto ho cercato di capire come siamo messi oggi partendo dalla visione tridimensionale che si ottiene grazie a Google Maps.<\/p>\n<p>Tristezza. La via san Francesco, una via stretta con accciottolato da cui si saliva verso Cantalupo per arrivare al Collegio e poi al convento dei Capuccini c&#8217;\u00e8 ancora nel senso che una via porta il suo nome e l\u00ec sotto, con andamento parallelo alla costa c&#8217;\u00e8 persino una via intitolata all&#8217;ingegner Nocelli. Ma la collina \u00e8 una sequela di residence, condomini, scuole, case e l&#8217;edificio del Collegio ha cambiato aspetto.<\/p>\n<p>E&#8217; riconoscibile la zona dell&#8217;oratorio, ma i Salesiani non ci sono pi\u00f9, se ne sono andati da qualche anno, e per Varazze \u00e8 finito un pezzo della sua storia, mentre il grande edificio di quattro piani \u00e8 diventato una residenza per anziani.<\/p>\n<hr \/>\n<p>La pagina con<a href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?page_id=5289\"> l&#8217;indice della mia autobiografia<\/a> da cui potete scegliere i capitoli da leggere<\/p>\n<hr \/>\n<p>In rete, grazie al lavoro della associazione Varagine.it potete trovare un immenso archivio storico sulla citta di Varazze e al suo interno molte foto relative alla storia del Collegio e dell&#8217;Oratorio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III edizione &#8211; maggio 2024 Nell&#8217;anno scolastico 1955\/1956 mio fratello Sandro faceva la quinta elementare e durante l&#8217;inverno si becc\u00f2 una brutta broncopolmonite; da piccolo \u00e8 sempre stato molto gracile e cos\u00ec, su suggerimento dei medici, si decise che avrebbe <span class=\"excerpt-dots\">&hellip;<\/span> <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/?p=4971\"><span class=\"more-msg\">Continua a leggere &rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13053,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"iawp_total_views":446,"footnotes":""},"categories":[670,10,1],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4971"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4971"}],"version-history":[{"count":41,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13497,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4971\/revisions\/13497"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/13053"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ceredaclaudio.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}